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16 dicembre 2015 • 09:26 • Scritto da Roberto Recchioni

TANTO TEMPO FA, IN UNA GALASSIA LONTANA LONTANA…. DI NUOVO

Roberto Recchioni commenta a caldo la visione di Star Wars: Il Risveglio della Forza, il nuovo capitolo della saga di Star Wars in uscita oggi in Italia. Ecco la sua recensione e una vignetta esclusiva.
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Star Wars: Il Risveglio della Forza – La recensione di Roberto Recchioni

Tranquilli: NON contiene spoiler.

Se dovessimo rappresentare il pubblico di Star Wars: Il Risveglio della Forza con un grafico a torta, ci sarebbe un grosso spicchio a indicare i fan hardcore (userei il termine “talebani” ma poi vi offendete), poi un altro grosso spicchio per un pubblico di giovani e giovanissimi che uno Star Wars al cinema non lo hanno mai visto, poi uno spicchio piuttosto consistente di pubblico casual (invogliato a vedere questo nuovo capitolo dalla massiccia campagna di marketing) e infine tutta una serie di spicchi più piccoli a rappresentare i semplici appassionati di cinema e le categorie miste. Data questa composizione variegata e tenendo ben chiaro in mente il costo complessivo dell’operazione Star Wars sostenuto da parte di Disney (non solo il budget del film e la sua pubblicità ma anche i quattro miliardi di dollari spesi per comprare la Lucas Film), era ovvio che il Guerre Stellari firmato da J.J Abrams aveva alcune istanze imperative da soddisfare.

– Doveva piacere ai fan duri e puri, delusi dai prequel, riconquistando la loro fiducia.

– Doveva essere fruibile come un nuovo inizio per i ragazzini nati dal ’90 in poi.

– Doveva rilanciare la storia, liberandosi dalle zavorre del passato per imporre nuovi volti e una nuova mitologia proiettata verso il futuro.

– Doveva essere facilmente fruibile, anche aldilà del fenomeno Star Wars.

E per questi ragionevoli e sensatissimi motivi, si è deciso non di fare un film nuovo o un sequel, quanto un bel remake-reboot.

No, non sto scherzando.

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Il film inizia come Una Nuova Speranza (il capitolo quattro della saga, il primo a essere mai girato, il film che ha dato vita a tutto), prosegue come Una Nuova Speranza e termina come Una Nuova Speranza. Specie nella prima parte, quando il timing delle scene e l’entrata in scena dei personaggi è assolutamente identico al film originale (con qualche angolo d’inquadratura diverso e piccole digressioni del tutto marginali), i due film sono praticamente sovrapponibili e, a dire la verità, funziona anche tutto piuttosto bene. Se vi sta bene di stare vedendo un remake-reboot, ovviamente. Qualcosa si inceppa nel mezzo e, soprattutto, nel finale, dove un’eccessiva compressione di certe sequenze sempre prese di peso dal capitolo originale, a causa dell’inserimento di alcune tracce narrative nuove, costringe a una forte compressione degli eventi che danneggia il tono epico e drammatico e fa apparire il film come infinitamente meno epico e spettacolare rispetto al capitolo del 1977. Sì, Meno spettacolare. Di un film di quasi quarant’anni fa.

Adesso fermi. Non uccidetevi.

Il film vi piacerà. E probabilmente vi piacerà MOLTO. A patto siate nella fettina giusta di quella torta di cui parlavamo all’inizio.

Se siete nello spicchio dei nuovi spettatori infatti, tutto vi sembrerà nuovo e bello.

Se siete nello spicchio degli spettatori casual, vi troverete davanti un prodotto (non ho scelto la parola a caso) ben confezionato che vi intratterrà per una serata e che scorderete tranquillamente domani.

