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03 settembre 2018 • 12:51 • Scritto da Michele Monteleone

StreamWeek: fai la tua scelta, combatti i cattivi con Jack Ryan o unisciti a loro a Ozark

StreamWeek è una guida alle migliori novità della scorsa settimana, una mappa con la quale orientarvi nel mare magnum delle proposte delle varie piattaforme di streaming, un modo per godersi a pieno i vostri abbonamenti.
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Ogni settimana i nostri piccoli e grandi schermi vengono invasi da centinaia di film, serie televisive e documentari. StreamWeek è una guida alle migliori novità della settimana passata, una mappa con la quale orientarvi nel mare magnum delle proposte delle varie piattaforme di streaming, un modo per godersi appieno i vostri abbonamenti. Buona lettura e scegliete con cura la vostra dose settimanale di televisione!

In questa prima parte della rubrica, ogni settimana vi darò consigli generici su quello che è uscito di nuovo sulle vostre piattaforme, una lunga lista di dritte su quello che vi potete essere persi nella settimana passata. A Roma fa fresco, stamattina ho aperto l’armadio per prendere un copriletto, il mio cane ha cominciato ad accucciarsi su di me alla ricerca di calore, è iniziato settembre da appena tre giorni, ma sembra che l’estate sia davvero finita. Il che è una bella notizia per chi vuole passare l’anno seduto davanti alla televisione a ingrassare (è il mio proposito per questo inverno, voglio aderire perfettamente ai braccioli della poltrona in modo che nessuno mi possa più portare via). Comunque le piattaforme di streaming sembrano aver fiutato il freddo e questa settimana si sono scatenate pubblicando un bel po’ di novità, ma cominciamo pure.

Inizio con il segnalarvi un appuntamento importantissimo, da ieri su Sky Go è disponibile Gatta Cenerentola, un film animato completamente realizzato in Italia che ha uno stile e una storia che rivaleggiano serenamente con le grandi produzioni americane. Non è una cosa che capita spesso e il buon cinema italiano va sostenuto con tutte le forze, quindi, mie fedeli bingewatchers, armatevi di telecomando e aiutate Gatta Cenerentola.

Al cento per cento americano invece Gifted è un eccesso su pellicola. Non intendo dire che sia un brutto film, ma che anzi e perfetto nel caso vogliate far lanciare il reggiseno contro lo schermo a una ragazza. La storia segue Chris Evans (con la barba) che interpreta un rude meccanico di barche con le mani sempre sporche di grasso che cresce la figlia geniale della sorella morta. Giusto per continuare a usare colpi scorretti, la madre vuole strappargli la custodia della bimba e Chris lotterà per mantenerla, anche grazie al fatto che, anche lui, è stato un ragazzo prodigio. Quindi ricapitolando: barba, cuore d’oro, padre amorevole, grasso sulle mani, genio. Praticamente un porno per ragazze sfuggito alla censura.

Nella settimana in cui abbiamo scoperto che il nuovo film di Allen è stato bloccato dopo le polemiche (personalmente le ritengo assurde) montate su un caso per cui la legge l’ha già trovato non colpevole, potete rivedere, sempre su Sky uno dei suoi film più belli e meno conosciuti, La Rosa Purpurea del Cairo. Ancora su Sky potete gustarvi anche l’inizio della quarta stagione di The Affair una serie su due amanti narrata da più punti di vista, in cui la realtà cambia rispetto al personaggio che la guarda, personalmente continuo a ritenerla una delle serie meglio scritte in tv, consigliatissima.

Su Infinity potete gustarvi il primo, e paradossalmente più strano rispetto al resto della serie, capitolo di Mission: Impossible, a patto che poi mi promettete di andarvi a guardare al cinema Mission impossible: Fallout. Sempre su Infinity è stato caricato San Andreas, disaster movie su un devastante terremoto che mette in campo eccezionali effetti speciali: i pettorali di The Rock e quelli di Alexandra Daddario, vi sfido a guardare qualunque altra cosa a schermo!

Su Prime Video, oltre a Jack Ryan di cui parleremo più approfonditamente nella sessione dedicata al podio, vi segnalo il terzo e ultimo capitolo della saga tutta italiana di Smetto quando Voglio. La storia del gruppo di universitari che si improvvisano spacciatori e poi passano dalla parte dei buoni diventando una task force segreta contro i produttori di smart drugs, è tra le cose più divertenti e meglio realizzate che ci ha regalato il nostro cinema negli ultimi anni. Un’altra buona occasione per sostenere il made in Italy.

