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Il festival della Transilvania (TIFF) è stato anche quest’anno un successo

Pubblicato il 27 giugno 2022 di Andrea D'Addio

La maggiore parte dei festival internazionali di cinema sono pensati per sembrare irraggiungibili ai non addetti ai lavori. Incontri con registi e attori, feste, aperitivi e accesso a location esclusive sembrano esclusiva di invitati e possessori di badge. Il Transilvania International Film Festival (TIFF) non è uno di questi. E, visto che lo frequentiamo ormai da diverse edizioni, possiamo dirlo senza problemi: non è che non possa darsi arie, non lo vuole.

Negli anni tra gli ospiti ci sono stati Nicolas Cage, Catherine Deneuve, Sophia Loren, Alain Delon, Fanny Ardant, Michel Gondry, Claudia Cardinale, Jacqueline Bisset, Michael York, Vanessa Redgrave e tanti altri ancora: tutti sempre disponibili, immersi nella realtà di un centro veramente bello pieno di appassionati di cinema. Ogni proiezione, o quasi, è presa d’assalto.

La caratteristica principale del TIFF è infatti la spontaneità. Tutto è a portata di tutti, dalle chiacchiere con le decine di talent (registi, produttori, attrici e attori da ogni parte del mondo), alle feste passando per proiezioni in straordinarie strutture sia dentro che fuori città. Fondato nel 2002, il TIFF è riuscito a organizzare due edizioni in presenza anche durante la pandemia. Non è da poco, ma il team giovane formato negli anni dai due  fondatori, Tudor Giorgiu (ora Presidente), e Mihai Chirilov (Direttore Artistico), sembra non temere mai nessuno ostacolo.

I premi del Transilvania International Film Festival (TIFF) 2022

Sabato, con una una grande festa a Plata Unirii, la  piazza principale di Cluj-Napoca, accompagnata da un mini concerto dei The Mono Jacks, si è svolta la serata di premiazione della sua ventunesima edizione iniziata il 17 giugno scorso.

A conquistare i due premi principali, sia quello della giuria che del pubblico, è stato Utama, esordio del boliviano Alejandro Loayza Grisi. È la storia di una coppia di coltivatori di lama che affrontano la siccità. La giuria l’ha premiato per il suo “approccio cinematografico semplice, pulito e poetico”. Il film aveva già vinto il premio della giuria al Sundance.

Il premio per il miglior regista è andato invece al regista Guðmundur Arnar Guðmundsson per “l’universo credibile, originale e brillante” creato in Beautiful Beings. A vincere per le interpretazioni sono stati gli attori Laura Müller e Schemci Lauth di The Night Belongs to Lovers.

Il documentario You Are Ceauşescu To Me, diretto da Sebastian Mihăilescu, ha ricevuto il premio What’s up, Doc?. Nella stessa sezione una Menzione Speciale è stata assegnata anche al film italiano Atlantide, diretto da Yuri Ancarani, già passato al Festival di Venezia, storia a metà tra documentario e fiction, di un ragazzo poco più che maggiorenne che passa la vita sul suo barchino intorno all’isola di Erasmo, Venezia.

Un premio alla carriera è stato invece dato alla veterana Maia Morgenstern, da circa 40 anni più importante attrice rumena, volto – tra le varie cose – anche di Lo sguardo di Ulisse, regia di Theo Angelopoulos (1995), La passione di Cristo (2004) di Mel Gibson e di Lucania di Gigi Roccati (2019).

L’elenco completo dei premi è consultabile sul sito del Festival.