Se siete fan hardcore, probabilmente amerete questo film perché vi darà esattamente quello che desideravate avere. Gli stessi personaggi (o delle varianti e dei mash-up di essi), gli stessi luoghi (è incredibile come l’universo di Star Wars si sia ristretto dal quarto capitolo in poi visto che in tutta la galassia sembrano esistere solo tre tipi di pianeti: quello desertico, quello nevoso, e quello coperto da foreste), la stessa progressione degli avvenimenti, gli stessi topoi narrativi, gli stessi colpi di scena. E le stesse battute. Sì perché, una gran parte dei dialoghi è proprio un rimando costante a cose che gli stessi personaggi hanno detto in altri momenti, o che hanno detto altri personaggi in contesti diversi e che, proprio per questo, vi faranno sorridere. Del resto, tutto il film non è altro che un costante strizzare l’occhiolino ai fan da parte di Abrams. Lui, del resto, è uno di “noi”.

Giusto? A parte che non è per nulla, in realtà. A meno che voi non siate un regista plurimilionario di Hollywood.

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Ma quindi, a chi è che non piacerà questo Star Wars? Credo che soddisferà poco quelli appassionati di cinema e basta. Quelli che si aspettano che un film sia la visione di qualcuno, e non una evidente ricerca di mercato. Quelli che vogliono guardare qualcosa di nuovo.

Adesso, chiariamo un punto: non è detto che “nuovo” significhi necessariamente “riuscito”, come Jar Jar Binks sta a dimostrare. Ma bisogna rischiare se si vuol fare qualcosa di significativo e Lucas, questo, lo ha sempre fatto. Con la trilogia originale (che ha cambiato per sempre il modo di fare e intendere il cinema nel mondo, influenzando l’immaginario collettivo dell’intero pianeta) e con la seconda trilogia (con esiti meno felici, anche se comunque rilevanti sotto il punto di vista visivo e produttivo). Abrams, no. Abrams è un fan e ha deciso di dare al fan quello che il fan voleva: una reiterazione del film originale, ovvero un remake. Ma non solo. Anche un reboot per tutte quelle generazioni e quei mercati che Star Wars ancora non lo conoscevano (tipo tutta la Cina, da poco diventata primo mercato cinematografico al mondo, paese dove la saga di Lucas non è mai arrivata nelle sale. Fino a oggi). In poche parole, Il Risveglio della Forza non è cinema, è un ipertrofico pilota di una nuova serie televisiva che non ci prova nemmeno a immaginare qualcosa, a creare delle visioni, a lasciare un qualche segno nell’immaginario. Si limita a svolgere il compito che gli è stato affidato: rilanciare il franchise presso gli appassionati, reintrodurlo per il pubblico nuovo.

E in questo senso, farò un’affermazione forte: sono meglio i film della seconda trilogia. Prendete Episodio I.

E’ un brutto film, giusto? Giusto.

Però è pieno di invenzioni visive. Ci sono i droidi da combattimento, la città sottomarina, mostri mai visti prima, un triello finale incredibilmente epico, effetti speciali e sound design allo stato dell’arte per gli anni in cui è uscito. Poi la sceneggiatura fa schifo e il film è pieno di magagne, ma la magia del cinema c’è.

Adesso prendete Episodio II.

È leggermente meglio di Episodio I ma rimane un film brutto. Però ci porta a volare per le strade di Coruscant e sotto la pioggia del suggestivo mondo di Camino. C’è il combattimento tra Obi Wan e Jango Fett e poi vediamo Yoda guidare la carica e usare la spada laser per la prima volta. E si conclude con la scena nell’arena, con decine e decine di Jedi che combattono. Quando mai si era vista una roba del genere?

Episodio III, a parte alcuni pesanti svarioni della trama, è quasi un buon film, specie se visto con l’audio originale e non funestato dal pedestre doppiaggio italiano.

Il combattimento spaziale in apertura è straordinario. La scena al teatro dell’opera con le medusone è di rara potenza drammatica e visiva, il combattimento tra Anakin e Obi Wan in mezzo alla lava (girato da Spielberg) è una roba meravigliosa (conclusione a parte).

