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17 febbraio 2014 • 17:00 • Scritto da Redazione SW

Miike Takashi in vetta in Giappone e mette fine al dominio di Eien no zero

Presentato in anteprima mondiale allo scorso Festival del Cinema di Roma, The Mole Song di Miike Takashi scalza dopo ben otto settimane di permanenza in testa alla classifica degli incassi il dramma bellico Eien no zero.
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ScreenWeek dal Giappone.

Dopo otto settimane in cui Eien no zero, il dramma bellico ambientato durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, aveva dominato il botteghino giapponese, fin dal suo debutto il 21 dicembre il lungometraggio diretto da Yamazaki Takashi è sempre stato al primo posto, ci voleva un cane sciolto e ribelle come Miike Takashi per disarcionare il drammone che ha incassato moltissimo (circa settanta milioni di dollari) ma che ha anche sollevato non poche controversie. Basato sul romanzo omonimo e altrettanto popolare di Hyakuta Naoki, le cui dichiarazioni recenti avevano causato un vespaio, soprattutto a livello internazionale va detto, Eien no zero gioca molto su quel senso di chiusura vagamente nazionalista che sta prendendo piede sempre di più nel paese del Sol Levante e che vede nelle politiche interne ed estere del primo ministro Abe Shinzo solo un epifenomeno o il coronamento, negativo almeno per chi scrive, di correnti di destra estrema che si stanno riaffacciando all’orizzonte.

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Comunque sia, ritornando al box office, fa piacere che un film anarchico, folle e molto sopra le righe come The Mole Song dello stakanovista Miike Takashi abbia raggiunto la prima posizione al botteghino durante questo fine settimana, almeno stando al ranking settimanale stilato dal sito online eiga.com. Davvero un gran bel colpo quello del regista di Osaka, che aveva ottenuto un successo simile, andiamo a memoria e magari ci sbaglieremo, solo forse quando aveva diretto i due Crows Zero nel 2007 e 2009. A questo proposito il terzo eposodio della serie, Crows Explode uscirà il prossimo aprile, questa volta diretto da un altro enfant terrible della cinematografia nipponica forse meno conosciuto di Miike, Toyoda Toshiaki, ma ne riparleremo sicuramente.

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The Mole Song era stato presentato in anteprima mondiale, fortemente voluto da Marco Muller, all’ultimo Festival del Cinema di Roma addirittura in concorso, forse lievemente fuori posto visto che si tratta di un gradito ritorno per Miike al genere dello yakuza movie con cui si era fatto conoscere, aprezzare ed anche odiare a livello internazionale una quindicina di anni or sono, Rainy Dog del 1997 e l’iperviolento e visivamente sprezzante Ichi The Killer del 2001. Come quest’ultimo, anche The Mole Song, e come gran parte della produzione contemporanea giapponese, è tratto da un manga di successo, in questo caso opera del mangaka Takahashi Noboru che del fumetto di copie ne ha finora vendute ben 4 milioni e mezzo. Come sa bene chi ha avuto modo di vederlo a Roma, The Mole Song è uno yakuza movie sui generis, in quanto è un gangster movie comico che punta molto sull’interpretazione di Ikuta Toma, famoso volto di telefilm e lungometraggi, nel ruolo dell’infiltrato e molto riceve in qualità in fase di scrittura dallo sceneggiatore e drammaturgo Kudo Kankuro, già noto per le sue opere venate d’assurdo e di black humor e che spesso ha partecipato a progetti cinematografici importanti, aveva già collaborato con Miike per i due episodi altrettanto comici e fuori dalle convenzioni dedicati all’improbabile supereroe Zebraman.

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