Cinema

Paul Mescal e il dibattito sui film: “Non chiamiamoli solo contenuti”

Pubblicato il 07 novembre 2024 di Filippo Magnifico

Nel sempre più competitivo e commerciale panorama cinematografico, Paul Mescal, protagonista dell’attesissimo Gladiatore 2, ha recentemente espresso la sua critica all’uso del termine “contenuto” per descrivere i film. Secondo lui, questa definizione riduce il valore artistico e culturale del cinema, trasformandolo in qualcosa di superficiale. “È una parola immonda”, ha dichiarato Mescal, denunciando il rischio di ridurre il cinema a un prodotto pensato solo per soddisfare il pubblico e guadagnare seguaci sui social media.

Mescal non è l’unico a criticare questa tendenza. Molti artisti ritengono che l’uso di “contenuti” per descrivere i film metta in ombra l’artigianalità e l’integrità del lavoro cinematografico. L’attore sostiene che ci siano due filoni distinti nell’industria: da un lato, una produzione che manca di cura artistica, focalizzandosi solo sull’appeal di influencer e popolarità, dall’altro, il vero “craft” del cinema, che comprende regia, scenografia e illuminazione, e che deve essere preservato.

La carriera di Paul Mescal riflette questa visione. Dopo il successo di Aftersun, film indie che ha mostrato il suo talento, Mescal si appresta ad arrivare nelle sale con Il Gladiatore 2, ma senza rinunciare alla sua autenticità. “Se il film finisse per influenzare troppo la mia vita, sarebbe un problema,” ha detto Mescal, lasciando intendere che non vuole farsi ingabbiare da progetti esclusivamente commerciali. L’attore intende continuare a scegliere ruoli che rispecchino la sua autenticità e il suo spirito indipendente, senza essere trascinato solo verso film di grande richiamo che rischierebbero di allontanarlo dal tipo di cinema che ama davvero.

Oltre al grande schermo, Mescal ha conquistato anche il teatro, con una riuscita interpretazione in Un tram che si chiama desiderio nel West End, e ha accettato il ruolo di Shakespeare in Hamnet, diretto da Chloé Zhao. Inoltre, sta partecipando al progetto di Richard Linklater, Merrily We Roll Along, che sarà girato nell’arco di vent’anni. Queste scelte testimoniano il suo impegno verso lavori che vanno oltre il semplice intrattenimento commerciale.

Mi preoccupa che lo spazio per il cinema indipendente venga eroso”, ha dichiarato Mescal in un’intervista con IndieWire, sottolineando l’importanza di preservare la diversità e la vitalità del settore cinematografico. Pur riconoscendo il valore dei blockbuster, l’attore insiste sulla necessità di trovare un equilibrio che consenta anche a film più piccoli, come Aftersun, di emergere e trovare il loro pubblico.

Con l’uscita de Il Gladiatore 2 prevista per il 14 novembre, Mescal è pronto ad affrontare un nuovo pubblico con il suo ruolo in un progetto di grande respiro, ma senza mai perdere di vista i principi che lo guidano nella sua carriera.

Fonte: IndieWire

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