È tanta roba nuova. Tanta roba nuova data coraggiosamente e rischiosamente a un pubblico che ne avrebbe voluta molto meno e che, probabilmente, avrebbe preferito una riproposizione di quanto già visto in precedenza. Ma Lucas era autore e creatore della sua saga. Era Dio, per quello che riguardava il suo universo, e come tale si comportava, caricandosi tutti i rischi. Anche quelli di sbagliare e scontentare i fan.

Episodio VII, invece, non si prende nessun rischio.

E’ il corrispettivo filmico di un nuovo disco dei Kiss o degli AC/D e da al pubblico esattamente quello che il pubblico vuole. E per questo che il film di Abrams sarà amato molto di più di quella imperfetta, rischiosa, sbagliata, odiata, seconda trilogia di papà Lucas.

Comunque sia e facendola breve, il film è godibile.

Star Wars Il Risveglio della Forza Full Trailer Fotogramma_opt (1)

Più “piccolo” di quanto sarebbe stato lecito aspettarsi nella messa in scena (forse per colpa dell’occhio di Abrams, forse per un budget che non appare faraonico). La regia non annoia e pur avendo tanta carne sul fuoco, riesce a cucinarla degnamente quasi tutta.

Poche le scene dal grande impatto visivo (notevoli alcuni panorami nella primissima parte del film, la fuga del Falcon e l’arrivo degli X-Wing sull’acqua, il resto è davvero ordinaria amministrazione). Bravo tutto il cast, con un Ford enorme, un Boyega che si dimostra attore dall’enorme carica empatica, una Ridley particolarmente intensa e un Driver, in una parte non facile, davvero in forma. Il parco attori della pellicola è la cosa migliore del film (e non era per nulla scontato). Effetti speciali nella norma dello standard (alto) della ILM, sound design gradevole ma non significativo come quello di Episodio I o IV. Montaggio a tratti (nelle sequenze finali) incerto. Stranamente deludente lo score musicale di John Williams, composto praticamente solo di pezzi nuovi tutti poco incisivi (e per nulla epici).

Insomma, andate al cinema sereni. Ci sono il 90% di possibilità che amerete il film e detesterete questa recensione.

Per quello che riguarda me, avevo i biglietti per altre due visioni, ma credo che li regalerò e comprerò il blu-ray solo per questioni sentimentali.

Scusatemi, ma il cinema per me è cosa altra. Se vado in sala, preferisco vedere un film sbagliato piuttosto che la puntata di un serial giusta. Ma è limite mio. I tempi cambiamo e io invecchio.

A QUESTO LINK TROVATE LA BACHECA DEGLI SPOILER: potrete commentare liberamente e discutere il film.

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QUI POTETE LEGGERE UN SECONDO COMMENTO SUL FILM.

Star Wars: Il risveglio della Forza fa il suo ingresso nelle sale italiane OGGI 16 dicembre 2015.

Nel cast troviamo un gruppo di “volti nuovi” (John Boyega, Daisy Ridley, Adam Driver, Oscar Isaac, Andy Serkis, Domhnall Gleeson, Max von Sydow, Lupita Nyong’o), oltre ad alcuni personaggi storici quali Harrison Ford (Han Solo), Mark Hamill (Luke Skywalker), Anthony Daniels (C-3PO), Peter Mayhew (Chewbacca), Kenny Baker (R2-D2) e Carrie Fisher (Leila)#IlRisveglioDellaForza

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14 commenti a “TANTO TEMPO FA, IN UNA GALASSIA LONTANA LONTANA…. DI NUOVO

  1. Sarò uno di quelli che lo vedranno stasera, quindi non posso ancora né smentire, né confermare quanto scritto dal buon Roberto, che apprezzo molto come autore. Sicuramente, da fan hardcore, rimarrò comunque affascinato da questo film, ben consapevole del taglio che tutta l’operazione disneyana può aver preso da qui in avanti.

