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15 anni di Sons of Anarchy, la serie tv con protagonista Charlie Hunnam

Pubblicato il 07 maggio 2024 di Gian Marco Novelli

Il 7 maggio 2009 debuttava in Italia – più precisamente su FX  Sons of Anarchy, la serie ideata da Kurt Sutter composta da ben 7 stagioni e 92 episodi. Il protagonista delle vicende narrate è Jax Teller (magnificamente interpretato da Charlie Hunnam), presidente del SAMCRO, un club di motociclisti situato nell’immaginaria città di Charming e impegnato in molte attività illecite. Jax altro non è che il figlio del fondatore John, morto anni prima; sarà proprio un manoscritto dell’uomo – ritrovato dallo stesso Jax – a dar vita alle oscure (e sanguinose) vicende presenti nella serie. In esso John elencava i veri intenti con cui aveva fondato i SAMCRO, lasciando inoltre numerosi indizi sui tradimenti subiti da alcune persone a lui molto vicine.

Quella di Sons of Anarchy è una trama avvincente, chiaramente ispirata all’Amleto di William Shakespeare, capace di appassionare sempre più gli spettatori con il passare delle stagioni. Kurt Sutter non si preoccupò di risparmiare violenza e sangue al proprio pubblico, mettendo fin da subito in chiaro quanto Sons of Anarchy non sarebbe mai stata una serie adatta a tutti, esponendola di fatto a molte critiche; allo stesso tempo ciò può essere considerato uno degli aspetti capaci di condurla al successo. Le 7 stagioni di Sons of Anarchy sono disponibili su Disney +, dove potete trovare anche lo spin-off sequel Mayans M.C.

Una storia che ha molti punti in comune con Amleto

Fin dal primissimo episodio Sons of Anarchy si caratterizzò per essere una serie capace di mostrare la crudeltà insita in gran parte degli esseri umani. La storia si rifà molto all’Amleto di William Shakespeare, calandolo ovviamente nei tempi moderni. Nell’opera di Shakespeare abbiamo infatti il principe Amleto che viene messo a conoscenza dal fantasma di suo padre – nonché re – del tradimento subito dal fratello Claudio e della moglie Gertrude. Nella serie tali dinamiche si possono perfettamente ritrovare nei vari personaggi: Jax può essere riconducibile al principe Amleto, suo padre John al re Amleto, mentre Gemma e Clay sono facilmente identificabili in Claudio e Gertrude. Gemma e Clay, interpretati dai magnifici Katey Sagal e Ron Perlman, daranno infatti il via ai traffici illegali dei SAMCRO, allontanando di molto il club dallo spirito con il quale era nato.

Come per il principe Amleto, che aveva Ofelia al suo fianco, per Jax lungo tutta la serie risulta fondamentale la figura dell’amata Tara (Maggie Siff); quest’ultima può essere considerata una costante nella vita di Jax e la sua morte, durante il finale della sesta stagione, rappresenterà un punto di non ritorno per lui. Sons of Anarchy è stata quindi in grado di trasporre –  con profondo rispetto –  nei tempi moderni un’opera di Shakespeare.

La musica e la recitazione: due grandi elementi del successo di Sons of Anarchy

La musica risulta fondamentale in Sons of Anarchy, lo si capisce fin dalla sigla This Life eseguita da Curtis Stigers. La scelta dei brani musicali è forse uno degli aspetti più riusciti dell’intera serie, le canzoni sembrano infatti essere totalmente in linea con ciò che viene narrato sullo schermo. In tal senso è impossibile non citare la cover di Hey Hey, My My cantata dal gruppo Battleme durante il finale della terza stagione, o Come join the murder dei The White Buffalo; quest’ultima è presente nei minuti finali dello struggente episodio che chiude la serie. Sons of Anarchy ha costruito, quindi, gran parte del proprio successo intorno alla colonna sonora.

Un altro aspetto fondamentale per la serie è rappresentato dalla recitazione, ad esempio, Charlie Hunnam attua una crescita enorme durante le sette stagioni dello show. Lo stesso attore poco dopo la fine delle riprese dichiarò:

È stata l’esperienza più profonda della mia carriera. Ero diventato quel personaggio. Ma ero così coinvolto dalla situazione che non me ne sono reso conto fino a quando non abbiamo finito le riprese. Lo abbiamo messo a riposo e ho passato due o tre settimane di lutto sincero.

Nonostante un cast di altissimo livello, lo show non ha mai ottenuto importanti riconoscimenti; l’unica a farcela è stata Katey Segal, la quale nel 2011 vinse un Golden Globe nella categoria di miglior attrice in una serie drammatica. Un riconoscimento capace di far felice anche Kurt Sutter, considerando che i due sono sposati dal 2004.

Uno spin-off non totalmente riuscito

Esattamente 4 anni dopo la fine di Sons of Anarchy debuttò Mayans M.C, uno spin-off sequel sempre ideato da Kurt Sutter. Ambientata due anni dopo la conclusione della serie madre, Mayans M.C segue le vicende di Ez e Angel Reyes, due fratelli appartenenti al club Mayans – già conosciuto in Sons of Anarchy  e interpretati da J. D. Pardo e Clayton Cardenas. La serie presentò fin da subito delle inevitabili assonanze con Sons of Anarchy, ma allo stesso tempo cercò di staccarsi quanto più possibile dallo stile narrativo di quest’ultima. Dopo una prima stagione introduttiva e di buon livello, la seconda conobbe un’impennata davvero elevata, tant’è che si credeva potesse seguire lo stesso percorso della serie madre (la quale crebbe anno dopo anno);  dalla terza, però, Kurt Sutter decise di abbandonarne la direzione creativa, rimanendo soltanto in veste di produttore esecutivo, e da quel momento la serie si caratterizzò di numerosi alti e bassi.

È come se Mayans M.C non fosse mai realmente decollata, un peccato perché nella seconda annata (e non solo) aveva dimostrato di possedere grandi potenzialità. Va anche detto che ricreare una macchina perfetta come Sons of Anarchy era quasi impossibile, in più qualsiasi spin-off difficilmente è capace di fare meglio della serie d’origine (forse solo Better Call Saul ci è riuscito, ma pure in quel caso alcuni fedelissimi di Breaking Bad potrebbero dissentire).

Sono trascorsi 15 anni da primo episodio, eppure l’affetto dei fan nei confronti di Sons of Anarchy non è cambiato per nulla. Se avete voglia di un rewatch vi ricordiamo che l’intera serie è disponibile su Disney+.

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