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Come è stata girata la serie Netflix Adolescence in un unico piano sequenza

Adolescence ha conquistato il pubblico di Netflix grazie alla sua narrazione coinvolgente e alla straordinaria tecnica del piano sequenza. Ma come è stata realizzata una serie del genere?

Pubblicato il 25 marzo 2025 di Filippo Magnifico

In pochissimo tempo, Adolescence è diventata una delle serie più discusse e apprezzate su Netflix, non solo per i temi forti e coinvolgenti che affronta, ma anche per la particolare tecnica di ripresa che l’ha resa unica.

Un successo che, sebbene inaspettato, dimostra la capacità di Netflix di dar vita a veri e propri fenomeni, lasciando al pubblico il compito di decidere il destino di ogni produzione. Non tutte le serie riescono a emergere nel vasto catalogo della piattaforma, ma quando succede, come nel caso di Adolescence, è chiaro che il pubblico ha trovato un prodotto che lo ha colpito sia sul piano emotivo che artistico.

La serie ha catturato l’attenzione non solo per i temi complessi e intensi, ma anche per la straordinaria scelta stilistica di girare ogni episodio in un unico piano sequenza. Questo approccio innovativo ha intensificato la tensione e creato una narrazione coinvolgente e fluida, che ha conquistato gli spettatori. Ma come è stata realizzata una serie del genere? Scopriamo insieme i dettagli sulla sua produzione.

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La trama di Adolescence

Adolescence segue la storia di Jamie, un ragazzo di 13 anni (interpretato da Owen Cooper), accusato dell’omicidio della sua compagna di scuola, Katie. La serie, composta da quattro episodi, esplora il dramma familiare, la psicologia dei personaggi e il mistero che si sviluppa attorno al crimine. Ogni episodio si concentra su un’unica giornata e l’intera narrazione si svolge in tempo reale, senza alcun salto temporale.

La tecnica del piano sequenza

A differenza delle tradizionali produzioni cinematografiche o televisive, che prevedono il montaggio e l’assemblaggio di più scene girate separatamente, Adolescence ha scelto una tecnica di ripresa particolare: ogni episodio è stato filmato in un unico, lungo piano sequenza. In pratica, la telecamera non si ferma mai, seguendo i personaggi e gli eventi senza alcun taglio. Questo approccio amplifica la tensione e l’emotività degli eventi, rendendo la narrazione più fluida e realistica. La continuità del piano sequenza permette agli spettatori di vivere la storia in tempo reale, creando un legame più forte con la vicenda e facendoci sentire come se fossimo testimoni diretti dei fatti che si svolgono davanti a noi.

La preparazione

La realizzazione di una serie come Adolescence ha richiesto una preparazione estremamente dettagliata e una grande precisione. Per garantire che ogni episodio fosse girato in un unico piano sequenza, la troupe ha lavorato per settimane con il cast, affinando ogni minimo dettaglio della coreografia delle riprese. Inizialmente, le prove si concentravano su brevi segmenti del copione, che venivano poi progressivamente ampliati fino a coprire interi episodi. In questo modo, gli attori e la troupe avevano il tempo di adattarsi al ritmo e ai movimenti necessari per mantenere la continuità del piano sequenza.

Durante le riprese, se un attore commetteva un errore, il piano sequenza continuava senza interruzioni. La regola era quella di non fermarsi, a meno che l’errore fosse talmente evidente da compromettere l’integrità della scena. In quel caso, la ripresa veniva interrotta e ripetuta.

Ma non è solo il cast che doveva essere sincronizzato: anche i membri della troupe sono stati addestrati a muoversi con la stessa precisione. Ogni loro movimento doveva essere perfettamente coordinato con quello degli attori e degli operatori, proprio come in una coreografia. Inoltre, in alcune situazioni, alcuni membri della troupe dovevano rimanere in scena, mascherandosi da comparse, per non interrompere il flusso continuo delle riprese. Questo livello di precisione e coordinamento è stato fondamentale per mantenere l’illusione della continuità e rendere il piano sequenza il cuore pulsante della serie.