Netflix non si è certo tirata indietro questa settimana e ha reso disponibile una tale quantità di film che meriterebbe una rubrica a parte e invece ve li beccate tutti in un solo paragrafo: World War Z, un film sull’apocalisse zombi interpretato da quel gran figo di Brad Pitt, con alla sceneggiatura quel cagnaccio di Damon Lindelof, ma che vale la pena di vedere anche solo perché David Fincher ha confermato che sta girando il sequel. E ancora, Una Notte da LeoniInferno, il terzo capitolo della saga scritta da Dan Brown, il classico del fantasy Dark CrystalUn Giorno come tanti che è un film di Reitman e quindi dovete guardarlo sulla fiducia, Idiocracy un film comico di fanatscienza su un futuro in cui gli idioti sono al potere che somiglia preoccupantemente alla realtà.

E niente, in un paragrafo non ci stanno tutte le novità su Netflix quindi vi segnalo in questo il bellissimo “film d’autore” di Michael Bay, Pain and Gain la storia di un gruppo di culturisti che si è trasformato in una banda di rapitori. Uno dei film più belli mai girati, Eva contro Eva, la storia della rivalità tra una vecchia attrice e una giovane promessa che si trasforma in uno dei drammi meglio congeniati di sempre.

Direi che per questa settimana avete un bel po’ di materiale con cui lenire le pene della fine dell’estate… e non abbiamo ancora affrontato il nostro podio.

Jack Ryan (Prime Video)

Odio quando i recensori provano a parlare di qualcosa che non conoscono. Fiuto lontano un miglio chi parla di fumetti, ma nella vita ha letto, se va bene, Watchman e, al massimo, Il Ritorno del Cavaliere Oscuro. Quindi non ci provo nemmeno: non ho mai letto una singola riga dei libri di Tom Clancy che hanno come protagonista Jack Ryan e ho visto solo un paio dei film ispirati dal personaggio. Considerata questa doverosa premessa, direi che invece posso parlarvi tranquillamente della serie presentata da Prime questa settimana che ha il primato di essere la serie più costosa della piattaforma e una delle più attese. Soldi ben spesi e hype ben riposto? La mia risposta alle due domande è un nì. Jack Ryan è una bella serie, molto solida, con un ottimo protagonista (l’intuizione di usare John Krasinski come eroe in un film bellico era già venuta a Michael Bay nello stupendo 13 Hours), e un intreccio ben congegnato che va a toccare temi molto vicini alla nostra situazione attuale. Ma… ma non è certo un capolavoro, sebbene il budget aiuti moltissimo, le location sono tutte molto belle, la regia è fluida, le comparse sono tante e la fotografia mai monotona, Jack Ryan non riesce a fare quel passetto in più per diventare una grande serie e anzi, personalmente ne fa uno falso quando appiccica in maniera posticcia la storyline del pilota di droni a quella principale (guardate e poi ditemi se non avete la stessa sensazione). Detto questo, vi invito comunque a dargli un’occhiata, soprattutto se le serie di spionaggio sono il vostro pane e siete orfani di Homeland.

Jumanji: benvenuti nella giungla (Sky Go)

Ormai chi sognava un eroe d’azione come Stallone o Schwarzenegger e sperava che The Rock, al secolo Dwayne Johnson, fosse la persona giusta, un po’ ci ha rinunciato. Infatti Dwayne ultimamente sembra aver delineato il suo come un personaggio per famiglie piuttosto che come granitico eroe d’azione. Sinceramente un po’ mi dispiace, ma posso comunque godermi le pellicole in cui il suo lavoro lo fa ancora egregiamente. Il seguito di Jumanji era materia pericolosa, principalmente perché, non mi stancherò mai di ripeterlo in questa rubrica I FAN SONO UN CANCRO PER IL CINEMA e quindi si sono scagliati contro il film ben prima che uscisse nelle sale. E invece sapete che è una bella sorpresa? L’idea di aggiornare il gioco e trasformarlo in un videogame, di sfruttare le caratteristiche del nuovo mezzo giocando sui meccanismi di un platform e soprattutto ribaltando la prospettiva del primo (stavolta sono i protagonisti a entrare nel gioco e non il gioco a fuoriuscire nella realtà), sono tutti azzardi che hanno pagato. Il film è genuinamente divertente, Johnson è in parte e circondato da un cast perfetto in cui addirittura Kevin Hart riesce ad essere meno fastidioso del solito e in cui Jack Black, in pieno periodo “movimento femminista in rivolta”, recita per due ore nella parte di una ragazzina adolescente, senza provocare la combustione spontanea di un’aderente al movimento MeToo. Il nuovo Jumanji è il perfetto film da vedere in famiglia, anche più di una volta.

