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X-Men ’97, episodio 9: 10 cose che ci sono piaciute (e una che non ci è piaciuta)

Pubblicato il 09 maggio 2024 di DocManhattan

Nel nono e penultimo episodio della prima stagione di X-Men ’97 è proseguita la corsa sulle montagne russe del trittico conclusivo di puntate, La tolleranza è estinzione. Valgono in linea di massima i complimenti spesi per questa serie le volte precedenti (qui l’articolo con gli easter egg e le citazioni dell’episodio 8), ma in attesa di vedere come finirà il tutto tra sei giorni, ecco le 10 cose che ci sono piaciute di più, e quella che ci è piaciuta di meno, di questo episodio 9. Ovviamente, da qui in avanti, SPOILER.

1) TEMPESTA E FORGE

Non solo Tempesta è tornata nel gruppo, ma lei ha il suo vecchio costume (e la sua vecchia acconciatura) e Forge la tutina gialla e blu da X-Men. È come apparivano in un ciclo di storie a fumetti in cui i due, come si può desumere dalla copertina di Whilce Portacio (del 1992) lì a destra, erano molto intimi. Quello del ritorno ai costumi del passato è il tema di un po’ tutto l’episodio, come vedremo, e vale per Tempesta come per Ciclope, Jean, Wolverine, Rogue… qui però vediamo anche Tempesta con il suo costume finalmente nero (nella serie animata è stato reso sempre in bianco) e Ciclocchio con il cappuccio integrale. Non succedeva dalle primissime apparizioni televisive dei due personaggi (ne parlavo qui).

2)  XAVIER STATTI ZITTO

Parlando di Ciclocchio, non ho mai nascosto la mia scarsissima simpatia per questo e per tutti gli altri personaggi in versione boy-scout gran precisino (dF). Ma qui va dato atto a Scott di aver mandato a quel paese Xavier, perché se lo meritava. Ha lasciato tutto nelle mani di Magneto, in nome della loro amicizia sepolta da anni di scontri, e non in quelle di Ciclope, con la scusa di voler rendere liberi lui e Jean. Dove “liberi” vuol dire evidentemente “alle prese con la fine del mondo”. Poi, dopo le sue frequentazioni con le donne pennute dello spazio, fa il brillante e arriva tutto fresco a salvare la situazione, con la sua camicetta militare comprata al mercato. Senza riuscirci, ovviamente. Tira più una penna che il senso di responsabilità, dice.

Ciliegina su una torta (tutta marrone) per Xavier, Magneto che lo ammutolisce con un pezzo di metallo e Ciclope che lo allontana con il suo raggio ottico durante lo scontro finale: “Mi dispiace signore, alla squadra Oro serve ancora tempo”, gli dice il leader degli X-Men. Aggiungendo poi telepaticamente: “E la prossima volta, se sopravviviamo, la squadra lasciala direttamente a Satana, già che ci sei, borioso idiota”.

3) SQUADRA ORO E SQUADRA BLU

La composizione delle squadre non è esattamente quella, visto che qui manca un sacco di gente e Gambit e Alfiere l’abbiamo pure perso per strada, ma la suddivisione degli X-Men in Squadra Blu (guidata da Ciclocchio) e Squadra Oro (agli ordini di Tempesta) viene dai fumetti degli anni 90. Qualche anno fa, in pieno clima revival che sta travolgendo tutta la scena fumettistica statunitense, per una trentina abbondante di numeri le avventure degli uomini X sono state pubblicate dalla Marvel nelle due testate gemelle X-Men Gold e X-Men Blue.

4) MUTURETTA MUTANTE

Sull’isola di Muir, oltre alle teche con i vecchi costumi, c’è anche un hangar pieno di veicoli. Quella strana moto con gli artigli viene da un giocattolo, la Wolverine Mutant Cycle prodotta da Toy Biz nel 1991 per la sua linea di action figure degli X-Men.