    Mi preme però dire il mio pensiero sui prequel, giudicati “migliori” solamente in quanto “innovativi”. In primis, Lucas ha avuto molto più gioco facile a fare l’innovativo, dovendo narrare eventi precedenti alla sacra trilogia. Le uniche cose da rispettare erano: Anakin diventa Vader, Palpatine prende il potere, Luke e Leila, Obi Wan e Yoda in autoesilio. Per il resto… via libera ad un mondo di luci, colori, razze e toni totalmente nuovo, spesso puerile, per nulla drammatico e in certi passaggi simile ad un videogame, come gran parte delle sguaiate sequenze aggiuntive inserite nel 1997 dal primo restyle della trilogia originale.

    La battaglia Jedi di Episodio 2, cioè quell’arcobaleno visivo di omini che volano a destra e sinistra in mezzo a droidi e mostri, poteva anche essere innovativa, ma ad uno cresciuto con i tesissimi duelli dialogati tra Luke e Vader, padre e figlio (o “assassino del padre” e “figlio ignaro” in Episodio V), questa innovazione cosa ha mosso nel cuore? Nulla. Il duello tra Obi-Wan e il padre di Boba Fett con la sua stessa armatura ma colori diversi, che altri non è che “uno da cui poi sono derivati tutti i cloni” (inspiegabilmente ben più goffi e metodici), cos’è se non un aggancio forzato ad un personaggio che ai tempi della trilogia originale Lucas aveva trattato pochissimo (e fatto fuori in modo comico!) ma che poi è divenuto enorme solo grazie all’universo espanso? Non è fanservice, questo? Vedere Yoda trattato come un acrobata da circo nei prequel solamente trent’anni prima di ritrovarlo morente e lento su Degobah, non è un’esagerazione videoludica iper forzata?

    JJ Abrams è dovuto partire da presupposti ben diversi. Un universo lacerato, sporco e marcio come PARTE del suo fascino e della storia, non come “l’ho fatto così solo perché negli anni 70 non avevo i mezzi – ma se avessi potuto avrei fatto i prequel” di Lucas. Un conflitto che vada oltre i drammi familiari della famiglia Skywalker e, soprattutto, un Episodio VII scritto e annunciato già sapendo che ci sarebbe stato anche Episodio XX fra 50 anni. Quando Lucas ha fatto il primo Star Wars lo ha reso fatto e finito, perfettamente autoconclusivo, non sapendo minimamente se pubblico e critica gli avrebbero concesso di andare avanti nelle sue visioni (realizzate poi da altri due registi). Si è giocato il tutto per tutto e poi è tornato, coi miliardi, a produrre quel capolavoro di Episodio V sceneggiato e diretto da altri. Questo Episodio VII, quindi, andrebbe valutato come primo step dei prossimi due, e così facendo gli si perdonerebbe anche un’eventuale mancanza di dramma o urgenza, destinate (si spera) a venire dopo…

  2. Roberto sono talmente d’accordo con te da essere in disaccordo. Sono uno di quelli che ha avuto così tanto quello che voleva da non avere la lucidità per portare a termine una analisi puntuale e condivisibile come la tua, compreso l’elenco di quello che meritava del I, II e III. Anche nel considerare la differenza tra Dio e JJ, tra un film e un prodotto. Stiamo sicuramente invecchiando e a me ha fatto piacere tornare bambino. E sono convinto che questo sia quello che serviva.

  3. Mi è piaciuto per il semplice fatto che forse quest’estate ho visto la mostra Star wars identities che rende omaggio a questa grande saga sotto ogni aspetto.In effetti il film non ha nulla di stupefacente per chi è abituato ad andare più di una volta alla settimana al cinema e da lungo tempo.Nel film ci sono tanti dettagli “unici” che visti con occhi esperti e distaccati dal contesto narrativo lo rendo un’opera ricercata e di cui posso dire anche tranquillamente di aver esordito con uno sbadiglio a metà film, però è vero che al cinema ci si rilassa se no che senso avrebbe uscire di casa.Il film lo consiglio per il semplice fatto che non mi pare ci siano altri film che possano piacevolmente riunire socialmente nella visione di un film: piccoli,giovani, maturi e anziani……questo è il vero punto di forza di Star Wars

  4. il classico commento “recchione”:

    accusare che un film è fatto per fare soldi. MA NOOOO? COSA DICIIII? invece orfani o le altre ca*ate che scrivi sono arte.

    accusare un film di essere un pilot. come se le serie TV oggi non fossero l’avanguardia culturale del mondo audiovisivo.

