Cinema News

Pirati dei Caraibi: Keira Knightley parla delle umiliazioni pubbliche subite in quegli anni

Pubblicato il 26 novembre 2024 di Alessia Murri

In una recente intervista al The Times of London, Keira Knightley ha dichiarato di essere riuscita a cancellare dalla memoria tutta le “umiliazioni pubbliche” che ha dovuto subire negli anni della trilogia de I Pirati dei Caraibi. 

La candidata all’Oscar aveva solo 17 anni quando ha debuttato come Elizabeth Swann nel film La maledizione della prima luna del 2003. Sono seguiti La maledizione del forziere fantasma del 2006 e Ai confini del mondo del 2007.

Il franchise, come sappiamo, ebbe un enorme successo, arrivando a stabilire il record all’epoca per il film più veloce a incassare 1 miliardo di dollari in tutto il mondo con La maledizione dei forziere fantasma, diventando così il terzo film con il maggior incasso della storia.

Come ogni medaglia, però, anche questa aveva un’altra faccia. Il grande successo della saga portò anche la stampa scandalistica a perseguitare Knightley e i media a speculare sul fatto che soffrisse di un disturbo alimentare a causa della sua magrezza, considerata quasi esagerata.

“Quella parte traumatica io non la ricordo, l’ho completamente rimossa e poi magari saltano fuori delle cose ed improvvisamente ho un flashback, perché, alla fine, è stata un’umiliazione pubblica, no? Fa ovviamente parte della mia psiche, dato che ero giovanissima, sono cresciuta attorno a tutto questo.”

Knightley ha detto di essere stata “incredibilmente fortunata” a ricevere il giusto supporto i quei momenti. Un’ “incredibilmente amorevole” di famiglia, amici e “fidanzati adorabili” l’hanno aiutata a compensare il bullismo della stampa. Ma l’attrice ha dovuto comunque fare i conti con domande sul peso durante le interviste al punto che gli intervistatori, delle volte, arrivavano a sollevare l’argomento chiedendo di altri attori.

“Ricordo visceralmente che una delle gemelle Olsen aveva l’anoressia, e andò in una clinica”, ha detto Knightley. “Ricordo che me lo hanno chiesto durante un tour stampa, come se fosse uno scherzo. Doveva essere messa in imbarazzo per aver cercato aiuto per l’anoressia. Ricordo di essere stata seduta lì e di aver pensato, ‘Wow, questo è pazzesco’. Riesci a immaginare? Mi ha fatto emozionare molto. Non riguarda nemmeno me, riguarda lei. Non riesco ancora a sopportarlo”.

Ed ha poi continuato spiegando quanto per lei fosse brutto considerare il franchise di Pirati dei Caraibi una cosa non solo bella, come avrebbe dovuto essere, ma qualcosa che l’ha creata e distrutta allo stesso tempo.

“Ero considerata uno schifo a causa di quel che circolava dopo quei film, eppure, dato il loro enorme successo, continuavano a richiamarmi per il sequel successivo e mi è stata data l’opportunità di fare film per i quali ho finito con l’ottenere nomination agli Oscar. Sono stati i miei più grandi successi e il motivo per cui ho subito tutte quelle umiliazioni pubbliche, quindi hanno un posto molto confuso nella mia testa.”

Quando le è stata chiesta la possibilità di recitare di nuovo in un franchise di Hollywood, Knightley ha zittito dicendo: “Gli orari sono folli. Sono anni della tua vita. Non hai alcun controllo su dove stai girando, per quanto tempo stai girando, cosa stai girando”.

Fonte: Variety 

CONSIGLIATI