Tra Alieni e Cowboy: La Guerra dei Mondi

Pubblicato il 17 febbraio 2011 di Filippo Magnifico

Nell’attesa che Cowboys & Aliens, la pellicola western/sci-fi diretta da Jon Favreau e ispirata all’omonima serie di fumetti creata da Scott Mitchell Rosenberg, faccia il suo ingresso nelle sale italiane, la redazione di ScreenWEEK.it ha deciso di condurvi lungo un viaggio alla scoperta delle due dimensioni che conpongono questo titolo, che sono appunto quella fantascientifica e quella western. Ogni settimana parleremo di un lungometraggio fondamentale che compone il vastissimo panorama di quella cinematografia cosiddetta di genere. La giusta occasione per ricordare alcune pellicole che troppo spesso finiscono dimenticate e, perchè no, arrivare adeguatamente preparati al 9 settembre 2011, giorno in cui Cowboys & Aliens arriverà nelle nostre sale. Cominciamo subito con un titolo che sicuramente molti di voi conosceranno: La Guerra dei Mondi.

La Guerra Dei Mondi Poster USA 01Ispirato all’omonimo romanzo di H. G. Wells (che a sua volta è stato fonte di ispirazione per un’altra trasposizione cinematografica, diretta da Steven Spielberg), il film diretto nel 1953 da Byron Haskin racconta la storia di un’invasione aliena. Un plot tipico all’interno della cinematografia fantascietifica del periodo, ma che stranamente ha avuto una genesi molto complicata.

Già verso la metà degli anni ’20, infatti, Hollywood si era dimostrata interessata a portare sul grande schermo il romanzo di Wells e tra i registi presi in considerazione per dirigere il progetto c’erano nomi del calibro di Sergey Eisenstein e Alfred Hitchcock, ma la cosa, chissà perchè non riusciva a decollare. La conferma definitiva riguardo un sicuro successo di questo titolo arrivò successivamente, da parte di un autore che, al tempo, stava affermando la sua figura, destinata a dominare incontrastata sulla storia del cinema: Orson Welles. La sua controversa trasposizione radiofonica de La Guerra dei Mondi e il relativo panico generato tra il pubblico americano, convinto realmente che gli alieni fossero sbarcati sul nostro pianeta, convinserò definitivamente la Paramount del sicuro successo che una pellicola del genere avrebbe avuto. E così fu.

Il risultato è un film che contiene ovviamente tutte le ingenuità di trama tipiche di altri titoli del periodo (compresi alcuni riferimenti alla Guerra Fredda, al cosiddetto “terrore rosso” e ad un’era atomica che, visto l’esito della Seconda Guerra Mondiale, sembrava molto vicina), ma che possiede un fascino tale da renderlo unico. Prima di tutto per la bellezza del technicolor utilizzato per le riprese, in grado di esaltare tonalità come il rosso e il verde, donandogli una brillantezza che nessun’altra pellicola è stata in grado di riprodurre. A questo si uniscono gli splendidi effetti speciali, che gli sono valsi un Oscar. Cose che al giorno d’oggi possono far sorridere, visti i progressi della tecnica e della grafica digitale, ma che sicuramente non lasciano indifferenti, contribuendo a rendere questa pellicola un vero e proprio cult di genere.

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