    Quando ti cacciano da bonelli, recchiò?

  5. Sono completamente d’accordo con Roberto. Grandissima fan della serie, ho visto il film, e mentre lo guardavo non ho provato nessuna emozione, una visione completamente sterile. Si bel film, bravissima recitazione, ma è alla fine un bel prodotto nulla di più.
    E concordo anche per quanto riguarda il confronto con la prima trilogia, tanto odiata. Quei tre film raccontano qualcosa di nuovo, mostrano qualcosa di nuovo, qui no, alla fine vedi sempre la stesso cosa, stakes più alte si, ma non è l’effetto nostalgia che volevo vedere, non mi basta un ‘siamo a casa’ per accontentarmi

  6. Nel complesso, l’ho trovato un punto di (ri)partenza fantastico. Sì, è vero, ci sono molte autocitazioni e a tratti umorismo auto-parodistico (stile Indy 4). È vero, il cattivone principale lascia spiazzati per la sua “cafonaggine”. È vero, Williams non eccelle più di tanto e a tratti il doppiaggio l’ho trovato imbarazzante (Poe). Tutto cinetico, alcuni passaggi sfumati, poco approfonditi, con una perenne “attesa” per qualcosa di tosto. MA non capisco come sia possibile rimanere indifferenti o sterili, o parlar di assenza di “epica”, DOPO il confronto principale, la carezza sul volto e il duello drammatico e violento con le spade. Da lì il film decolla e pone le basi per il cambiamento più importante della saga dal 1983, senza contare tutto ciò che riguarda Luke e come è stato (epicamente) trattato. Da lì, appunto, c’è stato un GROSSO risveglio.

  7. D’accordo in parte con la recensione. E’ sbagliato tentare di salvare questa bufala pazzesca. E’ l’esempio più attuale di come si sta rischiando di distruggere il cinema mondiale, lasciando l’autorialità e l’essenza stessa della settima arte solo nei pochi film da festival cinematografico europeo. Questa operazione nostalgica e di mero marketing speculativo dovrebbe essere denunciata e boicottata da tutti i critici, più o meno seri.

    P.S: e’ vero che la seconda trilogia (il prequel) dopo questa film (e forse tutta la trilogia) verrà riscoperta nella sua forza e nel suo coraggio. Almeno ha avuto un ruolo positivo queste pessimo esempio di fare cinema …

  8. …sembrava tutto vero, la prima volta in cui è comparso il primissimo teaser. Solo pochi secondi, ma…che magia. E che mistero, che attesa. “Basta con la compueter grafica, qua si ritornano a fare le cose come una volta, miniature, animatroni.” La speranza aumenta, il cuore si scalda, gli occhi palpitano vogliosi di vedere di più.

    E quel “più” arriva.

    Il trailer definitivo compare, ed è epifania. Ma…una voce dentro di me, da tempo dimenticata, mi mette in guardia. C’è qualcosa che non va, ed è insieme impercettibile ma evidente la sensazione di lieve disagio che mi da l’ascoltare quella voce che mi bisbiglia cattiva “Non sarà un bel film”.

    E poi, che è successo? Vittima di una enorme distorsione cognitiva, esco dal cinema con la pancia piena di tristezza e delusione, e con la testa che mi continua a dire “Ma no, è un bel film, guarda che belli gli effetti visivi, hai assistito a un evento storico, bravo JJ Abrams, altro che Lucas…”
    Altro che Lucas.

    Invito tutti a vedere dopo questo film l’Episodio I. Io l’ho fatto, non lo vedevo da quindici anni. E, mentre lo si guarda, pensare a come sarebbe potuta essere la nuova trilogia se non fosse stata sporcata da tonnellate di computer grafica pacchiana e primitiva. Sarebbe stata un capolavoro.