Ozark (Netflix)

Ozark arriva alla seconda stagione dopo un apprezzabile prima in cui però si giocava prepotentemente la carta Breaking Bad: un attore comico prestato a un ruolo drammatico in cui interpreta un padre di famiglia costretto a unirsi al mondo criminale per salvare i propri cari. Anche con un pesante debito con una delle serie più premiate e amate di sempre, Jason Bateman interpreta, produce e dirige una serie godibile che ha come unico neo (non troppo piccolo a dire la verità) una fotografia che dire pigra è poco. Il mondo di Ozark è blu: interni ed esterni, giorno e notte, tutto è filtrato da questo eterno blu che copre qualunque altro colore creando un paesaggio che, dopo le prime due puntate diventa di una monotonia disarmante. Purtroppo la seconda stagione non ha migliorato questo punto e si concede ulteriori forzature alla trama, portando le motivazioni dei personaggi a scricchiolare più di una volta. Questa però non è una rubrica dedicata ai grandi capolavori della cinematografia mondiale, quindi vi dico che Ozark, mentre lavate i piatti, o la sera tardi quando la giornata è stata più pesante del solito, è una splendida compagnia. Detto questo, se avete Netflix e prima non vi vedete Eva contro Eva o Pain & Gain, vi depenno dalla lista dei miei lettori preferiti.

E, come tutte le settimane, siamo arrivati all’ultima parte della rubrica dedicata a una chicca, a un contenuto che probabilmente vi siete persi nell’uragano di novità con cui veniamo bombardati.

The Marvelous Mrs. Maisel (Prime Video)

Il mondo si divide in due grandi categorie: chi ama alla follia Amy Sherman Palladino e chi non ha mai visto Una Mamma per Amica perché aveva paura di essere bullizzato dai compagni di classe. Io, considerato che avevo sulla scrivania di casa una copia di Notting Hill e di Quattro Matrimoni e un Funerale, non avevo paura di nulla e, negli anni in cui andava in onda, ho imparato ad adorare l’incredibile capacità della Palladino di scrivere dialoghi serratissimi con botta e risposta dal ritmo perfetto e impregnati di un’intelligenza e una sagacia davvero fuori dal comune. Eppure, eppure a Stars Hollow qualcosa non andava, il problema oggettivo è che era una sitcom con tutti i limiti della sitcom, brutta fotografia, regia inesistente, ottimo cast, ma impegnato in tour de force che a volte portavano a prestazioni altalenanti. E poi c’era un problema invece insito nel tipo di scrittura della Palladino applicato a una cittadina di provincia americana: erano tutti troppo intelligenti. Non c’era un singolo abitante di quella cittadina che non fosse pronto a schermaglie dialettiche infinite e sempre ai livelli di uno stand-up comedian. Ecco, gli unici due problemi che aveva Una Mamma per Amica sono stati spazzati via in The Marvelous Mrs. Maisel. La regia e la fotografia sono ad altissimi livelli e si mettono al servizio di un impianto narrativo per nulla scontato in cui la gestione dei flashback mi ha strappato degli urletti di gioia. La protagonista, interpretata da una fantastica Rachel Brosnahan (no, seriamente, è divina nella parte, divertentissima e bella da mozzare il fiato), è una delle  prime stand-up comedian donne e naturalmente, negli anni cinquanta, dovrà lottare per farsi prendere in considerazione dai suoi colleghi, dai suoi familiari e soprattutto dovrà affrontare la crisi familiare che deriva dalla sua scelta di perseguire una carriera che in quegli anni era appannaggio degli uomini. La Palladino fa splendere ancora più fulgidamente del solito la sua scrittura e questa volta, visto che la storia di ambienta in un mondo di comici, la perenne sagacia di ogni linea di dialogo, non stona minimamente con il contesto. The Marvelous Mrs. Maisel è sicuramente la miglior serie tv uscita lo scorso anno e, più in generale, una delle più divertenti e meglio scritte di sempre. Vi consiglio vivamente di recuperare la prima stagione prima che parta la prossima!

Alla prossima settimana, miei fedeli bingewatchers: se vi è piaciuto qualcuno dei consigli che vi ho dato, se volete segnalarmi qualcosa che mi sono perso o se volete suggerirmi qualcosa di cui discutere la prossima settimana, vi invito a commentare l’articolo. La vostra guida allo streaming compulsivo è sempre disponibile!

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