Tra Alieni e Cowboy: Atmosfera Zero

Scritto il 14 aprile 2011 @ 19:58 da Filippo Magnifico in

Rivisto oggi, quello diretto da Peter Hyams rimane un film indubbiamente affascinante e caratterizzato da un’atmosfera claustrofobica che cresce progressivamente lungo la narrazione…

Nell’attesa che Cowboys & Aliens, la pellicola western/sci-fi diretta da Jon Favreau e ispirata all’omonima serie di fumetti creata da Scott Mitchell Rosenberg, faccia il suo ingresso nelle sale italiane, la redazione di ScreenWEEK.it ha deciso di condurvi lungo un viaggio alla scoperta delle due dimensioni che conpongono questo titolo, che sono appunto quella fantascientifica e quella western. Ogni settimana parleremo di un lungometraggio fondamentale che compone il vastissimo panorama di quella cinematografia cosiddetta di genere. La giusta occasione per ricordare alcune pellicole che troppo spesso finiscono dimenticate e, perchè no, arrivare adeguatamente preparati al 9 settembre 2011, giorno in cui Cowboys & Aliens arriverà nelle nostre sale. Dopo avervi presentato La Guerra dei Mondi, Il Mucchio Selvaggio, Ultimatum alla Terra, I magnifici sette, La Cosa, Un dollaro d’onore, Il mondo dei Robot e Il cavaliere pallido è arrivato il momento di parlare di una pellicola che, in anticipo sui tempi, ha provato a unire la solennita del western al fascino del cinema fantascientifico: Atmosfera Zero.

Atmosfera Zero Poster USA 01Come John Carpenter ci ha insegnato attraverso la sua filmografia, ogni film – senza distinzione di genere – può essere un grande western o, perlomeno, presentare gran parte di quelle caratteristiche che il genere impone. Molti titoli sono lì a dimostrarlo e tra questi Atmosfera Zero occupa sicuramente una posizione predominante.

Scritto e diretto nel 1981 da Peter Hyams, questo film, che si può benissimo definire un Mezzogiorno di Fuoco in salsa Sci-Fi, racconta la storia dello sceriffo O’Niel (interpretato da Sean Connery), che si trova a dover amministrare la legge su uno dei satelliti di Giove, sede di una miniera di titanio in un non precisato futuro. La tranquillità di questo luogo viene sconvolta da alcuni misteriosi suicidi. Morti apparentemente inspiegabili, ma che non sembrano convincere O’Niel che, solo contro l’ostilità di tutti gli altri coloni, si troverà a dover fare i conti con una faccenda ben più complicata di quanto possa sembrare.

Il classico tema del paladino solitario, viene inserito all’interno di uno scenario che ricorda alcuni dei più grandi film di genere del periodo, come Alien o 2001: Odissea nello spazio. Il risultato, sebbene datato, è molto convincente. Atmosfera Zero riprende infatti le atmosfere dei migliori titoli western o polizieschi, proponendoci una sceneggiatura solida, caratterizzata da dialoghi essenziali e sicuramente efficaci. Il tutto è affidato ad un protagonista, Sean Connery, decisamente calato nella parte. Il suo sceriffo O’Niel, come tradizione impone, è una figura solenne e pronta a tutto pur di far trionfare ciò che ritiene giusto. Una sorta di John Wayne futuristico, che affronta quest’avventura solo contro tutti, con la sola compagnia del suo fidato fucile.

Rivisto oggi, quello diretto da Peter Hyams rimane un film indubbiamente affascinante e caratterizzato da un’atmosfera claustrofobica che cresce progressivamente lungo la narrazione. Il consiglio, per chi non lo avesse ancora visto, è di recuperarlo. L’uso del digitale e della computer graphics sono ormai all’ordine del giorno, ma, nell’epoca della meraviglia, pellicole del genere sul serio non si fanno più.

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5 commenti su “Tra Alieni e Cowboy: Atmosfera Zero”

Feed dei commenti di questo post

  • verissimo gran film, che ha usato lo stesso espediente di blade runner fare fandascienza senza palesarla, un western con un fondale sci-fi credibile e solido, (blade runner e’ un noire su sfondo sci fi)
    di culto le scene degli uomini che a contatto con l’atomosfera zero si gonfiano come palloni scena ancora oggi veramente impressionante ….gran bel film sul serio (adesso voglio “silent running!!!”)

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  • Skanfalug scrive:

    grazie per averlo tirato fuori, lo vedrò con gioia!

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  • tonystark scrive:

    Bel film, insieme a 1997:Fuga da New York, ha anticipato temi, atmosfere e tendenze riprese da Blade Runner un anno dopo. Per Blade Runner è vero il contrario la struttura è importata dal noir, ma il film è scienza preconizzata allo stato puro, ed i messaggi del film sono racchiusi nel … design!
    Aspetto anche io Silent Running, ovvero 2002: l’ultima odissea.
    Suggerisco Dark Star di Carpenter e Zardoz, fantastico, di John Boorman.
    E THX 1101 – L’uomo che fuggì dal futuro, Andromeda Strain di Robert Wise,
    e Quintet, film atipico e sottovalutato di Robert Altman.
    Non sono tutti di ambientazione spaziale o aliena, ma meritano davvero!

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  • Rafe scrive:

    Fiuuuuuuuuuuu…. Meno male che non sono l’unico a conoscerlo!

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  • davide scrive:

    Posso suggerire “L’uomo dei sette capestri” ?

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Commenti

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