  9. Caro Roberto, condivido pienamente la tua recensione. Posso dire di far parte dello spicchio dei “talebani” di Star Wars, e per quanto abbia apprezzato l’esercizio di ricucitura e di estenuante continuità con la “vecchia trilogia” (stessi personaggi, location, perfino stessi costumi…) mi aspettavo qualche sforzo in più sulla storia.
    Mi chiedo se non sarebbe stato meglio fare un vero e proprio remake, piuttosto che far ripercorrere la STESSA IDENTICA VICENDA a una generazione di distanza. Altrimenti è come dire che tutta la vicenda di Anakin, del predestinato, l’equilibrio nella forza, la sconfitta del lato oscuro non sono servite a nulla?? La generazione successiva ancora subisce l’oppressione dall’esercito ex-imperiale e una guerra civile con gli stessi ruoli e gli stessi rapporti di forza??
    Concordo con Roberto che nel complesso il film è godibile, al di la delle resistenze ci riesce a strappare qualche sorriso e iniettare qualche placebo per le nostre aspettative. Rivedere il Falcon volare è innegabilmente una morfina anche per un talebano duro e puro. Ma ripeto, speravo di piu’.
    Peraltro appartengo probabilmente a uno spicchio dello spicchio, quello dei talebani “impuri” a cui la seconda trilogia (episodi I, II, III) è realmente piaciuta. Anche per i motivi che hai riportato tu.

  10. Sono completamente d’accordo. Molto più interessante la trilogia prequel. La speranza è che, avendo citato il citabile, dall’episodio VIII cominceranno a dire qualcosa di nuovo.

  11. Sono molto d’accordo con la recensione, ma alla fine l’ho trovato piacevole. Il citazionismo è smaccato fino ad essere fastidioso.
    Non mi è piaciuta nemmeno quella certa fretta che ha usato Abrams per mettere al suo posto tutti i personaggi, che interagiscono tra di loro come vecchi amiconi in un nonnulla.
    E non mi sono piaciute nemmeno, a livello di sceneggiatura, le coincidenze o “botte di fortuna” che semplificano troppo la trama.
    In particolare, ma ha infastidito la sequenza finale (o quasi-finale): l’omaggio a Una nuova speranza è eccessivo e inutile: il focus della trama era chiarito bene fin dall’inizio e quell’enorme fan service non serviva.
    Nondimeno: bravi attori, finalmente un bel cattivo (cosa rara nella Hollywood di oggi), azione, dialoghi decenti.
    E mi chiedo: è possibile creare qualcosa di fresco e innovativo partendo da una saga che di suo ha un tale peso nell’immaginario collettivo? Sarebbe come scrivere qualche nuovo canto della Divina Commedia sperando che risultino freschi e originali.
    Nondimeno: si poteva essere più coraggiosi: si poteva alzare il livello dello scontro e creare un nemico che mettesse in gioco l’esistenza stessa della forza nella sua totalità, e costringesse lato luminoso e oscuro a cooperare. Creare qualcosa di molto più sfumato, con del grigio, con dei dilemmi, con della reale “paura”.
    Ma forse non era più una cosa Disney…

  12. “Hanno voluto fare un film rétro. Non mi piace. Ho lavorato duramente per realizzare ogni film in modo completamente diverso, con diversi pianeti, diverse astronavi, per renderlo sempre nuovo”. In un’intervista a Charlie Rose per The Hollywood Reporter, George Lucas, creatore di Star Wars, boccia il settimo capitolo della saga.
    Incredibile, ma hai praticamente anticipato le critiche di Lucas stesso.

  13. Grazie per aver avuto il CORAGGIO di dire la verità!!! Finalmente qualcuno che ha il fegato di dire le cose come stanno!!!
    Un enorme luna park messo in piedi per fare soldi con zero idee originali!!!!

    Bravo Rrobbe!!!

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