Tra Alieni e Cowboy, La Guerra dei Mondi di Steven Spielberg

Scritto il 28 aprile 2011 @ 14:23 da Leotruman in

Continua il nostro cammino verso l’uscita di Cowboys & Aliens, la pellicola western/sci-fi diretta da Jon Favreau e ispirata all’omonima serie di fumetti creata da Scott Mitchell Rosenberg, che arriverà nelle sale italiane il 2 settembre, e la redazione di ScreenWEEK.it ha deciso di accompagnarvi in un lungo viaggio alla scoperta dei due generi che si fondono con una modalità molto originale in questo titolo: la fantascienza e il western.

Ogni settimana ci stiamo occupando delle pellicole che fanno parte del vastissimo panorama di quella cinematografia cosiddetta di genere, ricordandoci anche di film che troppo spesso finiscono dimenticati.

Dopo avervi presentato Il Mucchio SelvaggioUltimatum alla TerraI magnifici setteLa CosaUn dollaro d’onoreIl mondo dei RobotIl cavaliere pallido, Atmosfera Zero e di Ritorno al Futuro parte III oggi torniamo ad occuparci di alieni.

Parleremo infatti de La Guerra dei Mondi di Steven Spielberg, il kolossal del 2005 con protagonisti Tom CruiseDakota FanningMiranda OttoTim RobbinsJustin Chatwin. Si tratta di un nuovo adattamento cinematografico del romanzo di H.G.Wells già portato sul grande schermo nel 1953 da Byron Haskin (e di cui ne abbiamo parlato in questo post).

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Spielberg ha sempre amato gli alieni ma nei due classici E.T. e Incontri Ravvicinati del terzo tipo, nonché nella serie tv Taken da lui prodotta, ci aveva sempre fornito una visione molto positiva degli extraterrestri.

Con La Guerra dei Mondi invece il regista ci ha presentato una delle razze aliene più terribili e crudeli mai viste al cinema, che in poche ore riescono quasi ad annientare l’intera umanità.

La sceneggiatura ha preso spunto dal romanzo originale, ma si tratta di un adattamento moderno della storia (che ricordo è stato scritto nel 1897!) che contiene appunto molti elementi inediti e di diversità.

Il protagonista di questa versione è Ray Ferrier (Cruise), un semplice operaio che vive in un sobborgo del New Jersey. E’ divorziato e i suoi due figli Robbie (Chatwin) e Rachel (Fanning) sono affidati alla madre, che nel frattempo si è risposata e aspetta un bambino dal nuovo compagno (Miranda Otto era realmente incinta durante le riprese)

Il personaggio di Ray soffre della sindrome di Peter Pan: è decisamente arrogante, egoista e l’unica passione della sua vita sono i motori e si gode la sua vita senza responsabilità. Accudire i suoi figli per un intero weekend è più una grossa scocciatura che un’occasione per passare un po’ di tempo con loro e conoscerli.

Ma sarà proprio in occasione di questo fine settimana insieme che avverrà la terribile catastrofe: dopo un’anomala tempesta di fulmini, che è più divertente che preoccupante, dal suolo si risvegliano e si alzano alcune macchine che evidentemente erano state sepolte da tempo. Sono costituiti da altissimi tripodi (in questo caso è stata rispettata la visione di Wells) che a breve iniziano a sparare raggi laser che inceneriscono ogni cosa.

I veicoli alieni sono sparsi in tutto il mondo ed iniziano a distruggere i principali centri urbani lasciandosi unicamente una scia di morte e distruzione, e Ray riesce miracolosamente a scampare al massacro scappando insieme ai suoi figli. Proveranno prima a cercare rifugio dalla ex-moglie di Ray, che però si trova fuori città, ed in seguito vivranno un’incredibile avventura per arrivare sani e salvi a Boston nonostante i ripetuti attacchi non solo degli alieni ma anche di uomini totalmente impazziti come l’ambiguo personaggio interpretato da Tim Robbins, che rischia di essere più pericoloso degli extraterrestri.

Davvero convincente l’evoluzione di Ray durante la pellicola: da padre snaturato passerà a genitori premuroso che è pronto in ogni occasione a mettere a repentaglio la sua vita per salvare i propri figli, che finalmente inizieranno ad amarlo e rispettarlo come mai avevano fatto.

La potenza del film è garantita da una visione totalmente soggettiva della vicenda vissuta e presentata dal personaggio principale. Niente discorsi del Presidente degli USA, tipici dei film hollywoodiane sulle invasioni aliene, e nemmeno ci viene mostrato quel’è il piano d’azione dell’esercito e del mondo per contrastare gli alieni.

