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The Champion è il primo film “doppiato” utilizzando il rendering neurale

Pubblicato il 12 aprile 2022 di Marco Triolo

Da tempo ormai si sta parlando di tecnologie future che soppianteranno il doppiaggio così come lo conosciamo, utilizzando il computer per modificare i labiali degli attori e arrivando persino a “doppiare” in un’altra lingua un attore utilizzando la sua stessa voce. La tecnologia sviluppata dalla compagnia di Tel Aviv Adapt Entertainment, Plato, si concentra sulla prima parte, il rendering di un volto umano in cui il movimento delle labbra viene modificato per adattarsi alla lingua del doppiaggio.

Questa tecnologia, che si basa sul rendering neurale, ovvero un tipo di rendering realizzato usando reti neurali artificiali, è stata ora utilizzata per sviluppare una versione in lingua inglese di The Champion, film polacco uscito in patria l’anno scorso e ora destinato a raggiungere i mercati anglofoni con meno difficoltà rispetto ai film sottotitolati.

Diretto da Maciej Barczewski e interpretato dalla star polacca Piotr Glowacki, The Champion racconta la storia vera di Tadeusz “Teddy” Pietrzykowski, campione di boxe tra i primi prigionieri ad essere internati nel campo di concentramento di Auschwitz.

Come funziona Plato?

Plato è in grado di rimpiazzare i volti degli attori con una versione ricostruita a partire dal film finito – e quindi senza il bisogno di utilizzare tecnologie invasive durante le riprese, ad esempio i marcatori del performance capture – e dai dialoghi registrati nella nuova lingua in post-produzione. Nel caso di The Champion, gli stessi attori del film sono stati ripresi da diverse angolazioni mentre recitavano le loro battute in inglese. Come spiega Glowacki, le videocamere riprendono anche i movimenti muscolari del viso, non solo quelli delle labbra, e questi vengono integrati nella performance. Il risultato finale è davvero impressionante, come si può vedere nel video pubblicato da FX Guide (potrete vedere anche alcune clip che confrontano il film prima e dopo).

A quanto afferma Adapt, Plato funziona con ogni tipo di illuminazione sul set, sia di giorno che di notte e con ogni tipo di angolazione del volto e della testa, sia frontale che laterale. E anche se l’attore indossa trucchi prostetici particolarmente pesanti.

Il futuro del doppiaggio?

Il mercato del doppiaggio è stato valutato intorno ai 2,4 miliardi di dollari nel 2019 e dovrebbe raggiungere i 3,6 miliardi entro il 2027. La domanda di contenuti internazionali è in continua ascesa, anche per via del diffondersi delle piattaforme streaming e del successo di film internazionali come Parasite e di serie come Squid Game. Ma i sottotitoli sono ancora percepiti come un ostacolo dagli studios, specialmente in paesi poco abituati, come l’Italia, al doppiaggio. Certo, una tecnologia come questa sarebbe un buon compromesso anche per chi non ama il doppiaggio, ma fatica a seguire o leggere i sottotitoli. Adapt giura che Plato è un processo rispettoso del contenuto originale, e permette, come in questo caso, l’adattamento con la supervisione degli autori.

Adapt ha già fatto alcune prove con dei contenuti di Netflix, ma si trattava di poche scene. The Champion è il primo film adattato in toto utilizzando la nuova tecnologia neurale. Il futuro è un po’ più vicino, e di certo ci sarà chi ne avrà paura.