roberto recchioni Recensioni Star Wars
Star Wars: Il Risveglio della Forza – La recensione di Roberto Recchioni
Tranquilli: NON contiene spoiler.
Se dovessimo rappresentare il pubblico di Star Wars: Il Risveglio della Forza con un grafico a torta, ci sarebbe un grosso spicchio a indicare i fan hardcore (userei il termine “talebani” ma poi vi offendete), poi un altro grosso spicchio per un pubblico di giovani e giovanissimi che uno Star Wars al cinema non lo hanno mai visto, poi uno spicchio piuttosto consistente di pubblico casual (invogliato a vedere questo nuovo capitolo dalla massiccia campagna di marketing) e infine tutta una serie di spicchi più piccoli a rappresentare i semplici appassionati di cinema e le categorie miste. Data questa composizione variegata e tenendo ben chiaro in mente il costo complessivo dell’operazione Star Wars sostenuto da parte di Disney (non solo il budget del film e la sua pubblicità ma anche i quattro miliardi di dollari spesi per comprare la Lucas Film), era ovvio che il Guerre Stellari firmato da J.J Abrams aveva alcune istanze imperative da soddisfare.
– Doveva piacere ai fan duri e puri, delusi dai prequel, riconquistando la loro fiducia.
– Doveva essere fruibile come un nuovo inizio per i ragazzini nati dal ’90 in poi.
– Doveva rilanciare la storia, liberandosi dalle zavorre del passato per imporre nuovi volti e una nuova mitologia proiettata verso il futuro.
– Doveva essere facilmente fruibile, anche aldilà del fenomeno Star Wars.
E per questi ragionevoli e sensatissimi motivi, si è deciso non di fare un film nuovo o un sequel, quanto un bel remake-reboot.
No, non sto scherzando.
Il film inizia come Una Nuova Speranza (il capitolo quattro della saga, il primo a essere mai girato, il film che ha dato vita a tutto), prosegue come Una Nuova Speranza e termina come Una Nuova Speranza. Specie nella prima parte, quando il timing delle scene e l’entrata in scena dei personaggi è assolutamente identico al film originale (con qualche angolo d’inquadratura diverso e piccole digressioni del tutto marginali), i due film sono praticamente sovrapponibili e, a dire la verità, funziona anche tutto piuttosto bene. Se vi sta bene di stare vedendo un remake-reboot, ovviamente. Qualcosa si inceppa nel mezzo e, soprattutto, nel finale, dove un’eccessiva compressione di certe sequenze sempre prese di peso dal capitolo originale, a causa dell’inserimento di alcune tracce narrative nuove, costringe a una forte compressione degli eventi che danneggia il tono epico e drammatico e fa apparire il film come infinitamente meno epico e spettacolare rispetto al capitolo del 1977. Sì, Meno spettacolare. Di un film di quasi quarant’anni fa.
Adesso fermi. Non uccidetevi.
Il film vi piacerà. E probabilmente vi piacerà MOLTO. A patto siate nella fettina giusta di quella torta di cui parlavamo all’inizio.
Se siete nello spicchio dei nuovi spettatori infatti, tutto vi sembrerà nuovo e bello.
Se siete nello spicchio degli spettatori casual, vi troverete davanti un prodotto (non ho scelto la parola a caso) ben confezionato che vi intratterrà per una serata e che scorderete tranquillamente domani.
Se siete fan hardcore, probabilmente amerete questo film perché vi darà esattamente quello che desideravate avere. Gli stessi personaggi (o delle varianti e dei mash-up di essi), gli stessi luoghi (è incredibile come l’universo di Star Wars si sia ristretto dal quarto capitolo in poi visto che in tutta la galassia sembrano esistere solo tre tipi di pianeti: quello desertico, quello nevoso, e quello coperto da foreste), la stessa progressione degli avvenimenti, gli stessi topoi narrativi, gli stessi colpi di scena. E le stesse battute. Sì perché, una gran parte dei dialoghi è proprio un rimando costante a cose che gli stessi personaggi hanno detto in altri momenti, o che hanno detto altri personaggi in contesti diversi e che, proprio per questo, vi faranno sorridere. Del resto, tutto il film non è altro che un costante strizzare l’occhiolino ai fan da parte di Abrams. Lui, del resto, è uno di “noi”.
Giusto? A parte che non è per nulla, in realtà. A meno che voi non siate un regista plurimilionario di Hollywood.
Ma quindi, a chi è che non piacerà questo Star Wars? Credo che soddisferà poco quelli appassionati di cinema e basta. Quelli che si aspettano che un film sia la visione di qualcuno, e non una evidente ricerca di mercato. Quelli che vogliono guardare qualcosa di nuovo.
Adesso, chiariamo un punto: non è detto che “nuovo” significhi necessariamente “riuscito”, come Jar Jar Binks sta a dimostrare. Ma bisogna rischiare se si vuol fare qualcosa di significativo e Lucas, questo, lo ha sempre fatto. Con la trilogia originale (che ha cambiato per sempre il modo di fare e intendere il cinema nel mondo, influenzando l’immaginario collettivo dell’intero pianeta) e con la seconda trilogia (con esiti meno felici, anche se comunque rilevanti sotto il punto di vista visivo e produttivo). Abrams, no. Abrams è un fan e ha deciso di dare al fan quello che il fan voleva: una reiterazione del film originale, ovvero un remake. Ma non solo. Anche un reboot per tutte quelle generazioni e quei mercati che Star Wars ancora non lo conoscevano (tipo tutta la Cina, da poco diventata primo mercato cinematografico al mondo, paese dove la saga di Lucas non è mai arrivata nelle sale. Fino a oggi). In poche parole, Il Risveglio della Forza non è cinema, è un ipertrofico pilota di una nuova serie televisiva che non ci prova nemmeno a immaginare qualcosa, a creare delle visioni, a lasciare un qualche segno nell’immaginario. Si limita a svolgere il compito che gli è stato affidato: rilanciare il franchise presso gli appassionati, reintrodurlo per il pubblico nuovo.
