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12 dicembre 2018 • 11:45 • Scritto da Filippo Magnifico

Dal Signore degli Anelli a Macchine Mortali: grandi libri per grandi film

L'incontro tra Cinema e Letteratura può regalare molte soddisfazioni. Dal Signore degli Anelli a Harry Potter, fino a Macchine Mortali, il film scritto e prodotto da Peter Jackson, dal 13 dicembre al cinema.
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Cinema e letteratura. Due arti così diverse ma al tempo stesso legate tra di loro in maniera indissolubile. Perché se è vero che il cinema inizia con la parola scritta (la sceneggiatura) è anche vero che nel corso del tempo, con l’affermarsi del linguaggio comunicativo proprio della settima arte, la letteratura si è a sua volta avvicinata all’universo cinematografico.

La letteratura, poi, ha da sempre ispirato il cinema. Moltissime sono le trasposizioni di romanzi – fedeli o presunte tali – arrivate sul grande schermo. Gioia ma anche timore di ogni accanito lettore, perché, diciamolo chiaramente, ogni volta che un romanzo viene trasformato in un film, il timore di trovarci di fronte ad un’opera non in grado di rispettare la nostra idea della storia, quella che ci siamo fatti divorando avidamente ogni pagina, è sempre dietro l’angolo.

In alcuni casi la delusione è insopportabile ma ci sono film che, alla faccia di ogni pronostico, sono in grado di rivelarsi all’altezza se non superiori (casi rari ma possibili) rispetto al testo di riferimento.
Certo, c’è poi chi si sente tradito da ogni minima variazione, non consapevole che, il più delle volte, quello che funziona sulla carta non sempre funziona sul grande schermo. Casi limite, indubbiamente sbagliati, perché nel momento in cui entriamo in sala per vedere una storia ispirata al nostro romanzo preferito la cosa più giusta da fare è mettere da parte ogni aspettativa personale, preparandoci a giudicare l’opera per quello che ci trasmette.

Un ulteriore lettura, infatti, diversa dalla nostra, potrebbe regalarci storie uniche, destinate ad entrare nella storia. Ad esempio: c’è qualcuno che considera Apocalypse Now un brutto film? Eppure il capolavoro di Francis Ford Coppola si discosta molto da Cuore di tenebra, il romanzo di Joseph Conrad a cui si ispira, ma si tratta di una reinterpretazione in grado di donare un ulteriore grado di lettura, che ci ha regalato momenti entrati nella storia del cinema. E Coppola è decisamente un regista che sa il fatto suo quando si tratta di portare romanzi sul grande schermo. Sue, infatti, sono anche le trasposizioni del Padrino di Mario Puzo e del Dracula di Bram Stoker. Pellicole da Oscar, distanti per certi versi dalle pagine di riferimento eppure in grado di donare le stesse emozioni.

I grandi romanzi diventati grandi film sono moltissimi. Solo per citarne alcuni: Il buio oltre la siepe di Harper Lee, trasformato in un film diretto da Robert Mulligan nel 1962; L’esorcista di William Peter Blatty, a cui si ispira l’omonimo film di William Friedkin; Il silenzio degli innocenti di Thomas Harris, diventato un grandissimo film diretto da Jonathan Demme e interpretato da Anthony Hopkins e Jodie Foster; Doppio Sogno di Arthur Schnitzler, che ha ispirato Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick; Colazione da Tiffany di Truman Capote, arrivato sul grande schermo negli anni ’60 e interpretato da una divina Audrey Hepburn; Qualcuno volò sul nido del cuculo di Ken Kesey, trasformato in uno stupendo (e particolarmente toccante) film con protagonista Jack Nicholson.

Ci sono casi poi, in cui gli adattamenti riescono ad oscurare l’opera di riferimento. Troppo spesso ci si dimentica, ad esempio, che Forrest Gump, il capolavoro diretto da Robert Zemeckis nel 1994, è ispirato all’omonimo romanzo scritto da Winston Groom nel 1986. Una storia perfetta per un film, inutile dirlo, ma quando si parla di storie perfette per il grande schermo c’è un nome che, più di ogni altro, è in grado di rappresentare il connubio tra cinema e letteratura: Stephen King. In questo caso, infatti, è più facile contare le sue opere che non sono diventate film e non il contrario. I più grandi registi si sono cimentati con le sue pagine, tra questi Stanley Kubrick, John Carpenter, Brian De Palma, J. J. Abrams, David Cronenberg, Rob Reiner, Lawrence Kasdan, Frank Darabont, Taylor Hackford e George A. Romero, senza dimenticare Andrés Muschietti, che ha recentemente diretto IT regalandoci incubi a non finire con il letale clown Pennywise.

Perché, lo sappiamo, i grandi bestseller sono destinati a diventare grandi blockbuster. Ne sa qualcosa J.K. Rowling, che con il personaggio di Harry Potter – e tutto l’universo che gli gira attorno – ha fatto la fortuna sua e di un esercito di lettori di ogni età, rapiti dalle sue pagine e conquistati (per la maggior parte) dalla saga cinematografica che hanno ispirato.

Sarebbe un sacrilegio, poi, non citare Peter Jackson all’interno di questo discorso. Lui più di ogni altro ha dimostrato al mondo intero che da una grande saga letteraria si può ricavare una grande saga cinematografica. Tra il 2001 e il 2003 – complice il notevole progresso degli effetti visivi nell’industria cinematografica – ha regalato al pubblico la famosissima trilogia del Signore degli Anelli, riuscendo in un’impresa che tutti credevano impossibile: portare sul grande schermo l’opera titanica di J. R. R. Tolkien. Ha conquistato Hollywood con la sua “missione impossibile” e ha ripetuto l’impresa tra il 2012 e il 2014, portando sul grande schermo il romanzo prequel, sempre di Tolkien, Lo Hobbit.

Con la sua opera Peter Jackson ha dato una lezione al mondo intero ed è ora pronto a ripetere l’impresa con Macchine Mortali, pellicola ispirata alle pagine dello scrittore Philip Reeve, in arrivo nelle nostre sale il 13 dicembre.

Questa volta, però, ha deciso di mettere da parte la regia, partecipando come produttore esecutivo, scrivendo la sceneggiatura e affidando la direzione all’esordiente Christian Rivers, un vero e proprio artista degli effetti visivi, che ha collaborato con Jackson in King Kong.
Anche in questo caso stiamo parlando di una saga letteraria, composta da quattro libri, che ha raccolto consensi in tutto il mondo, ottenendo numerosi riconoscimenti tra cui il Nestlé Smarties Book Prize 2002 per la fascia di lettori dai 10 ai 15 anni.

Definito dai suoi stessi creatori, un film in grado di unire le atmosfere di Harry Potter a quelle di Mad Max (un connubio affascinante, va detto), Macchine Mortali è ambientato in un futuro post-apocalittico martoriato da una guerra nucleare, dove le città (definite “città trazioniste”) si sono trasformate in enormi veicoli per sfuggire devastazioni geologiche.

Ancora una volta la letteratura ci regala mondi fantastici. Al cinema il compito di renderli concreti. Una sfida che, se affrontata nel modo giusto, può regalaci parecchie soddisfazioni.

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