Per gli appassionati di cinema d’autore, dei film indipendenti, dei grandi classici del passato ma anche di quei titoli spesso al confine tra documentario e video-arte passati solo dai circuiti dei festival e poi irrecuperabili, MUBI è una piccola scatola magica da cui pescare ogni giorno. Se a livello internazionale, questo portale di streaming è un punto di rifermento importante per i cinefili ed è riuscito a costruire una vera e propria community online, in Italia la piattaforma è stata rilanciata lo scorso settembre con una nuova struttura di fruizione: al costo di 4,99 euro al mese (ma ci sono anche formule di abbonamento più convenienti per periodi più prolungati) l’utente ha accesso a 30 film al mese, con un nuovo titolo che ogni giorno va a sostituire quello più datato.
In questo periodo, inoltre, se invitati da un amico già iscritto a MUBI, è possibile provare il servizio gratuitamente per 1 mese. Bene, noi è ormai diverse settimane che ci siamo buttati guardando diversi dei film in catalogo; oggi abbiamo visto Giorno di paga: ultimo cortometraggio diretto da Charlie Chaplin nel 1922.
Questo breve film di 20 minuti è un distillato perfetto del cinema di Chaplin e della sua bellezza, di quel suo inconfondibile e inarrivabile connubio tra ironia slapstik, dolcezza e poesia. Protagonista della storia è quell’adorabile canaglia di Charlot che lavora come muratore alle dipendenze di un perfido capomastro tirannico che lo paga ben poco e così il nostro protagonista è sempre squattrinato. Senza contare cha a casa lo aspetta un’arcigna moglie che gli sequestra gran parte della paga! Eppure, tramite la sua furbizia e inarrestabile vitalità, il buon Charlot riesce a godersi per bene la vita!
Chaplin fotografa con gran sensibilità e leggerezza allo stesso tempo quella povertà che conosce bene perché lui stesso l’ha vissuta sulla propria pelle. Una povertà che però non può mai negare la dignità dell’individuo e il suo diritto alla felicità. Come gran parte dei film di Chaplin, Giorno di paga è una storia in grado di far ridere e piangere insieme, che emoziona indistintamente i grandi e piccoli spettatori. Insomma, un piccolo gioiello.
QUI il link per scaricare il film in streaming su MUBI. Nei giorni scorsi, invece, siamo andati a guardare:
• Quell’incerto sentimento di Lubitsch
• Il monello di Chaplin
• Carcasses di Denis Côté
• Queen of Diamonds di Nina Menkes
• La corazzata Potemkin di Ejzenštejn
• Faux Contact, cortometraggio francese tra terrorismo e Nintendo
• Detour, il b-movie amato da Scorsese
• Quiet City, del giovane e raffinato Aaron Katz (uno degli autori della corrente del mumblecore)
• Les Demoiselles de Rochefort di Jacque Demy
• The Man Who Slept, cortometraggio di Inès Sedan
• L’uomo con la macchina da presa di Dziga Vertov
• The Whole Shootin’ Match di Eagle Pennell
• L’impareggiabile Godfrey di Henry Koster
• René, il corto del regista svizzero Tobias Nölle
• Buenas Noches, España, film sperimentale di Raya Martin