Visto che ultimamente abbiamo tirato in ballo In Time, prossimo thriller fantascientifico di Andrew Niccol (qui la conferenza, qui il panel del Comic-Con), torniamo indietro di 14 anni fino al 1997, anno che vide l’uscita di Gattaca, considerato uno dei migliori esempi di sci-fi moderna.
La storia ruota intorno a Vincent Freeman (Ethan Hawke), che in un vicino futuro in cui l’eugenetica è prassi, è stato concepito alla vecchia maniera anziché in provetta come suo fratello Anton. Questo lo porta, da adulto, a subire una forte discriminazione da parte dei “validi”, coloro la cui perfezione genetica consente di accedere ai massimi livelli della società. Vincent però ha un sogno: vuole diventare un astronauta, e una minuzia come la sua imperfezione non gli impedirà certo di realizzarlo. Così “compra” l’identità di Jerome Eugene Morrow (Jude Law), un valido rimasto paralizzato. Grazie ai suoi campioni di DNA, capelli, tessuto e urine, riesce a superare i test per entrare in Gattaca, la corporazione spaziale più importante al mondo. Ma un omicidio sulla cui scena viene trovato del DNA impuro rischia di mettere in pericolo la sua copertura…
Gattaca, per quanto molto più recente rispetto ai film che trattiamo abitualmente in questa sede, è da considerare un classico senza alcun dubbio: la sua capacità di trattare temi alti attraverso il mezzo del cinema spettacolare lo rende già di per sé un’opera in grado di non sfigurare davanti ad altri capitoli memorabili della narrativa distopica. Il film fonde, come Blade Runner, sci-fi e noir, ed è per questo ancora più affascinante. L’insuccesso al botteghino non ha impedito che Gattaca diventasse negli anni un cult, basti pensare che detiene un impressionante 82% nell’aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes.
A seguire, un uomo e il suo sogno…
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GRANDE FILM !
Sia nella componente thriller , perchè tiene incollati allo schermo come pochi.
Sia nel genere fantascienza , le cui tematiche sono esposte senza alcun effetto speciale in ausilio.
FANTASCIENZA CONCETTUALE PURA !!
( il solo manifesto del pianista all’interno del film basterebbe a condensarne tutta la tematica sociale ).
Grande fiducia in Niccol quindi per IN TIME.
( comunque anche S1Mone meriterebbe di essere ricordato/rivalutato )
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Andrew Niccol ritorna al genere che gli appartiene: deve farsi perdonare Lord of War, uno scivolone che non è proprio riuscito, forse perchè ha provato ad esplorare territori diversi e meno sicuri. Concordo con l’articolo e con Davide.
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GRANDIOSOO
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