Quando nel 2014 Scott Cawthon pubblicò il primo capitolo di Five Nights at Freddy’s, nessuno immaginava che quel gioco minimalista, ambientato in una pizzeria abbandonata e sorvegliata da telecamere traballanti, sarebbe diventato un fenomeno globale. Una cosa tutt’altro che scontata, soprattutto in un’epoca in cui la maggior parte dei contenuti viene consumata, dimenticata e sostituita nell’arco di pochi giorni. FNAF, invece, si è imposto all’istante: aveva qualcosa di diverso, un immaginario tanto semplice quanto disturbante, capace di attecchire e restare.
L’idea era potente nella sua essenzialità: prendere la familiarità delle mascotte per bambini e trasformarla in puro terrore. La formula esplose. Il gioco generò una saga, libri, merchandising, forum, teorie, fan art e un fandom tra i più attivi della rete. Il suo universo visivo divenne immediatamente iconico: corridoi bui, pupazzi animatronici che si animano nella notte, il ticchettio implacabile delle ore che passano.
Il passo verso il cinema era inevitabile. Nel 2023 è uscito Five Nights at Freddy’s, prodotto da Blumhouse, con Josh Hutcherson nei panni del protagonista Mike Schmidt. Il film racconta la sua prima notte alla Freddy Fazbear’s Pizza, dove le mascotte che dovrebbero intrattenere i bambini rivelano un lato inquietante e imprevedibile.
Nonostante l’accoglienza critica tiepida, il pubblico lo ha trasformato in uno degli horror di maggior incasso dell’anno. Il risultato? Via libera immediato al sequel.
Il mondo di FNAF non è più confinato alla pizzeria di Freddy Fazbear. Con Five Nights at Freddy’s 2, in arrivo in Italia il 4 dicembre, la storia si espande e affronta nuove zone d’ombra.
Ambientato un anno dopo gli eventi del primo film, il sequel mostra come ciò che è accaduto alla Freddy Fazbear’s Pizza sia diventato una leggenda urbana così radicata da ispirare il primo Fazfest della città. Intanto Mike (Josh Hutcherson), ex guardia notturna, e l’agente di polizia Vanessa (Elizabeth Lail) hanno cercato di proteggere Abby, la sorella undicenne di Mike, evitando di raccontarle il destino dei suoi amici animatronici.
Ma Abby non ha dimenticato Freddy, Bonnie, Chica e Foxy. Quando scappa di casa per ritrovarli, la sua fuga scatena una serie di eventi che riportano alla luce segreti rimasti sepolti per decenni e rivelano l’oscura origine del terrore legato alla pizzeria.
Il cast vede il ritorno di Theodus Crane nel ruolo di Jeremiah e di Matthew Lillard come William Afton, affiancati da nuovi interpreti come Freddy Carter, Wayne Knight, Mckenna Grace e Skeet Ulrich.
Alla regia torna Emma Tammi, mentre la sceneggiatura è firmata dal creatore stesso del videogioco, Scott Cawthon. Jason Blum e Cawthon producono il film, con Tammi, Beatriz Sequeira, Christopher Warner, Russell Binder e Marc Mostman come produttori esecutivi.
1. Il mondo dei robot (1973)
Molto prima che la parola “animatroni” entrasse nel linguaggio comune, Michael Crichton immaginava un parco a tema popolato da androidi perfettamente programmati per esaudire i desideri dei visitatori. Quando uno di loro impazzisce, l’illusione si spezza e inizia la caccia.
È il capostipite del genere: un film che ha ispirato slasher, fantascienza, robot killer e, indirettamente, tutto ciò che ruota attorno all’idea inquietante di “intrattenimento che prende vita”. Un’eredità così forte da portare, decenni dopo, alla realizzazione dell’omonima serie HBO Westworld, che ne ha approfondito i temi in chiave contemporanea, dimostrando quanto quell’intuizione fosse in anticipo sui tempi.
2. The Banana Splits Movie (2019)
Un programma per bambini con mascotte coloratissime, registrato dal vivo davanti a un pubblico di famiglie. È l’immagine perfetta dell’infanzia televisiva, finché qualcosa non si incrina e l’atmosfera vira improvvisamente verso il suo lato più oscuro.
È uno dei film più vicini a FNAF nello spirito: colori vivaci e innocenza di facciata che, all’improvviso, lasciano emergere un lato decisamente più disturbante.
3. Supermarket horror (1986)
Chopping Mall in originale, un titolo che già dice tutto. Negli anni Ottanta i centri commerciali erano templi pop, luoghi aperti tutta la notte dove tutto poteva succedere. Qui, i robot di sicurezza iniziano a eliminare chiunque incontrino, trasformando il consumismo in una trappola mortale.
Trash, esagerato, irresistibile: una perfetta combinazione di ironia e tensione.
4. Killer Klowns from Outer Space (1988)
Un film impossibile da ignorare: clown alieni che atterrano sulla Terra e trasformano una cittadina in un luna park distorto. Ogni arma è un gioco, ogni scena è costruita come un’illusione da luna park. È un horror che non si prende mai sul serio e proprio per questo riesce a essere memorabile.
È il cugino più folle di FNAF: estetica pop, atmosfera da luna park, terrore mascherato da divertimento.
5. Willy’s Wonderland (2021)
Un uomo misterioso, una sala giochi abbandonata, animatroni ostili che prendono vita. Sembra la sinossi di FNAF, ma con un dettaglio in più da non sottovalutare: Nicolas Cage come protagonista. Non dice una parola per tutto il film, ma riempie ogni scena.
È la versione più moderna del filone e uno dei prodotti più vicini alla struttura del videogioco.
Five Nights at Freddy’s non ha inventato l’idea dei pupazzi che prendono vita, ma l’ha trasformata in un immaginario riconoscibile, in un’icona pop e in un linguaggio condiviso da milioni di giocatori. I film che abbiamo visto raccontano l’evoluzione di questa paura: dalle origini fantascientifiche degli anni Settanta al revival nostalgico degli anni Ottanta, fino alla reinterpretazione contemporanea.
Ora che Five Nights at Freddy’s 2 è arrivato nelle sale, questa top 5 diventa una mappa ideale per esplorare gli incubi che hanno preparato il terreno a questo nuovo capitolo. Perché, prima ancora della pizzeria di Freddy, c’erano già robot, clown, mascotte e androidi pronti a ricordarci che ciò che nasce per intrattenere può diventare molto più inquietante quando le luci si spengono.
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