La Guerra dei Mondi è la guerra di Ray Ferrier per proteggere la propria famiglia, e per questo ogni evento è vissuto dallo spettatore in prima persona con grande sorpresa e ci viene presentato con la stessa ingenuità (e a volte stupidità) del suo protagonista. Per questo pur essendo uno dei più grandi kolossal mai realizzati è anche allo stesso tempo un film molto intimo.

Davvero incredibili le scene spettacolari create da Spielberg con la ILM: il set del disastro aereo è stato ricreato in uno studio della Universal utilizzando realmente la carcassa di un Boing 747 (uno dei più grandi mai realizzati) per non parlare della scena del rovesciamento del traghetto o del bombardamento dei militari sulla collina.

La prima intera ora della pellicola è un capolavoro nel suo genere, anche se purtroppo il film in seguito ha un momento di caduta (non solo di ritmo) con le deludenti scene nella cantina con Tim Robbins.

Nonostante da molti sia ricordato solo come un discreto successo, La Guerra dei Mondi incassò quasi 600 milioni di dollari in tutto il mondo (ne è costati circa 130) e Spielberg per l’ennesima volta ci ha lasciato in eredità una pellicola da posizionare di diritto tra i grandi capolavori della fantascienza.

Se volete acquistare La Guerra dei Mondi per l’home video, potete trovarlo anche su Amazon.it. Ecco i link: La Guerra Dei Mondi (2 Dvd) e La Guerra Dei Mondi (Blu Ray).

Cowboys & Aliens ricordo uscirà il 2 settembre in Italia. Per tutte le news e i trailer della pellicola vi rimando alla nostra scheda sul database, da cui potete accedere con il riquadro qui sotto.

Potete trovare anche news e materiali sulla pagina Facebook italiana di Cowboys and Aliens, che trovate a questo link.

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4 commenti su “Tra Alieni e Cowboy, La Guerra dei Mondi di Steven Spielberg”

Feed dei commenti di questo post

  • Skanfalug scrive:

    In sè per sè il film fu abbastanza bello, ma pò troppo famigliocentrico per i miei gusti. Non credo comunque vada a posizionarsi tra i grandi capolavori della fantascienza. Io lo considero un bel film ed un esempio di remake ben fatto.

  • per me’ e’ un capolavoro ..un film autorale travestito da blockbuster non c’e will smit che da i pugni agli alieni …c’e’ un realismo devastante…film seminale pluricitato e imitato negli anni del suo avvenire, film come cloverfield , district nine, world invasion..ma anche monster e tanti altri debbono moltissimo a questo film …e ci son oalcune scene da antologia del cinema 2 piani sequenze incredibili da storia del cinema ( quella in macchina nell’autostrada e quella del primo attacca) e’ cinema puro..tecnicamente .non e’ paragonabile ad altri film…questo come pochi altri gettano le fondamenta del cinema avvenire ..sono appunto seminali..

  • Leotruman scrive:

    @insetto come non quotarti totalmente… amaro in bocca solo per le scene con Tim Robbins, ma la prima ora è da storia del cinema.

  • tonystark scrive:

    E’ un film che non lascia indifferenti e che costringe chi lo guarda ad assumere una posizione definitiva verso il film.
    In tanti non lo hanno amato ed io rientro nela schiera di quelli a cui è piaciuto.
    Il racconto e l’atmosfera creta da Spielberg hanno una forza trascinante, da vera e moderna Odissea, e la narrazione è da potente film drammatico, reso efficace perchè descrive nei protagonisti e suscita nello spettatore, una vasta gamma di emozioni profonde.
    I personaggi sono quasi tutti tratteggiati con ricche e numerose sfumature, ed al termine del film hai la sensazione di aver assistito a qualcosa di cupo, ma grandioso ed unico.
    Spielberg abolisce il canone del trionfo e della facile retorica, non ammette divagazioni umoristiche e spensierate o ironiche per allegerire la tensione, si concentra tutto nella forza della storia e della scena.
    Per me è uno dei suoi film più personali ed intimi, è una rappresentazione simbolica dell’Olocausto, e più in generale di tutti gli Olocausti.
    La scena della risposta militare in campo aperto fa venire i brividi,ed i tentativi per avanzare ( vero Super 8? )E non ho mai più rivisto da allora un Tom Cruise così bravo e coinvolto nella parte …
    Un’altra conferma viene da Dakota Fanning, che ‘gira’ a livelli eccelsi. Questo dimostra ancora una volta come Spielberg abbia un’ abilità speciale nel dirigere i giovanissmi senza farli sembrare macchiette o scimmie ammaestrate dagli adulti.
    Ed è la dimostrazione di quanto abbia appreso la lezione di Rosselini,di cui è il vero incondizionato erede.
    Come nel montaggio da maestro, che non si limita a collegare o a separare le singole scene, ma come in un sistema complesso, ogni singola scena entra dentro l’altra , prelude, procede e prepara l’insieme delle successive, in una relazione organica …

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