Tra Alieni e Cowboy: Un dollaro d’onore

Pubblicato il 24 marzo 2011 di Filippo Magnifico

Nell’attesa che Cowboys & Aliens, la pellicola western/sci-fi diretta da Jon Favreau e ispirata all’omonima serie di fumetti creata da Scott Mitchell Rosenberg, faccia il suo ingresso nelle sale italiane, la redazione di ScreenWEEK.it ha deciso di condurvi lungo un viaggio alla scoperta delle due dimensioni che conpongono questo titolo, che sono appunto quella fantascientifica e quella western. Ogni settimana parleremo di un lungometraggio fondamentale che compone il vastissimo panorama di quella cinematografia cosiddetta di genere. La giusta occasione per ricordare alcune pellicole che troppo spesso finiscono dimenticate e, perchè no, arrivare adeguatamente preparati al 9 settembre 2011, giorno in cui Cowboys & Aliens arriverà nelle nostre sale. Dopo avervi presentato La Guerra dei Mondi, Il Mucchio Selvaggio, Ultimatum alla Terra, I magnifici sette e La Cosa, è il turno di un capolavoro del cinema western: Un dollaro d’onore.

Un Dollaro D'Onore Poster Italia 01John Carpenter lo considera “il western definitivo”, a tal punto che si dice che ogni suo lungometraggio non sia altro che una reinterpretazione di questa storia. Del resto è quasi impossibile dargli torto. Tra le pellicole di genere prodotte in America tra gli anni ’50 e ‘60, Un dollaro d’onore rappresenta un vero e proprio gioiello, così splendente che sembra quasi riduttivo il voler cercare di racchiuderlo all’interno di determinati confini.

Girato nel 1959 da Howard Hawks, uno dei registi più versatili del panorama cinematografico hollywoodiano, Rio Bravo (questo il titolo originale) racconta la storia dello sceriffo John T. Chance (interpretato da un superbo John Wayne) e della sua lotta contro un gruppo di banditi guidati dal malvagio Nathan Burdette (John Russell). Ad aiutarlo alcune anime in cerca di riscatto: il vice-sceriffo alcolizzato Dude (Dean Martin), il vecchio storpio Stumpy (Walter Brennan), il giovane pistolero Colorado Ryan (Ricky Nelson) e un’avvenente giocatrice d’azzardo (Angie Dickinson). Una storia più solenne che mai quindi, fedele ad un genere all’interno del quale il coraggio e lo spirito di fratellanza sono dei veri e propri temi portanti e caratterizzata da una serie di personaggi splendidamente delineati.

Molti hanno affermato che quest’opera rappresenti una sorta di risposta a Mezzogiorno di fuoco, pellicola poco gradita a Howard Hawks, proprio perché aveva messo in discussione i leitmotiv del western, soprattutto per quanto riguarda la caratterizzazione dello sceriffo. Ma guardando il film è possibile accorgersi di quanto anche lui abbia da un certo punto di vista dissacrato (nella maniera più genuina s’intende) non solo lo standard dello sceriffo “tutto d’un pezzo”, ma anche dello stesso John Wayne, che impersona una figura decisamente meno ingessata rispetto ai ruoli che gli erano stati affidati in passato e che rappresenta la più adatta evoluzione di un personaggio che aveva continuato a interpretate nel corso degli anni e delle pellicole.

Un duro dal cuore tenero insomma, impassibile con il nemico e impacciato con le donne. Vederlo dividere la scena con la bellissima Angie Dickinson è una cosa che regala più di un sorriso e che ridimensiona una figura, ormai avanti con gli anni, nel modo più giusto.

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