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14 maggio 2019 • 13:01 • Scritto da DocManhattan

7 cose che forse non sapevate su Jayce il Cavaliere dello Spazio

La feroce guerra ai mostri verdura di Jayce, cavaliere dello spazio affiancato, tra gli altri, da un clone di Han Solo e da un mago insopportabile.
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È passata come una meteora a forma di cavolfiore anche sui palinsesti italiani, Jayce il cavaliere dello spazio (Jayce and the Wheeled Warriors), ma come te la dimentichi? Come fai a scordare una roba alla M.A.S.K. con dei mostri veicoli per metà vegetali, le radici magiche e un protagonista che sembrava un giovane MacGyver col capello da puzzola?

1. LA SERIE FRANCOCANADOGIAPPONESE

Andata in onda per la prima volta nel settembre dell’85 – il 9 del mese in Francia, la settimana dopo negli USA; da noi un anno più tardi su Odeon TV, come Jayce il cavaliere dello spazio –  Jayce and the Wheeled Warriors era una coproduzione franco-canadese da 65 episodi. Animata da tutta una serie di studi giapponesi, la celebre Sunrise di Gundam e altre realtà più piccole, come la Shaft di Puella Magi Madoka Magica, Studio Giants e altre ancora.

Pensata per spingere, come d’uso all’epoca, una linea di action figure, la serie animata di Jayce arrivò in TV in ritardo rispetto ai giocattoli (vedi sotto). Come tante altre produzioni simili, Jayce il cavaliere dello spazio era incentrata perciò sullo scontro tra due forze, in questo caso pronte a darsi battaglia su un altro pianeta: la fazione dei buoni, la Lightning League di Jayce, alla ricerca per tutta la serie del padre botanico (che invece era proprio il gemello di MacGyver) che ha creato senza volerlo i cattivi, e questi ultimi, i Monster Minds, vegetali umanoidi convertibili in veicoli da combattimento. Guidati da quel capoccione di verza di Saw Boss. Una roba tipo il padre di Haran Banjo e i Meganoidi in Daitarn 3, sì, ma con molta più verdura dentro.

La doppia ricerca di Jayce, del padre e dell’altra metà della radice magica, non avrà però mai conclusione, perché dopo un tiepido successo iniziale, gli ascolti precipitano nel mercato principale, il Nord America, e la serie resta orfana di un finale.

2. L’ULISSE DI JAYCE

Fondata nel 1971 e chiusa nel 2008, dopo una lunga serie di capriole societarie, acquisizioni e cambi di nome, quella che era ai tempi di Jayce la DIC Audiovisuel era stata creata in Francia dal produttore e scrittore Jean Chalopin. La DIC si è occupata, da sola o in co-produzione con altre aziende del settore, di diverse serie animate, da L’Ispettore Gadget a M.A.S.K., da Kidd Video a Iridella, passando per I campioni del wrestling (Hulk Hogan’s Rock ‘n’ Wrestling) e tante altre.

Oltre a M.A.S.K., la serie concettualmente più prossima a Jayce il cavaliere dello spazio tra quelle sfornate da DIC in quegli anni è Ulisse 31 (Ulysses 31), coprodotto con la giapponese TMS Entertainment e con il character design di Shingo Araki e Michi Himeno (Goldrake, Lady Oscar, I Cavalieri dello Zodiaco…).

3. GIOCATTOLI A ROTELLA

La serie animata avrebbe dovuto supportare dunque la linea di giocattoli, prodotta da Mattel. Ma come per BraveStarr, di cui dicevamo la settimana scorsa, la multinazionale del giocattolo affrettò i tempi, lanciando il tutto alcuni mesi prima del debutto del cartone. I giocattoli avevano come punto di forza la possibilità di mischiare accessori e armi dei vari veicoli, su ruote o dei camminatori vagamente alla Star Wars (il Trail Blazer dei buoni e il Beast Walker dei villain da reparto ortofrutta), ma non c’era alcun background narrativo nello scontro tra Lightning League e Monster Minds. E quel poco che si intravedeva era diverso dal cartoon che sarebbe arrivato di lì a poco: i piloti dei due schieramenti erano dei tizi generici con i volti quasi privi di lineamenti, semplicemente con la faccia verde nel caso dei Monster Minds, rosa in quello dei buoni.

L’iniziale successo della serie animata spinse Mattel a progettare una seconda linea di veicoli, da affiancare alla decina (più base) della prima serie, ma poi gli ascolti sono crollati e i nuovi mezzi da combattimento e accessori sono rimasti sul tavolo dei prototipi.

