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7 COSE CHE FORSE NON SAPEVATE SU OCCHI DI GATTO

Pubblicato il 31 luglio 2018 di DocManhattan

“Tre ragazze bellissime”, cantava la Cristinona nazionale un milione di anni fa. Ma sì, certo, Occhi di Gatto lo si guardava per Sheila. C’erano i fan di Tati e qualcuno innamorato di Kelly (che sembrava una supermilf e invece aveva solo 27 anni, eh), ma l’#amorevero era per Sheila. Quello dell’imbranato Matthew e di buona parte del giovane pubblico. Ma da dove vengono le tre sorelle Tashikel? Chi le ha create? Perché diavolo hanno questo nome in Italia? E soprattutto, alla fine Sheila sposa Matthew o no? Scopriamolo. Oh, oh, oh, eccetera.

1. L’OCCHIO DELL’AMORE
Tsukasa Hojo
, mangaka classe ’59, ha molti meriti. E non solo perché è stato il mentore di Takehiko Inoue ed è quindi anche a lui, indirettamente, che dobbiamo Slam Dunk. Hojo ha creato, tra le altre, serie a fumetti come Occhi di Gatto e City Hunter, accomunate da un riuscito mix di avventura, commedia, belle donne e acconciature anni ’80. Cat’s Eye viene pubblicato in Giappone tra l’81 e l’85, come testimoniato dalle giacche di Matthew e dalle loro spalline misurabili in ettari. Il manga (il cui titolo originale è un gioco di parole con il termine Ai, amore) riscuote un successo enorme, vendendo a oggi qualcosa come venti milioni di copie.

La serie anime arriva nell’83. Due stagioni per un totale di 73 episodi, che da noi sbarcano in TV due anni più tardi, su Italia 1. Anni di repliche andranno a ingrossare inesorabilmente il numero di appartenenti al fanclub di Sheila Tashikel. Che, però, non si chiamava affatto così.

2. NOMI, TAGLI E CITTÀ
Se ne diceva a proposito di Holly e Benji, qualche settimana fa: sulle reti Fininvest dell’epoca era consuetudine anglofonizzare i nomi nipponici. Hitomi Kisugi, Rui Kisugi e Ai Kisugi diventano così Sheila, Kelly e Tati Tashikel (?), e il fidanzato poliziotto di Hitomi, Toshio Utsumi, Matthew Hisman. L’unico a conservare il proprio nome è il padre delle ragazze bariste-ladre, lo scomparso Michael Heinz, che era e resta un pittore tedesco innamorato di una donna giapponese e privato dai nazisti delle sue opere d’arte.

I tagli apportati alla versione italiana non furono tantissimi e riguardarono perlopiù, come era facile immaginare, delle scene ritenute troppo sexy. Varie docce delle tre protagoniste, le tre coperte solo da un asciugamano dopo un bagno, etc. Si era contrari a tutto questo sfoggio di igiene personale, ecco. Paradossalmente, alcuni di quei fotogrammi finirono comunque nell’album ufficiale di figurine Panini di Occhi di Gatto, come si può leggere qui. E Kelly faceva di tutto per farlo impazzire, a quel poveraccio di Matthew, va detto. (Stronza fintamilf).

3. L’ALTRO FINALE
L’anime lascia in sospeso il rapporto tra Sheila e Matthew. È solo nel manga, conclusosi poco dopo, che sappiamo com’è proseguita la storia. Hitomi/Sheila Hitomi rivela al fidanzato di essere una ladra e fugge negli USA. Toshio/Matthew la segue e scopre che la ragazza ha perso la memoria a causa di una meningite. I due iniziano a frequentarsi, potendo ripartire da zero. Alcuni dettagli, però, lasciano intuire che Hitomi non abbia perso davvero la memoria e stia continuando a giocare con il “povero Matthew”. D’altronde, quello era pur sempre il poliziotto più impedito della storia del Giappone.

4. IL REMAKE
Tra il 2010 e il 2014 è stato pubblicato in Giappone il remake di Occhi di Gatto, intitolato semplicemente Cat’s Eye e realizzato da Shingo Asai. Anche questo, come il manga originale, è stato tradotto in italiano. Vi fa strano vedere le tre sorelle Kisugi così, con le tutine di pelle al posto della consueta calzamaglia? Non è l’unico cambio di look affrontato da loro negli anni…
5. LE SORELLE IN CGI
Questo filmato promozionale dell’ennesimo pachislot a tema anime (vedi qui), infatti, le mostra in un’improbabile versione in computer graphic che sembra uscita dritta dritta da un videogioco della serie Tekken.

Ti aspetti che da un momento all’altro una sfida a colpi di calci volanti con Nina e Anna Williams.

6. IL FILMMMHH
E film live action? Croce e deli… croce del mondo anime, ne abbiamo? Sì, due. Ci sarebbe una trasposizione televisiva dell’88, di cui latitano le tracce in Rete, e soprattutto un film del ’97, Cat’s Eye di Kaizô Hayashi. Pellicola in cui le tre protagoniste magari difettano in quanto a sex appeal, ma non in tatuaggi a lisca di pesce…

…e a cappucci da gattina. Perché si chiama Occhi di Gatto e con Catwoman ha funzionato e #SANTOCIELO.

7. TRE FANCIULLI SVELTISSIMI
Chiudiamo questo breve viaggio nei ricordi e nell’amore per Sheila con questo tributo da parte di tre atleticissimi fan giapponesi. Fan che come tanti hanno voluto testimoniare al mondo l’influenza che quelle ladre con la fascia da ballerina ai fianchi hanno avuto nella loro esistenza. Ricreando, scena per scena, la sigla originale così (nel video sopra vedete la versione con la sigla della D’Avena, anziché quella con l’opening nipponico, ma cambia poco).

Perché si dice che non c’è trippa per gatti, ma mica sempre è vero.

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