Le riprese

Ogni episodio di Adolescence ha richiesto almeno dieci tentativi, con due riprese al giorno, distribuite su cinque giorni di riprese. Nonostante questa pianificazione, non tutte le riprese sono andate a buon fine: in alcuni casi, sono stati necessari più tentativi rispetto ai dieci previsti. Le riprese scartate venivano valutate e, se non soddisfacevano gli standard necessari per mantenere la qualità e la fluidità del piano sequenza, venivano abbandonate in favore di nuove riprese.

Ecco i dettagli delle riprese finali che sono diventate gli episodi che abbiamo visto su Netflix:

  • Episodio 1 – Take 2: girato il primo giorno delle riprese.
  • Episodio 2 – Take 13: girato l’ultimo giorno.
  • Episodio 3 – Take 11: girato l’ultimo giorno.
  • Episodio 4 – Take 16: girato l’ultimo giorno.

Un aspetto interessante delle riprese è stato l’uso innovativo dei droni. Alla fine dell’episodio 2, infatti, la telecamera è stata montata su un drone, che ha seguito uno dei personaggi principali, Jade (interpretata da Fatima Bojang), mentre usciva dalla scuola. Il drone ha volato per circa 500 metri, fino a un punto in cui un’altra troupe ha preso il controllo, riprendendo la scena successiva con un’inquadratura più ravvicinata di Eddie (interpretato da Stephen Graham). Questa transizione è stata eseguita con una fluidità tale da sembrare una continuazione naturale della scena, senza alcuna interruzione nel piano sequenza.

Le sfide tecniche

Girare un’intera serie in un unico piano sequenza ha presentato numerose sfide tecniche, in particolare per quanto riguarda la stabilizzazione delle immagini e la fluidità del movimento della telecamera. Per affrontare queste difficoltà, la produzione ha utilizzato il dispositivo stabilizzante DJI Ronin 4D, un sistema avanzato che consente di mantenere la stabilità della ripresa mentre la telecamera si muove liberamente nello spazio. Questo dispositivo è stato essenziale per passare da inquadrature fisse a movimenti più dinamici, inclusi spostamenti veloci e persino l’uso di un drone per alcune riprese aeree.

La troupe ha dovuto lavorare a stretto contatto con il Ronin 4D, adattandosi a un flusso di lavoro continuo, dove ogni errore avrebbe compromesso l’intero piano sequenza. Il direttore della fotografia, Matthew Lewis, ha spiegato che è stato fondamentale testare la stabilizzazione e il peso del dispositivo per assicurarsi che fosse abbastanza leggero da essere maneggiato senza difficoltà per ore di ripresa. Ogni movimento doveva essere perfetto e sincronizzato con il resto della troupe, mantenendo la fluidità della narrazione e l’intensità emotiva della serie senza interruzioni.

Errori e momenti imprevisti

Come in ogni produzione complessa, anche durante le riprese di Adolescence non sono mancati imprevisti che hanno messo alla prova la troupe e l’intero processo creativo. A volte, i problemi tecnici sono stati difficili da evitare: ad esempio, si sono verificate interruzioni dovute a guasti elettrici.  Questi errori, tuttavia, sono stati parte integrante del processo e hanno contribuito a dare una qualità più autentica e naturale alla serie, amplificando l’impatto delle riprese.

Un momento particolarmente difficile si è verificato durante le riprese dell’episodio 3, che includeva una scena molto intensa e carica di emozione tra Jamie e la sua psicologa. In questa sequenza, la principale sfida era mantenere un’attenzione assoluta sulla scena senza movimenti superflui della telecamera. La scelta di adottare un approccio “statico”, indispensabile per non distrarre lo spettatore. L’intento era farlo sentire come se fosse fisicamente presente nella stanza con i personaggi, vivendo in prima persona la tensione e l’emotività del momento.

Fonte: Cosmopolitan

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