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07 agosto 2017 • 21:00 • Scritto da Andrea Suatoni

Game of Thrones: Recensione dell’episodio 7×04 “The Spoils of War”

La guerra fra Cersei Lannister e Daenerys Targaryen continua senza esclusione di colpi: The Spoils of War fa leva su spettacolari scene d'azione ma anche su fortissime emozioni familiari, in una impressionante sequela di eventi al cardiopalma.
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—–ATTENZIONE: L’ARTICOLO CONTIENE SPOILER—–

Un nuovo ribaltamento di scena è avvenuto nell’ultima puntata di Game of Thrones andata in onda sul canale americano HBO (e disponibile stasera per gli abbonati italiani Sky): come era prevedibile, l’entrata in scena dei draghi (anzi, del solo Drogon) in battaglia ha completamente cambiato le carte in tavola, e le forze in gioco sono state drasticamente riequilibrate.
Ma l’episodio rimarrà a lungo nei cuori dei fan soprattutto per un altro motivo: il deflagrante ritorno di Arya Stark a Grande Inverno.

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THE SPOILS OF WAR

Mentre Cersei ottiene il completo sostegno della Banca di Ferro, Jaime ad Alto Giardino si mostra molto turbato dalle ultime parole di Olenna Tyrell (che scagionano a tutti gli effetti suo fratello Tyrion dall’accusa di omicidio a Joffrey).

A Grande Inverno invece, Meera Reed saluta Bran Stark, constatando che il ragazzo che conosceva è ormai stato sostituito completamente dal Corvo a Tre Occhi. Arya Stark torna finalmente a casa: la ragazza riabbraccia i fratelli, e Bran le dona (forse profeticamente) la daga di acciaio di Valyria che Ditocorto gli aveva appena regalato e che era stata usata dal sicario che voleva ucciderlo. Incontrata anche Brienne, Arya dà prova sotto gli occhi attoniti di Sansa e Ditocorto della sua incredibile abilità in battaglia.

A Roccia del Drago, la tensione sentimentale fra Daenerys e Jon Snow inizia a farsi sentire, mentre i due si avventurano fra le grotte piene di Vetro di Drago dove sono presenti anche alcuni antichissimi disegni dei Figli della Foresta. La Madre dei Draghi viene informata della nuova sconfitta ai danni di Olenna Tyrell, e decide di partire verso Alto Giardino in groppa a Drogon, portando con sé l’orda Dothraki per attaccare i soldati Lannister e Tarly sulla strada verso Approdo del Re (mentre Theon torna via mare e affronta un infuriato Jon). La disfatta è quasi totale: il fuoco di Drogon sbaraglia gli avversari, anche se un eroico intervento di Bronn ci fa capire che neanche i draghi sono imbattibili. Sul finire dell’episodio, ancora Bronn salva Jaime Lannister da morte certa, ma la vita dell’uomo non è ancora fuori pericolo…

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CARENZA DI CREDIBILITA’

Ormai gli spostamenti a Westeros sono diventati quasi una farsa: a volte piccole flotte in mare vengono rintracciate immediatamente e messe a ferro e fuoco (Euron vs Yara) mentre altre volte una intera orda di Dothraki riesce a bypassare qualsiasi controllo o agente spionistico e ad arrivare senza colpo ferire dall’altra parte del mondo. La cura della timeline è un elemento in cui gli showrunner di Game of Thrones hanno sempre lasciato molto a desiderare, ma in questa settima stagione le cose sono decisamente peggiorate. D’altro canto, pur se difficile da notare, sono presenti a volte blande indicazioni riguardanti il passare non lineare del tempo (ad esempio, quando ci viene comunicato l’arrivo dell’oro ad Approdo del Re si sottintende probabilmente sia passato un periodo di alcune settimane fra l’inizio e la fine della puntata), ma alcune semplici linee di dialogo molto spesso potrebbero attutire la carenza di credibilità che l’estrema mobilità degli eserciti nelle ultime battaglie ha generato.

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DANERYS VS CERSEI

Abbiamo iniziato la settima stagione credendo Cersei praticamente spacciata; abbiamo poi visto cadere gli alleati di Daenerys uno ad uno; infine abbiamo visto finalmente Drogon riequilibrare le sorti della guerra in una delle battaglie visivamente più efficaci e spettacolari dell’intera serie.

Perché in effetti, solo di equilibrio si può attualmente parlare: Daenerys ha dalla sua i Dothraki, gli Immacolati (che però si trovano attualmente praticamente in trappola a Castel Granito) e tre enormi draghi (uno dei quali attualmente ferito), ma Cersei può contare sui nuovi prestiti della Banca di Ferro, ansiosa di far re-indebitare la corona, sulla flotta di Euron e su un’arma che abbiamo visto ormai seriamente in grado di uccidere i draghi. Dopo aver visto Drogon e lo “scorpione” in azione, è difficile prevedere le sorti della prossima battaglia: pur schierando tutti e tre i draghi, un massiccio uso di balestre simile a quella con cui Bronn potrebbe risultare letale.

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STARK REUNION

Dopo Bran, anche Arya è finalmente tornata a Grande Inverno. L’incontro con Sansa, pur se meno emozionante di quanto ci saremmo aspettati (almeno all’inizio), è stato perfetto: le due sorelle non sono mai state molto unite, ma si sono ritrovate, cresciute e cambiate, molto più simili di quanto si fossero lasciate. Entrambe hanno raggiunto, dopo innumerevoli ostacoli, l’obiettivo che si erano prefissate da bambine: Sansa è una Lady, praticamente la Regina del Nord (e probabilmente tale rimarrà quando Bran svelerà i veri natali di Jon Snow), mentre Arya è un guerriero (futuro cavaliere…?)

I figli di Ned Stark si sono tutti riuniti nella loro vecchia casa, ormai per loro irriconoscibile; ognuno di essi avrà sicuramente un ruolo chiave da giocare nelle vicende future, probabilmente interdipendente l’uno dall’altro: difficile dire se i tre saranno alleati o rivali, e soprattutto sarà interessante vedere come il personaggio di Ditocorto (che sembra aver già iniziato a nutrire interesse per Bran) verrà gestito alla corte dei tre Stark.

Degna di nota infine la galvanizzante scena del duello fra Brienne e Arya: un perfetto riassunto visivo a consumo di Sansa di ciò che la sorella è in grado di fare e di ciò che potrebbe aver passato per arrivare a poter rivaleggiare alla pari con uno dei cavalieri più forti di Westeros.

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2 commenti a “Game of Thrones: Recensione dell’episodio 7×04 “The Spoils of War”

  1. Oddio, scusate. Scopro solo ora che Dracarys è un comando e non il nome del drago. Che shock! 😉

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