Smile 2, diretto da Parker Finn, ha da poco fatto il suo ingresso nelle sale ma già si pensa al futuro del franchise. Dopo il successo inaspettato di Smile nel 2022, il sequel punta a rompere le convenzioni esistenti introducendo una nuova protagonista: Skye Riley, una pop star fittizia interpretata da Naomi Scott.
Parker Finn ha condiviso il suo processo creativo con The Hollywood Reporter, rivelando che inizialmente voleva evitare idee scontate per il sequel. “Sono entusiasta di esplorare il mondo del pop,” ha dichiarato Finn, citando icone come Lady Gaga e Britney Spears come fonte di ispirazione per il personaggio di Skye Riley. Questa nuova dimensione artistica offre una prospettiva intrigante, in cui l’orrore soprannaturale del franchise si intreccia con le pressioni della celebrità.
La passione di Finn per le stelle del pop si riflette nel personaggio di Skye Riley, che, pur essendo familiare, presenta una sua unicità. Durante le riprese, Naomi Scott si è immersa completamente nel ruolo, alternando momenti di canto e danza a scene di pura paura e tensione. “È più un pezzo sul personaggio che un classico film horror,” ha spiegato Scott, descrivendo il suo approccio.
Uno degli elementi distintivi del franchise Smile è il sorriso inquietante che caratterizza i suoi personaggi. Il regista Parker Finn ha rivelato il suo approccio alla creazione di questi sorrisi particolari, sottolineando l’importanza di separare l’espressione degli occhi dal sorriso stesso. Questa tecnica crea un contrasto inquietante, contribuendo a un effetto visivo che evoca un senso di disagio e tensione.
Finn si ispira al celebre “Sguardo di Kubrick”. Per raggiungere questo effetto, il regista ha lavorato a stretto contatto con gli attori, guidandoli nell’interpretazione di sorrisi che sembrano all’apparenza innocui ma trasmettono un profondo disagio.
In particolare, le immagini iconiche di Jack Nicholson nei suoi ruoli più famosi sono state utilizzate come riferimento per il tipo di sorriso sinistro che il film intende evocare. Il figlio di Nicholson, Ray Nicholson, offre un esempio perfetto di questo approccio, sfoggiando un sorriso inquietante in una scena chiave del film. Questo utilizzo della tecnica contribuisce a creare una sensazione di tensione e inquietudine, elemento fondamentale del franchise Smile.
Il pubblico attende ora di scoprire il futuro del franchise, ci sarà un terzo film? Parker Finn è ottimista, accennando a molteplici percorsi narrativi che la saga potrebbe seguire:
Ci sono così tante strade emozionanti che Smile potrebbe intraprendere. Dobbiamo vedere come il pubblico reagirà a Smile 2, ma penso che sia fantastico di Smile avere l’opportunità di raccontare tutte le diverse storie e di collocarci in mondi differenti che Smile poi invade.
Fonte: THR
Il 19 novembre del 2010 usciva in in sala il penultimo capitolo della saga del maghetto, il più cupo, il più profondo ed ambiguo.
Michel Franco mette in scena la storia d'amore tra Jessica Chastain e Isaac Hernández come una sineddoche dei rapporti tra Stati Uniti e Messico.
Il realismo sociale dei fratelli Dardenne intreccia le storie di quattro madri adolescenti, sottolineando il valore della cura e dell'assistenza pubblica.