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27 aprile 2016 • 19:00 • Scritto da Andrea Suatoni

TV CULT – Le serie che hanno fatto la storia: Ally McBeal

La serie con protagonista Calista Flockart che ha portato il surrealismo sul piccolo schermo è ancora oggi una delle comedy più amate, forte della sua comicità lontana dagli standard tradizionali che ancora oggi la rende attuale e godibile.
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La serie sull’avvocatessa più sexy della TV è ormai divenuta un cult ed il personaggio interpretato da Calista Flockart è ancora oggi uno dei più iconici del panorama seriale. Addentriamoci nell’amarcord in questa analisi della serie drammatico-comica-surreale (e tra le altre cose, fra i vari generi anche un legal ) Ally McBeal, andata in onda dal 1997 al 2002 per un totale di cinque stagioni.

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GLI INIZI

David E. Kelley, oggi affermato sceneggiatore e produttore, considerava inizialmente la scrittura un semplice hobby, mentre era impegnato a conseguire una laurea in legge; ma fin dalla discussione della sua tesi (realizzata inscenando un dramma teatrale in cui ognuno dei principali emendamenti sulla Carta Costituzionale veniva rappresentato da un diverso personaggio) la sua forte vena artistica cercava disperatamente di uscire allo scoperto. Non mancò molto prima che Kelley si affacciasse al panorama seriale, sfruttando proprio quegli studi che gli valsero una profonda conoscenza del genere legal: da Avvocati a Los Angeles a The Practice – Professione Avvocati a Boston Legal (fra gli altri), la commistione delle due passioni dell’autore trovarono terreno fertile sul piccolo schermo.
Ally McBeal affonda le sue radici ancora nel mondo degli avvocati e dei tribunali, ed in effetti l’andamento dei vari episodi è di volta in volta scandito dai nuovi casi che i protagonisti si trovano ad affrontare di puntata in puntata, ma le sue caratteristiche proprie virano molto più verso la commedia surreale.

Ally McBeal (FOX) Season 1, 1997-1998 Shown: Calista Flockhart, Courtney Thorne-Smith

L’AVVENTO DEL SURREALISMO

La serie inizia quando Allison Marie (davvero!) McBeal perde il proprio lavoro di avvocato a causa di presunte molestie sessuali da parte del suo capo e viene assunta nello studio di un vecchio compagno di college, dove per una assurda fatalità trova anche il suo ex fidanzato e primo grande amore Billy insieme alla di lui moglie Georgia. Da qui inizierà un twist romantico che riguarderà i tre personaggi e che pian piano si allargherà a tutti gli altri personaggi della serie, ognuno vittima delle proprie frustrazioni e manie: la caratterizzazione surreale ma fortemente empatizzante dei protagonisti rappresenta il punto forte dello show, che disegna delle macchiette comiche assolutamente non stereotipate ma anzi caratterizzate abbastanza a fondo da risultare quasi credibili. Le strane manie compulsive di John Cage, gli appetiti sessuali della segretaria Elaine, la misoginia egotista di Richard Fish e la stessa tendenza di Ally a raffigurare nella sua mente gli eventi che le accadono in modo fantastico ed irrazionale riescono a ribaltare una sospensione dell’incredulità che tende quindi a farci credere che la quotidianità totalmente disfunzionale dei personaggi sia realistica.

Il continuo non-sense sottolineato dalla tendenza della serie a mostrare tramite sequenze girate ad arte tutto ciò che la protagonista immagina (dal famosissimo baby-dancer testimoniante un continuo desiderio di maternità, al camion dell’immondizia nei momenti in cui veniva “scaricata” da un amante occasionale, agli istinti omicidi verso dei colleghi troppo irritanti) ha portato il surrealismo per la prima volta sul piccolo schermo, facendolo diventare mainstream: Ally McBeal rompe alcune delle forme narrative standard mostrando le dinamiche più nevrotiche della psicologia femminile senza alcun freno (creando anche un piccolo caso mediatico per il suo contenuto anti-femminista), costruendo un personaggio che anche se ad una prima lettura risulta estremamente comico, cela in realtà un lato tragico e frustrato che trasporta sul piccolo schermo quella impossibilità per la donna moderna di conciliare carriera e vita privata (ed è qui che le critiche più aspre hanno trovato terreno fertile: dallo show la figura della donna usciva fortemente instabile e arrendevole). Ally non è un personaggio positivo; rappresenta quel tipo di donna che un uomo non vorrebbe mai incontrare nella vita reale: irritante, nevrotica, frustrata, ossessiva ed ossessionata dalla ricerca dell’uomo perfetto. E la metafora finale della serie rimanda alla totale disillusione amorosa: quell’amore che Ally cerca continuamente di riversare su qualcuno, troverà un destinatario ideale solamente quando la donna scoprirà di avere una figlia dodicenne, rimanendo single e sentimentalmente inappagata.