E in questo senso, farò un’affermazione forte: sono meglio i film della seconda trilogia. Prendete Episodio I.
E’ un brutto film, giusto? Giusto.
Però è pieno di invenzioni visive. Ci sono i droidi da combattimento, la città sottomarina, mostri mai visti prima, un triello finale incredibilmente epico, effetti speciali e sound design allo stato dell’arte per gli anni in cui è uscito. Poi la sceneggiatura fa schifo e il film è pieno di magagne, ma la magia del cinema c’è.
Adesso prendete Episodio II.
È leggermente meglio di Episodio I ma rimane un film brutto. Però ci porta a volare per le strade di Coruscant e sotto la pioggia del suggestivo mondo di Camino. C’è il combattimento tra Obi Wan e Jango Fett e poi vediamo Yoda guidare la carica e usare la spada laser per la prima volta. E si conclude con la scena nell’arena, con decine e decine di Jedi che combattono. Quando mai si era vista una roba del genere?
Episodio III, a parte alcuni pesanti svarioni della trama, è quasi un buon film, specie se visto con l’audio originale e non funestato dal pedestre doppiaggio italiano.
Il combattimento spaziale in apertura è straordinario. La scena al teatro dell’opera con le medusone è di rara potenza drammatica e visiva, il combattimento tra Anakin e Obi Wan in mezzo alla lava (girato da Spielberg) è una roba meravigliosa (conclusione a parte).
È tanta roba nuova. Tanta roba nuova data coraggiosamente e rischiosamente a un pubblico che ne avrebbe voluta molto meno e che, probabilmente, avrebbe preferito una riproposizione di quanto già visto in precedenza. Ma Lucas era autore e creatore della sua saga. Era Dio, per quello che riguardava il suo universo, e come tale si comportava, caricandosi tutti i rischi. Anche quelli di sbagliare e scontentare i fan.
Episodio VII, invece, non si prende nessun rischio.
E’ il corrispettivo filmico di un nuovo disco dei Kiss o degli AC/D e da al pubblico esattamente quello che il pubblico vuole. E per questo che il film di Abrams sarà amato molto di più di quella imperfetta, rischiosa, sbagliata, odiata, seconda trilogia di papà Lucas.
Comunque sia e facendola breve, il film è godibile.
Più “piccolo” di quanto sarebbe stato lecito aspettarsi nella messa in scena (forse per colpa dell’occhio di Abrams, forse per un budget che non appare faraonico). La regia non annoia e pur avendo tanta carne sul fuoco, riesce a cucinarla degnamente quasi tutta.
Poche le scene dal grande impatto visivo (notevoli alcuni panorami nella primissima parte del film, la fuga del Falcon e l’arrivo degli X-Wing sull’acqua, il resto è davvero ordinaria amministrazione). Bravo tutto il cast, con un Ford enorme, un Boyega che si dimostra attore dall’enorme carica empatica, una Ridley particolarmente intensa e un Driver, in una parte non facile, davvero in forma. Il parco attori della pellicola è la cosa migliore del film (e non era per nulla scontato). Effetti speciali nella norma dello standard (alto) della ILM, sound design gradevole ma non significativo come quello di Episodio I o IV. Montaggio a tratti (nelle sequenze finali) incerto. Stranamente deludente lo score musicale di John Williams, composto praticamente solo di pezzi nuovi tutti poco incisivi (e per nulla epici).
Insomma, andate al cinema sereni. Ci sono il 90% di possibilità che amerete il film e detesterete questa recensione.
Per quello che riguarda me, avevo i biglietti per altre due visioni, ma credo che li regalerò e comprerò il blu-ray solo per questioni sentimentali.
Scusatemi, ma il cinema per me è cosa altra. Se vado in sala, preferisco vedere un film sbagliato piuttosto che la puntata di un serial giusta. Ma è limite mio. I tempi cambiamo e io invecchio.
A QUESTO LINK TROVATE LA BACHECA DEGLI SPOILER: potrete commentare liberamente e discutere il film.
QUI POTETE LEGGERE UN SECONDO COMMENTO SUL FILM.
Star Wars: Il risveglio della Forza fa il suo ingresso nelle sale italiane OGGI 16 dicembre 2015.
Nel cast troviamo un gruppo di “volti nuovi” (John Boyega, Daisy Ridley, Adam Driver, Oscar Isaac, Andy Serkis, Domhnall Gleeson, Max von Sydow, Lupita Nyong’o), oltre ad alcuni personaggi storici quali Harrison Ford (Han Solo), Mark Hamill (Luke Skywalker), Anthony Daniels (C-3PO), Peter Mayhew (Chewbacca), Kenny Baker (R2-D2) e Carrie Fisher (Leila). #IlRisveglioDellaForza
CLICCATE SULLA SCHEDA SOTTOSTANTE PER TUTTE LE NEWS E PER VOTARE IL FILM NEI PROSSIMI GIORNI