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7 cose che forse non sapevate su Piccoli problemi di cuore

Pubblicato il 15 gennaio 2019 di DocManhattan

Ne avrete letto in giro, perché Piccoli problemi di cuore è tornato in onda proprio oggi, su Italia 1, poco dopo le otto del mattino. Universalmente nota come la serie anime più censurata in assoluto al suo arrivo in Italia, quanto andato in onda sulle reti Mediaset è in realtà una versione totalmente riscritta dell’originale Marmelade Boy. Al punto da renderla qualcosa di distinto. Ecco la storia del Dawson’s Creek animato di fine anni 90.

1. PANE, BURRO E MANGA
In principio è Marmalade Boy, uno shojo manga di Wataru Yoshizumi, pseudonimo di Mari Nakai. Viene pubblicato sul mensile Ribon della Shueisha, tra il ’92 e il ’95. In Italia viene pubblicato nel ’98, sulla scia del successo della serie animata. E qui le cose si complicano. La serie Piccoli problemi di cuore, realizzata con parte dei 76 episodi dell’anime di Marmelade Boy, non è semplicemente un anime pesantemente censurato, ma una storia inedita, totalmente riscritta sfruttando le scene originali. Un’operazione, per farla semplice, in stile Power Rangers applicata a un anime. Il tutto con il beneplacito della Yoshizumi.

Perché? Perché Marmalade Boy, così com’era, non è stato ritenuto adatto per un pubblico di giovanissimi del Bel Paese, e quindi si è pensato di fare un bel patchwork: cioè, traendo spunto dall’opera della Yoshizumi, di riscrivere la storia di due adolescenti innamorati di nome Miki e Yuri, con corollario di amici e famiglia stramba. La serie debutta all’interno di Bim Bum Bam, su Canale 5, il 27 gennaio del 1997. E sbanca, appassionando un numero impressionante di adolescenti e post-adolescenti per i suoi temi. Che sono nulla in confronto all’allucinante storia vera dell’anime giapponese. Roba che Beautiful fai un piacere, scansati.

2. L’ALLUCINANTE STORIA VERA DELL’ANIME GIAPPONESE (APPUNTO)
La storia originale di questo anime è un ginepraio intricatissimo di relazioni ed avvenimenti, tanto che non è facile riassumerlo in breve. Proviamoci comunque, per sommi capi, facendo appello al dio pagano della Sintesi (siate comprensivi). Due coppie di coniugi, i genitori di Miki e quelli di Yu (Yuri nell’edizione italiana), vanno in vacanza alle Hawaii. Si incontrano, si piacciono e decidono di fare uno scambio di coppia. Sì. Dopo un’iniziale riluttanza, Miki accetta l’accaduto e tutti vanno a vivere sotto lo stesso tetto (e non in una villetta bifamiliare come nella versione italiana). Una cesaronata, in pratica. Sembrano tutti felici, compresa Miki che, accantonato Ginta, sua vecchia fiamma, si invaghisce del fratello acquisito.

Yu è un ragazzo che però nasconde una dolorosa verità, la consapevolezza di non essere figlio dell’uomo che l’ha cresciuto (attuale partner della mamma di Miki), ma di un uomo misterioso che sta cercando disperatamente, nascondendo il tutto ai suoi genitori. Dopo aver sbagliato un paio di “padri”, decide di lasciar perdere. Intanto lui e Miki si sono innamorati e formano una coppia, sempre tenendo all’oscuro di tutto i genitori. Un grande esempio di dialogo in famiglia. Prendiamo un attimo fiato prima di continuare.

In seguito, Yu ritrova una foto risalente a prima della loro nascita che mostra i suoi genitori far già coppia con quelli di Miki. Vuoi vedere che il suo vero padre è lo stesso di Miki? Alla fine lui crolla e le racconta tutto. In ogni caso, decidono di restare insieme perché anche a Game of Thrones un giorno si porterà. Affrontano finalmente il tema con i genitori, i quali, con grande senso di responsabilità, accolgono in tutto con una grassa risata. Sensibilissimi. Yu aveva frainteso: la foto ritrovata da lui mostrava davvero l’assetto delle coppie ai tempi della loro gioventù, poi, a causa di fraintendimenti e gelosie, le due coppie scoppiano e si ricompongono al contrario, ognuna crea una famiglia e si ritrovano anni dopo, per puro caso, durante una vacanza alle Hawaii, teatro dello scambio.

E questa è solo la trama principale, al netto di amori clandestini, scandali scolastici e tutto il resto. Se vi siete persi, siamo in due. Andiamo avanti.