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IL DECLINO

Il punto dolente di Ally McBeal va ricercato fuori dalla serie stessa, indagando nella sfera personale degli stessi attori che uno dopo l’altro si sono (o sono stati) allontanati dal set a causa di problemi personali, portando ad una scrittura sempre più difficile e incoerente. Dopo l’addio di Gil Bellows, interprete di Billy, per seguire altri ruoli in altre produzioni, anche Courtney Thorne-Smith (Georgia) ha lasciato la serie a causa di disordini alimentari dovuti al continuo confronto con la sempre magrissima ed in formissima Flockart; è stato poi il turno di Lisa Nicole Carson (Renèe, la coinquilina e migliore amica di Ally), che ha dovuto lasciare la carriera da attrice a causa di una schizofrenia bipolare; infine il nuovo arrivo Robert Downey Jr. (il celebre Iron Man cinematografico) il cui Larry sarebbe dovuto arrivare a sposare la protagonista fu arrestato a causa di massiccio uso di droga (e per lo stesso motivo anche la Nelle di Portia De Rossi fu sempre più latitante negli ultimi episodi).

Il nuovo confusionario corso delle stagioni 4 e 5, fra nuovi attori subito allontanati poiché poco simpatici alla solida fanbase della serie, sparizioni di personaggi centrali mai ben spiegate, figlie arrivate dal nulla e partecipazioni fuori contesto (una fra tutte: quella di Jon Bon Jovi) ha portato ad un calo di ascolti abbastanza rilevante da far chiudere la serie, che si era rifugiata talmente a fondo in quel surrealismo che era inizialmente stato la sua fortuna da iniziare a tratteggiare figure di contorno sempre più bislacche e situazioni sempre meno interessanti. Negli ultimi episodi, era ormai chiaro che nulla rimaneva di una serie che pur con un sottotesto sempre estremamente ironico arrivava a toccare temi molto delicati (come la possibile schizofrenia di Ally, cui sarebbero dovute le varie strampalate allucinazioni mostrate) e celava dei contenuti più profondi di quelli superficialmente visibili.

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DOVE SONO ORA

Quasi tutti gli attori principali della serie sono oggi impegnati in importanti produzioni tutt’ora in onda: Calista Flockart, dopo un lungo periodo da protagonista nella serie Brothers & Sisters è approdata nel Supergirl con protagonista la nota eroina DC Comics, nel ruolo di Cat Grant (ricalcato sulla Miranda Priestley de Il Diavolo Veste Prada); Peter MacNicol (John “Biscottino” Cage) è stato visto in grandi ruoli in serie come 24, Numb3rs, CSI: Cyber o Grey’s Anatomy; Jane Krakowski (la provocante segretaria Elaine) dopo aver fatto incetta di piccoli ruoli in TV e al cinema è stata prima parte del cast principale della serie 30 Rock per poi arrivare all’attualissimo Unbreakable Kimmy Schmidt; Abbiamo rivisto anche Greg Germann (il venale Richard Fish) in una infinità di piccoli ruoli sia sul grande che sul piccolo schermo, mentre ora si trova ad interpretare la trasposizione televisiva dell’Ade del cartoon Disney Hercules nel fiabesco Once Upon a Time; la bellissima Portia De Rossi è invece attualmente sulle scene con la serie Scandal, dopo una lunga militanza in Arrested Development; Lucy Liu dopo essere stata lancaita verso la carriera cinematografica proprio dalla serie Ally McBeal, è tornata in TV interpretando una inedita versione femminile del Watson di Sherlock Holmes in Elementary.
Courtney Throne-Smith non è attualmente impegnata in alcun progetto, ma l’abbiamo vista sugli schermi fino a poco tempo fa nella sit-com Due Uomini e Mezzo, subito dopo averla vista protagonista delle 8 stagioni della sit-com La Vita Secondo Jim.

Dopo essere uscito definitivamente dal tunnel della droga, grazie ai cinecomic Marvel la notorietà di Robert Downey Jr ha raggiunto livelli altissimi e l’attore è in attesa a brevissimo di uscire nei cinema in Capitan America: Civil War; diverso discorso invece per Gil Bellows, che è rimasto relegato a piccoli ruoli pur non abbandonando la carriera di attore; sorte che è invece toccata a Lisa Nicole Carson in seguito ai già accennati problemi mentali.

Calista Flockhart attends the 2014 Vanity Fair Oscar Party, on Sunday, March 2, 2014, in West Hollywood, Calif. (Photo by Evan Agostini/Invision/AP)

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Ally McBeal – La Serie Completa (30 Dvd) (DVD)


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