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21 novembre 2014 • 15:15 • Scritto da Valentina Torlaschi

Interstellar, le 10 (non) recensioni da leggere

Tra i film usciti quest'anno, lo sci-fi diretto da Nolan con protagonista l'astronauta Matthew McConaughey è indubbiamente quello che più sta facendo parlare di sé, un po' perché gli spettatori si sono divisi tra chi osanna al capolavoro e che invece ne è rimasto un po' deluso, un po' perché è un'opera complessa e stratificata di significati che induce a riflettere su tanti temi. Abbiamo raccolto 10 articoli semi-seri tra recensioni, commenti, analisi ed esilaranti parodie.
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Interstellar-recensioni

Uscito nei cinema ormai due settimane fa, Interstellar sta dimostrando di essere uno di quei film che “rimane”. Oltre infatti all’esplosione di commenti iniziali, al boom di recensioni ed analisi a ridosso dell’uscita, al tifo da stadio sui social network all’urlo di “capolavoro” vs “delusione”, la gente continua ad andare a vedere in sala il film di Christopher Nolan parlandone all’uscita dai cinema, discutendone per strada o in rete. Per farla breve, Interstellar è il film del 2014 che più sta facendo parlare di sé. Per darvi un’idea dei disparati pareri che ha suscitato abbiamo selezionato 10 articoli sul film, da rivisitazioni ironiche (da lacrime agli occhi…) della trama ad analisi interessanti su rapporto scienza-emozione, dalla recensioni sarcastiche ad approfondimenti autorevoli firmati dal National.

• Iniziamo dalla storia. Su Bagni Proeliator potete trovare l’esilarante VERO racconto della trama del film: qualcosa che fa davvero venir un collasso per risate compulsive. Imperdibile anche per chi ha amato Interstellar alla follia:

Siamo in un futuro prossimo. La Terra è fottuta, i raccolti marciscono con la stessa frequenza con cui Beatrice Borromeo scrive pedopornografia e ci sono frequenti tempeste di sabbia proveniente da… da… da un posto pieno di sabbia. In una fattoria immersa nei campi di mais vivono Cooper, ex pilota della NASA ora agricoltore, e i suoi figli Murphy e Tom. Murphy è femmina. Il padre l’ha chiamata così in onore della legge di Murphy “tutto quello che può andare storto andrà storto”, un modo spiritoso per dire che gli si è rotto il goldone. []

Filosofiprecari.it riporta un’interessante l’analisi sul rapporto tra scienza-creatività, razionalità-emozione, su tradizione-innovazione, su quanto entrambi i campi abbiano bisogno di contaminarsi a vicenda per portare al progresso e alla felicità perché “il rigore da solo è morte per asfissia, ma la creatività da sola è pura follia”. Due mondi, quello della mente e quello del cuore che si rispecchiano nei personaggi di Cooper (Matthew McConaughey) e della figlia Murphy (Mackenzie Foy):

Utopia, cuore, sogno, immaginazione VS ragione calcolante, scienza che si ferma al “dato”. Padre e figlia incarnano la perenne lotta e amicizia di “ragione” e “immaginazione”. Ogni personaggio del film incarna un topos esatto di questa celebre (e abusata) dicotomia. Gli unici due che cambiano prospettiva nel corso del tempo sono l’eroe e la figlia dell’eroe, che arrivano, come vedremo, ad una sintesi finale fra le due opposte posizioni occupate: Murphy il sogno, Cooper la ragione. []

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• A proposito di giudizi “misti”, Darth Von Trier riporta il suo su 400colpi. Ovviamente con lo stile sarcastico, folle, irriverente della ben nota rivista web di cinema da combattimento:

Il bignami di fantascienza secondo Nolan. Nel futuro non troppo lontano di Nolan ci sono cose buone e cose cattive: le buone sono che ci saranno ancora gli alcolici, i pick-up Dodge, i jeans e il baseball, mentre le cattive sono che ci saranno ancora i complottisti che rifuggono lo sbarco sulla Luna, che la pubblica istruzione sarà affidata a loro e che – bhè – c’è l’ Apocalisse in corso.
Anche nel nuovo film di Nolan ci sono delle cose buone e cattive, iniziamo dalle prime. Interstellar è un film piacevole da attraversare, ha innanzitutto l’indiscutibile merito di tenerti tre ore con la sincera curiosità di vedere cosa succederà, di capire dove ti trovi e cosa sta succedendo. []

