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Michel Gondry si racconta al Transilvania Film Festival: “Fare il regista per la tv? Ti trattano come un bambino”

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Di Andrea D'Addio

Girare una serie televisiva? Mi hanno fatto sentire come un bambino. È come essere a scuola. Quando si tratta di un film, le indicazioni del produttore o dello sceneggiatore, a volte le filtro, e altre volte semplicemente non ho altra scelta. Ma è un film. In una serie televisiva lo showrunner si comporta invece come se fosse un maestro che ti dice come fare il tuo lavoro”. A parlare così è Michel Gondry. L’occasione è la presentazione della retrospettiva che gli ha dedicato il Transilvania Film Festival 2019 di Cluj-Napoca, seconda città della Romania. Il riferimento del regista francese è a Kidding – Il fantastico mondo di Mr. Pickles, la serie uscita l’anno scorso (in Italia su Sky Atlantic, già annunciata una seconda stagione) interpretata da Jim Carrey a distanza da 15 anni dalla loro prima collaborazione, il corto Pecan Pie, e a 14 dal celebre e tuttora amatissimo Se mi lasci ti cancello. “Da allora ho fatto una decina d’altri film, eppure continuo ad incontrare persone che mi dicono quanto siano affezionati a quella pellicola“.

Il trailer di Kidding

Se mi lasci ti cancello segnò la consacrazione internazionale di Gondry. “Venivo dall’insuccesso di Human Nature, mio primo lungometraggio. Non era stato accolto positivamente né dal pubblico né dalla critica. Mentre lo giravo ero eccitatissimo e felicissimo di lavorare, di trovarmi sul set di un lungometraggio e di farlo con Spike Jonze come produttore. I problemi iniziarono dopo la fine delle riprese. La promozione partì sotto una cattiva stella. La presentazione alla stampa avvenne l’11 settembre 2001. A metà della conferenza buona parte dei giornalisti lasciò la sala per avere informazioni su cosa stava accadendo negli Stati Uniti. A distanza di alcune settimane dall’uscita dmi decisi a leggere alcune recensioni negative e trovai giusti alcuni degli appunti che mi erano stati mossi. Decisi di reagire scrivendo tutto su un mio quaderno, un memorandum delle cose da evitare o a cui fare attenzione se avessi potuto girare un altro film. Sul set di Se mi lasci ti cancello mi portai quella sorta di manuale sempre sotto il braccio. Nonostante questo ancora oggi non ho un rapporto completamente sano con le recensioni negative. Riesco a sopportarle, ma mai a fregarmene completamente“.

Con Se mi lasci ti cancello Gondry  (assieme a Charlie Kaufaman, firma anche di Human Nature), vinse così l’Oscar per la Migliore sceneggiatura originale. Da allora la carriera del cineasta francese cambiò radicalmente. “Facevo tantissimi videoclip, sia perché mi piacevano che perché era l’unico modo che avevo per guadagnarmi da vivere e pagarmi l’affitto. Era un periodo a suo modo eccezionale anche se spesso, per ottenere un progetto, dovevo vendermi meglio di quanto effettivamente pensassi di meritare. Quando ho avuto a che fare con artisti come Bjork o Beck promisi risultati che non ero sicuro di raggiungere. Mi costrinsi a pressioni incredibili, eppure, alla fine, proprio quelle situazioni mi aiutarono a superare i miei stessi limiti“.  La dimensione giocosa dei suoi film viene descritta da Gondry come un tratto stilistico fin dall’infanzia: “La prima forma artistica con cui mi sono relazionato è stato il disegno. Fin da piccolo ho avuto problemi ad interagire con le persone, usavo la matita per creare mondi in cui rifugiarmi. Quando ho iniziato a studiare cinema sono stato di conseguenza attratto anche dall’animazione. E così, quando posso, cerco di inserirla. Il problema è che a volte ho idee visive e concettuali completamente originali e per molti produttori se qualcosa non è mai stata fatta prima significa che è una cattiva idea“.

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