4. THE REAL BIETOLBUSTERS

Lo sceneggiatore principale di Jayce il cavaliere dello spazio era J. Michael Straczynski. Scrittore del New Jersey famoso per varie cose, da un lungo ciclo sui fumetti di Spider-Man a serie TV live action e animate da lui create (Babylon 5) o scritte: The Real Ghostbusters, He-Man e i dominatori dell’universo, la – sempre sia lodata – Capitan Power e i combattenti del futuro.

Era stato lui sostanzialmente a creare per la DIC i personaggi di Jayce e la loro storia, visto che i giocattoli non ne avevano una. Cosa pensava Straczynski di Jayce and the Wheeled Warriors? Essenzialmente che si trattava di “un concept idiota”, che lui cercò di “raddrizzare per cavarne qualcosa di buono”. Essenzialmente quanto è successo, perché nonostante alcuni personaggi genuinamente insopportabili, come il mago Merlin… Gillian, e il pilota e mercenario Herc Stormsailor, cugino di terzo grado di Han Solo in grado di gestire al massimo una giostra dei calcinculo in periferia, Jayce riusciva ad essere una serie abbastanza divertente.

L’ultimo progetto televisivo di Straczynski è stata la serie di fantascienza Sense8, creata insieme alle sorelle Wachowski.

5. IL FILM (FINITO ALLE ORTICHE)

Lo stesso Straczynski, uomo con pochi amici al mondo a causa dell’impronunciabilità del suo cognome, aveva scritto il soggetto per un film di Jayce il cavaliere dello spazio. L’idea era quella di estendere il brand, portandolo anche sul grande schermo, come fatto per i Transformers e altre serie animate legate a giocattoli. La condizione alla base del tutto, però, era una rivitalizzazione delle vendite dei toys compiuta dal cartone in TV, che invece riuscì solo marginalmente nell’impresa.

Fosse andato in porto, il film avrebbe dato un finale alla storia, riunendo Jayce e suo padre Audric… solo per far ammazzare quest’ultimo dal perfido Saw Boss, all’alba della battaglia finale per le sorti della galassia, tra la Lightning League e i Monster Minds.

Poi dice che le verdure fanno bene.

6. LA SIGLA DI UN CERTO LIVELLO

Introdotta dalla solita voce narrante e spiegona molesta, la notevole sigla originale di Jayce, utilizzata anche da noi, era frutto dei soliti Haim Saban e Shuki Levy, che nei primi anni 80 hanno sfornato una quantità impressionante di sigle. Tra le altre: He-Man e i dominatori dell’universo, She-Ra, M.A.S.K., Dinosaucers, L’ispettore Gadget, L’Uomo-Ragno. Haim Saban ha fondato a fine anni 80 la Saban Entertainment, con cui ha scatenato poco dopo sull’intero pianeta il fenomeno dei Power Rangers (potete leggere qui tutta la storia).

7. I FUMETTI DI JAYCE

Esistono diverse trasposizioni a fumetti di Jayce il cavaliere dello spazio, anche se di poche pagine ciascuna e quasi perdute nel tempo. Innanzitutto, come per i Masters, i giocattoli includevano un mini-comic. Ma la storia e soprattutto i personaggi erano diversi rispetto al cartone, per le ragioni spiegate sopra. Alcuni brevi fumetti promozionali ispirati al cartone sono apparsi in seguito sulla rivista Mattel dedicata ai Masters of the Universe, oltre che sul magazine francese Pif Gadget.

Nata negli anni 40 come una rivista illegale per ragazzi stampata dalla resistenza francese durante l’occupazione nazista (Le Jeune Patriote), Pif Gadget aveva assunto questo titolo e formato nel ’69, allegando a ogni numero del settimanale un piccolo gadget. Ricorda qualcosa? In Italia ispirò nei primi anni 90 Più dell’Editoriale Domus – poi ribattezzata Più e il suo gioco – che aveva la stessa formula e proponeva all’inizio molti fumetti dell’omologa transalpina (fumetti francesi, ma anche di maestri del fumetto italiano, come Micheluzzi e Hugo Pratt).

Se il ricordo de Le avventure di Turbo il leone o l’Ispettore Bobop vi hanno inumidito gli occhi è normale, tranquilli. Magari è stato qualcuno dei perfidi Monster Minds ibridato con una cipolla aliena.

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