• Su Il Bar del Fumetto – Il social Nerdwork leggiamo un commento semi-serio, anzi per nulla serio, o meglio una (psico)analisi (cit.) che arriva a una conclusione senza se e senza ma: Interstellar è un capolavoro. E il merito è anche di TARS, che non è un omaggio alla tassa sulla spazzatura, la TARES

Quando arriva nelle sale un flm di Christopher Nolan le aspettative sono sempre alte e i giudizi di critica e pubblico, il più delle volte, non hanno mezze misure: c’è chi grida alla bufala e chi all’opera d’arte.
In rete ho letto molti giudizi negativi su Interstellar, l’ultimo lavoro di Nolan con protagonista Matthew McCounaghey, e voglio andarci coi piedi di piombo: per me Interstellar è un capolavoro.
– Per fortuna che volevi andarci coi piedi di piombo! – []

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• Di tutt’altra idea è Paolo Attivissimo aka “giornalista informatico e cacciatore di bufale” (cit.) che sul suo blog Il Disinformatico definisce la trama di Interstellar una stronzata, concludendo che il film aspira ad essere fantascienza ma in realtà altro non è se non un fantasy:

Vi avviso subito che la trama è una stronzata. Se non vi fidate di me, leggete cosa ne dice l’astronomo e geek Phil Plait. Avete presente quei film dove alla prima inquadratura è già chiaro come va a finire e chi è il cattivo? Interstellar è così. E i dialoghi sono presi dagli scarti di Armageddon: oscillano fra toni di tentata poesia talmente retorici da risultare ridicoli e battute da pilota macho che sembrano prese di peso da un film di Schwarzenegger. Quello che mi rode maggiormente è che le premesse erano stupende. C’è un regista che venero, Christopher Nolan, abile tessitore di trame complesse e intriganti (The Prestige, Inception, Memento) e aggressivo sostenitore degli effetti speciali fisici e della pellicola al posto del digitale (con risultati assolutamente strepitosi anche in Interstellar). []

• Per avere il parere più scientifico, più autorevolmente scientifico che ci sia, ecco la recensione di niente meno del National Geographic dove si spiega cosa torna e cosa no della scienza e della trama dell’ultimo film di Christopher Nolan:

L’ultima fatica di Nolan rimane comunque un caso interessante nella cinematografia mondiale per diversi motivi. Primo tra tutti il fatto che Interstellar gioca con la relatività generale, le leggi fisiche della gravità e dello spazio-tempo, e lo fa con una certa cognizione di causa, cosa rara tra i film da botteghino. Che ci sarebbe stata tanta fisica nel film non era un segreto. Interstellar era stato annunciato già diversi anni fa, quando al progetto stava lavorando Steven Spielberg. Passato poi nelle mani di Nolan, il film non ha perso il suo consulente scientifico principale: Kip Thorne, fisico teorico e astrofisico di fama mondiale. Grazie al suo supporto possiamo dire senza dubbio che molti dettagli scientifici appaiono nella pellicola estremamente curati. La scienza è quasi tutta buona, tranne naturalmente quando si sfocia nel metafisico, com’è giusto che sia per ogni film di fantascienza. Al di là dei meriti e demeriti artistici, Interstellar sarà comunque ricordato come un tentativo fino a oggi unico di ibridare comunicazione scientifica e spettacolo in una pellicola blockbuster. E questo a solo un anno di distanza da quando un film tutto sommato simile, Gravity, faceva scempio delle leggi della relatività non solo generale ma anche ristretta (certo questo non gli ha impedito di vincere sette statuette agli Oscar). []

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Interstellar è un film che sin da subito ha dichiarato le sue enormi aspirazioni visionarie e filosofiche, esplicitando come modello 2001 Odissea nello spazio. Ma, come anche vi abbiamo raccontato qui, sono diverse le pellicole che direttamente o indirettamente hanno avuto influsso sullo sci-fi di Nolan. In questa costellazione di influenze, troviamo ovviamente Contact. Nel suo articolo pubblicato sul blog Solaris, Kris Kelvin approfondisce il legame tra la pellicola di Robert Zemeckis e quella di Nolan cercando di collocare Interstellar nel panorama del genere fantascientifico su grande schermo.

