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02 novembre 2017 • 10:37 • Scritto da Marlen Vazzoler

Coco: abbiamo visto in anteprima i primi 30 minuti del nuovo film Pixar #LuccaCGSW

Il nostro commento a caldo dei primi trenta minuti del diciannovesimo lungometraggio degli studi Pixar, Coco, da Lucca Comics & Games
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I primi trenta minuti del film Coco sono stati proiettati, in lingua originale e sottotitolati in italiano, in anteprima nella prima giornata di Lucca Comics & Games, anticipati dalla proiezione del trailer del cortometraggio Le avventure di Olaf e seguiti dal trailer italiano del film.

L’introduzione al mondo messicano di Coco avviene musicalmente tramite il jingle del logo dei Walt Disney Studios, lasciando presagire il ruolo importante che la musica avrà in questo film.

Tramite una serie di centrini, stesi sui fili del bucato lungo le vie della città, il protagonista Miguel racconta la storia della sua famiglia, i Rivera, spiegando perché la trisnonna Imelda ha deciso di bandire la musica dalla sua vita e da quella dei suoi cari.

Fin da subito la pellicola si caratterizza per l’uso di toni caldi, che vengono ulteriormente enfatizzati nelle scene in cui compare l’Ofrenda e i fiori per la festa dei morti, necessari per mostrare la via agli spiriti dei morti.

La cura dei dettagli è molto alta, così come l’animazione e le texture usate, in particolare nella breve sequenza in cui Miguel suona la chitarra davanti al piccolo altare dedicato al leggendario artista Ernesto De La Cruz, il suo idolo, la sua fonte di ispirazione ma anche di contrasto con il resto della sua famiglia.
In questa scena segnaliamo anche un ottimo uso dei primissimi piani.

Sebbene Miguel abbia solo tredici anni, ha delle idee molto chiare in merito al suo futuro e nulla lo fermerà, nemmeno la maledizione che l’ha colpito e trasformato temporaneamente in uno spirito, quando ha infranto le regole della festa dei Morti, rubando [la chitarra] a un morto [Ernesto De La Cruz] invece di porgergli dei doni.

In questa prima mezz’ora gli sceneggiatori Adrian Molina e Matthew Aldrich hanno impostato i personaggi principali, facciamo quindi la conoscenza di Miguel, della sua numerosa famiglia, ma sopratutto della trisnonna Imelda, della bisnonna Coco, della nonna e del cane randagio Dante, che con il suo comportamento/animazione slapstick è una delle fonte principali di risate della storia.
Vengono inoltre spiegate le regole dell’Ofrenda: come possono le anime andare a trovare i loro cari ancora vivi, perché in alcuni casi non possono oltrepassare il ponte di fiori, e perché è importante rispettare la tradizioni.

Nelle scene ambientate nel mondo dei morti il contrasto tra i toni caldi e freddi viene ancora più marcato, con una maggiore saturazione dell’arancione e del blu. I colori sono ancora più sgargianti, in particolare quelli usati per gli spiriti guardiani, contribuendo così a risaltare le loro figure.

Nel mondo dei morti sono pochi i personaggi che risaltano in questa prima mezz’ora: Imelda, l’impiegato ma sopratutto Hector, una figura chiave nel film che servirà come braccio destro di Miguel nella sua ricerca di Ernesto, l’unico che potrà spezzare la maledizione del ragazzo e permettergli di vivere il suo sogno.

Trattandosi di una mezz’ora introduttiva, c’è qualche breve tempo morto, ma non pesano in particolar modo sul ritmo della pellicola. Quel che è certo è che dopo aver visto questa breve porzione del film, si rimane invogliati nel continuare a vedere il resto della pellicola, per scoprire se Miguel riuscirà a coronare il suo sogno e a riunire la sua famiglia, sia quella del mondo dei morti che quella del mondo dei vivi.

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