5) DRESS CODE

Quando Ciclope dà al figlio-più-vecchio-di-lui Cable un costume giallo e blu da X-Men, il guerriero del futuro dice: “Vado in guerra oppure al circo?”. Il padre gli risponde: “Cosa ti aspettavi, pelle nera?”. Si sta parlando ovviamente dei costumi indossati dagli X-Men nei primi film. Un look da motociclisti poi in parte adottato anche nei fumetti durante la run di Grant Morrison, dal 2001.

6) WOLVERINE IN GIALLO E MARRONE

Dicevamo: anche Wolverine torna al passato in fatto di abbigliamento. O al futuro, dipende dai punti di vista. Quello giallo e marrone è infatti il secondo costume indossato da Logan nei fumetti. Disegnato da John Byrne, fa la sua comparsa su X-Men #139 (novembre 1980): non presenta più le spalline da Daitarn 3, né le strisce tigrate. Quando nelle avventure su carta degli X-Men Nightcrawler gli chiede perché abbia cambiato costume, Logan risponde solo: “Perché no?”. Resterà il costume ufficiale di Wolverine fino al 1991.

7) “MORPH SPACCA!”

Alla lista di trasformazioni di Morph, dopo tutta una carrellata di mutanti (vedi qui e qui) si unisce anche Hulk. Vinci l’Internet per noi, Morph: trasformati in Sole Ardente o Pantera Nera nell’ultimo episodio.

8) SINISTRO PRESAGIO

Questa è più che altro una curiosità. Durante quella stessa battaglia con il finto Hulk in azione, vediamo l’insegna di una tavola calda chiamata DeMayo: è un auto-omaggio allo sceneggiatore e showrunner di X-Men ’97, Beau DeMayo. Come noto, DeMayo è stato però allontanato dalla serie subito prima del lancio di questa stagione, per ragioni non ancora chiare: come un sinistro presagio, appunto, l’insegna viene fatta a pezzi due secondi dopo dallo schianto con la testa di una Sentinella…

9) ONE PUNCH CABLE

Ma quanto è bella questa breve sequenza in cui il potere di Cable è reso con uno stile supercinetico da anime? Serie dalle animazioni a volte zoppicanti, X-Men ’97, eppure capace di piazzare alcune sequenze a effetto e alcuni tocchi di classe.

10) WOLVERINE VS MAGNETO

Quello che succede alla fine, nello scontro tra Wolverine e Magneto, è una scena che i vecchi lettori di fumetti Marvel ricordano molto bene. E che probabilmente NESSUNO si aspettava di vedere davvero in un episodio di X-Men ’97. Andiamo per ordine: Logan trafigge Magnus con i suoi artigli e gli dice: “Ho partecipato a molte guerre, cocco. I coraggiosi sono sempre i primi a morire.”

Lo dice però, in realtà, praticamente a se stesso, perché Magneto non solo sopravvive, ma risponde strappandogli via l’adamantio dal corpo. Un dolorosissimo processo a cui il mutante canadese è stato sottoposto dal signore del magnetismo su X-Men #25, al culmine della saga “Fatal Attractions” (agosto 1993).

Quello che è successo dopo, nei fumetti, è… beh, complicato.

Quanto a quello che non c’è piaciuto, è riassumibile essenzialmente in un nome: Rogue. Un altro cambio di fronte troppo repentino, anche per una donna scossa dalla perdita dell’uomo che ama. Ok che gli eventi qui sono per forza di cose compressi, ma davvero? Rogue fa parte qui degli X-Men da anni, non da due secondi.

E davvero il cappotto di Remy in cui si stringe a inizio episodio lo molla così, sulla sedia di Xavier, quando decide di tornare da Magneto? Uhm. In pratica, Rogue è diventata la Reccoa Londe di Z Gundam. Immagino servisse qualcosa per rendere più drammatico lo scontro finale con Magnus, ma si poteva trovare decisamente di meglio.

Curiosità: il costume verde che Rogue indossa in questo episodio ricorda quello le primissime uscite del personaggio, quando era ancora una mutante cattiva al seguito di Mystica. Un completo poi rivisitato una dozzina di anni fa durante le avventure degli Uncanny Avengers, una formazione di Vendicatori in cui militavano anche vari mutanti.

Appuntamento, ovviamente, alla prossima settimana per l’analisi del finale di stagione.

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