3. IL SEGUITO ITALIANO
La versione italiana, questa storia diversa con le immagini dell’anime, viene venduta anche all’estero con il titolo internazionale di Little love story. Visto il suo successo, ne viene messo in cantiere un seguito, Miki e Yuri – questo è amore (titolo internazionale: Little love story 2). Nuove puntate costituite dagli episodi ancora inediti in Italia e da varie scene tagliate. Ne vengono doppiati i primi episodi, ma poi il progetto viene abbandonato. Gridando Sgub!, come la buonanima di Biscardi, ecco a voi un video inedito, per gentile concessione di Nicola Carrassi, autore dei testi di Piccoli problemi di cuore (grazie, Nick).

4. BUATT DI TITOLI
Ma perché il manga si intitola proprio Marmalade Boy? Miki paragona Yu/Yuri alla marmellata di arance perché dentro è amar(eggiat)o, ma nessuno ci fa caso grazie alla sua apparente dolcezza. Alla fine dell’ultimo volume del manga la stessa autrice rivela che i personaggi, nella sua idea iniziale, avevano i sessi invertiti. Il ragazzo marmellata era il vero protagonista della vicenda, un Miki al maschile che si ritrova a vivere sotto lo stesso tetto con una bellissima ragazza, misteriosa e tutto pepe (Yu al femminile). Il suo editor bocciò l’idea, visto che la rivista sulla quale doveva essere pubblicato il manga era letta per la maggior parte da ragazze. Per giustificare il titolo, che rimase invariato, la mangaka trovò l’escamotage della similitudine che Miki appioppa al biondissimo. Il quale, per tutta risposta le dà della Mustard girl, perché piccante e pungente come la mostarda. Un amore tra i banchi di un supermercato.

5. IL SEGUITO GIAPPONESE
Marmalade Boy little è invece l’originalissimo titolo del sequel a fumetti di Marmalade Boy. Nel 2013, Wataru Yoshizumi si mette al lavoro sul seguito di una delle sue opere di punta, raccontando le vicende dei fratellini di Miki e Yu: Rika e Saku. I due ragazzini, pur non essendo fratello e sorella, sono stati cresciuti sotto lo stesso tetto dai soliti genitori scambisti. Cosa potrà mai accadere questa volta? Saku, confessa all’amica/sorellapermododidire/convivente di averla sempre amata e lei, dopo un po’ di titubanza, quasi quasi ricambia. E i Lannister muti. Ovviamente, orbiteranno nel manga anche i vecchi personaggi di Marmalade Boy, ormai adulti e alle prese con matrimoni, lavoro, gravidanze e quant’altro. Una finestra su ciò che accade 13 anni dopo il manga originale.

6. MIO CARO ROBOTTINO
Non solo gli anime robotici sono pensati per vendere tonnellate di giocattoli. La presenza di gadget o elementi strani in una serie – ne parlavamo a proposito degli alieni infilati nella serie di Creamy – è sempre giustificata dall’esigenza di appioppare agli spettatori la controparte in plastica di quell’oggetto. Marmalade Boy/Piccoli problemi di cuore era disseminato di gadget di questo tipo. Ricordate il robottino registratore? O il diario segreto di Miki? I medaglioni portafoto? All’epoca andavano a ruba, adesso li trovi nei negozi della catena giapponese Mandarake (il tempio di anime, manga e nostalgia) a prezzi esorbitanti, come testimoniato da questo mio scatto, lo scorso marzo. Mille yen equivalgono a 8 euro circa. Fate un po’ voi i conti…

7. UN ALTRO MOMENTO DORAMATICO
Nel 1995 è uscito un OAV, una puntata extra dell’anime per il solo mercato home video. Si tratta di un prequel che narra di come Yu abbia appreso la notizia del divorzio dei suoi e dell’incontro fortuito con una ragazza che lui osserva solo da lontano, della quale resta colpito: Miki. Da noi è uscito con il titolo di Marmalade Boy – Quello stesso giorno a casa di Yu, per Yamato Video: è esente da censure e mantiene anche i nomi originali. La prima trasposizione con attori in carne e ossa è di origine taiwanese e risale al 2001: la serie televisiva Jú zǐ jiàng nánhái (“ragazzo marmellata”) conta 30 episodi e una trama molto più semplice e con meno comprimari. Lo scorso 27 aprile è uscito invece nelle sale nipponiche il film live action diretto da Ryūichi Hiroki. Un regista che a inizio carriera si occupava di pellicole softcore, i film del genere pinku eiga.

Oh, dev’essere stato attirato dalla questione degli scambisti.

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