Quando nel 1997 Robert Zemeckis girò Contact, nessuno dei critici all’epoca gridò al miracolo. Fantascienza blockbuster si disse, e venne ben presto archiviato: eppure Contact, tratto dall’omonimo racconto dello scienziato Carl Sagan, per il sottoscritto resta uno dei titoli più belli e sottovalutati della sci-fi contemporanea. Ma lasciamo stare, non volevo parlare di questo… statemi a sentire però, c’è una scena emblematica in Contact: la giovane studiosa Jodie Foster si appresta a partire per lo spazio allo scopo di incontrare una comunità aliena intelligente. Il suo partner le regala una bussola, dicendole che ‘lassù’ potrebbe tornargli utile… e in effetti le servirà davvero!
Diciassette anni dopo, in Interstellar, un padre regala il suo orologio alla figlia prima di partire per un difficile viaggio attraverso il cosmo: inutile dire che quell’orologio avrà un ruolo molto importante nel corso della storia. Stessa identica scena. E indovinate un po’ chi era, in entrambe le circostanze, il protagonista maschile? E’ inutile che vi dica il nome… []

• E il pubblico appena uscito dal cinema cosa ne dice di Interstellar? Il sito TASC ha avuto l’idea interessante di costruire una sua recensione inserendo frasi pronunciate proprio dagli spettatori intervistati in sala, freschissimi di visione di quasi tre ore del film di Nolan:

Interstellar è un film che ci ha messo seriamente alla prova. Questo non perché sia particolarmente difficile da comprendere o perché sia tecnicamente avanguardista, ma perché in 170 minuti è capace di sollevare talmente tante riflessioni da aprire un dibattito. Cercheremo di esporre nella maniera più chiara possibile i motivi per cui dovreste andare a vederlo, e per questa volta abbiamo deciso di affrontare l’argomento in maniera diversa: troverete le frasi raccolte tra il pubblico intervistato in sala. Questo perché a noi di Tasc piace sperimentare e perché ci è piaciuta l’idea di poterci confrontare a caldo con altri spettatori. []

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• Una recensione di quelle più tradizionali che ben inquadra le potenzialità ma anche i limiti di Interstellar è quella firmata da Emanuela Martini (la direttrice del Torino Film Festival) su Il Sole 24ore:

Nolan è sempre stato molto bravo nel tenere insieme il piano fisico-filosofico e quello umanistico delle sue storie; la sua costruzione logica è inattaccabile: non fa errori di sceneggiatura, non crea “paradossi”, non si perde pezzi per strada. Ma qui il materiale sterminato lo fa sbandare, narrativamente e visivamente. In pratica, in Interstellar ci sono tre film: un bel film di fantascienza distopica sul progressivo disseccarsi del pianeta, che rimanda a storie come La morte dell’erba di John Christopher, all’isolamento rurale di Signs e The Village di Shyamalan e, nei rapporti tra padre e figli, a Incontri ravvicinati del terzo tipo e altre suggestioni spielberghiane; una space-opera centrale… []

• Infine, concludiamo con un’altra recensione “classica” di Pier Maria Bocchi su Cineforum che ci ricorda come lo spettacolare e galattico Interstellar sia nell’essenza un film d’amore:

Forse è bene prima di tutto chiarire una cosa: Inception e Interstellar (che di Inception è il gemello speculare, l’immagine riflessa e per alcuni versi la copia) sono soltanto film d’amore. Parlano d’amore, e con i sentimenti costruiscono una realtà. Ne parlano con gli abiti del blockbuster, con le star, con il budget e la durata da stratosfera. È di per sé un male? []

Voi cosa ne pensate di questi commenti?

Interstellar è nelle sale dal 6 novembre 2014 (qui la programmazione). Per altre informazioni e curiosità, ecco anche la Pagina Facebook italiana. E inoltre:

• QUI la nostra recensione
• QUI il nostro resoconto della conferenza stampa di Londra
• QUI le nostre foto sul red-carpet della première di Londra
• QUI il nostro incontro col protagonista Matthew McConaughey
QUI i 10 film che hanno influenzato Interstellar
QUI il nostro commento dopo la proiezione in 70 m

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