SerieTV Recensioni The Doc(Manhattan) is in
Chi è l’uomo animale? È forse l’inquilino del piano di sopra che cammina con gli zoccoli alle 4 del mattino? No. È forse il tizio col SUV che vi blocca l’auto con una seconda fila selvaggia e quando torna fa pure il simpatico? No. È forse… No, no. Il vero uomo animale è Manimal, ennesimo paladino nella lotta al crimine della TV anni 80, sia pure per POCHISSIMO tempo. Dopo Street Hawk e Automan, chiudiamo come promesso la trilogia delle serie così sfigate in patria che negli USA a stento se ne ricordano. Parola.
Il Dr. Jonathan Chase (Simon MacCorkindale), studioso del comportamento animale, scopre di essere un mutaforma in grado di trasformarsi in qualunque bestia desideri.
Grazie all’eredità del padre e al ruolo non ben definito di una mummia blu con i baffi molto curati, pare. Insieme al suo amico Ty Earl, il Valerio Staffelli di colore (Michael D. Roberts, ma nell’episodio pilota c’era Glynn Turman), e alla detective Brooke Mackenzie (Melodie Anderson, la Dale Arden nel Flash Gordon dell’80), Chase affronta il crimine e la villanzoneria, trasformandosi in ogni puntata in falco e/o pantera nera. E una volta in un serpente. Il resto (delfini, orsi e forse qualche muflone) tutto offscreen, ché già così costava un bingo, come dicono oltreoceano. Ma ad ammazzare nella culla l’ennesima serie ideata dal vulcanico Glen A. Larson (Magnum P.I., Supercar, etc. etc.) non sono stati solo i costi molto alti. È stato quello stronzo di J.R.
La NBC ebbe infatti la poco felice idea di usare Manimal come controprogrammazione nelle sere in cui la CBS mandava in onda Dallas. Vedi anche alla voce: follia, suicidio.
La storia di fratelli-coltelli petrolieri triturò non solo Manimal, che fu chiusa definitivamente – dopo un mese di sospensione – con il suo ottavo episodio, ma anche altre serie lanciate nella mischia e disintegrate dai casini di Bobby, Sue Ellen e gli altri prima ancora che arrivassero a concludere la loro prima stagione.
Anche qui, come per Automan e la sua Lamborghini di luce, o per il Falco della Strada che tirava quanto una MotoGP, le cose andarono diversamente in Europa. In paesi come il nostro, dove le repliche infinite sulle TV private resero molto popolare una serie che a casa sua l’avevano vista in quattro. Nemmeno tutta la famiglia di Larson, probabilmente, ché le zie erano sicuro delle drogate di Dallas. Anzi, Manimal figura in tutta una serie di listoni USA di serie inguardabili. Ma era davvero così brutta, Manimal? Oggi lo è, chiaro, ma vale per tanti altri show ben più fortunati. All’epoca no, dai. C’era infinitamente di peggio.
E le trasformazioni in falco, quando per un attimo diventava Pippo Franco, e pantera, almeno quelle, ce le ricordiamo tutti. Sembrava ci fosse dietro un mago degli effetti speciali… ed era esattamente così.
A occuparsene era stato Stan Winston, l’uomo che ha curato gli effetti speciali di alcuni dei più grandi successi della storia del grande schermo. Non parte l’elenco perché se non conoscevate il nome di Winston non siete amici del cinema e la prossima volta che andate in un multisala vi faranno pagare 16 euro in più a biglietto per punizione. Comunque: sicuramente ci sarà tra voi chi è rimasto lì minuti e minuti a contrarre i muscoli della mano fingendo di farla diventare una zampa di pantera, come succedeva al Dr. Chase. Magari fischiettando il tema – memorabilissimo anche quello – di Paul Chihara.
E sì, la signora qui sopra è un’impellicciatissima Ursula Andress, la prima Bond girl: appare nel primo episodio di Manimal, vincitrice assoluta del nostro ormai consueto gioco Trova l’attore famoso in un telefilm che è durato a stento un paio di mesi. Nell’ultima puntata, invece, c’è un tale “Robert England”. Un anno più tardi, con la vocale giusta nel suo cognome e indossando maglia a righe, cappello e artiglio, diventerà uno dei mostri horror più famosi di sempre. E buon incubo e buona camicia a tutti.
La serie di Manimal si concludeva lì, nella mestizia di un 1983 troppo interessato ai barili di petrolio texani e a gente che si sarebbe risvegliata molto convenientemente in una doccia. Eppure per l’uomo animale non era ancora la fine.
Lamentatevi di nuovo dei super-eroi televisivi di oggi. Su.
Non tutti sanno, infatti, che il Dr. Chase tornò fugacemente in televisione quindici anni dopo. Un bel flash forward fino al 1998 e ci ritroviamo alle prese con Night Man, telefilm su un super-eroe tratto dai fumetti Malibù Comics (oggi di proprietà della Marvel) e prodotto dal solito Larson. Il vecchio Glen è rimasto affezionato a Manimal e vuole incentrare su di lui il 28° episodio di Night Man, intitolato appunto “Manimal”. A interpretare il dottore amico degli animali – ma più figo di Dolittle – è sempre Simon MacCorkindale, anche se la trasformazione è in CGI.
MacCorkindale se l’è portato via un tumore, a 58 anni, nel 2010. Non era potuto diventare un aviatore della RAF come suo padre a causa della miopia e aveva fatto l’attore solo per acquisire sufficiente esperienza per diventare un regista, il suo vero sogno. Amava davvero gli animali, tanto che con la seconda moglie viveva in una fattoria. Dove allevavano cavalli, però: con le pantere nere, nel sud ovest dell’Inghilterra, sarebbe stato un attimo più complicato.
Se le serie TV sono il tuo pane quotidiano e non puoi farne a meno, segui la pagina Facebook Noi fan delle Serie TV e iscriviti al nostro gruppo dedicato alle serie TV, costantemente aggiornato con tutte le novità legate al mondo del piccolo schermo!
Vi invitiamo a scaricare la nostra APP gratuita di ScreenWeek Blog (per iOS e Android) per non perdervi tutte le news sul mondo del cinema, senza dimenticarvi di seguire il nostro canale ScreenWeek TV.
[widget/serietv/1151-manimal]