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Di Andrea Suatoni

I contenuti originali Netflix ci hanno abituati ad uno standard di qualità molto elevato, ormai metro di paragone per il mondo seriale mentre anche dal lato cinematografico, sicuramente in media molto più carente, si affacciano timidamente dei grandissimi successi (basti pensare alla vittoria di Roma di Alfonso Cuarón durante l’ultima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia). La quantità di produzioni originali Netflix, che oltrepassando serie e film spaziano fino a documentari, reality, stand-up comedy ed altro ancora, è aumentata esponenzialmente nei pochi anni di attività della piattaforma online, e scegliere solamente dieci contenuti per una classifica è stata un’impresa davvero titanica. In particolare, va escluso dal novero della scelta tutto ciò che viene denominato Original ma è invece solamente distribuito da Netflix, come le serie Better Call Saul o Star Trek; allo stesso modo, vanno escluse le serie che seppur originali in senso stretto non fanno parte attualmente del palinsesto italiano perché parte di accordi con altre reti (come House of Cards).
Con queste premesse e dopo attenta analisi, ecco la nostra Top 10!

10 – 3 %

La prima serie brasiliana di Netflix ha presentato circa 2 anni fa una prima stagione totalmente spiazzante. Una carenza di mezzi che aveva quasi del ridicolo veniva sfruttata appieno da una trama che prediligeva spazi chiusi e angusti (e spesso maliziosamente simili a loro stessi…), una serie di attori che sembravano essere stati pescati dalla strada all’ultimo momento ma – nella maggior parte dei casi – dannatamente efficaci, una distopia non totalmente originale ma narrativamente ineccepibile e delle dinamiche alla Hunger Games psicologico incredibilmente intriganti.
Passata quasi inosservata ai più, 3% raccontava nella prima stagione la storia di un gruppo di ragazzi intenti a superare un particolare esame attitudinale, offerto a tutti per legge una sola volta nella vita, unica via per arrivare alle classi alte della società. Nella seconda stagione dello scorso anno, figlia di un’accoglienza più che positiva da parte del pubblico, i protagonisti – divisi fra chi è riuscito a passare e chi no – di 3% si sono mossi su un terreno costruito su di un budget produttivo molto più elevato, ottimo per colmare i difetti tecnici della serie ora diventata un vero e proprio must. E’ attesa durante il nuovo anno una terza stagione.

9 – OKJA

Il pubblicizzatissimo film Netflix con protagonista un simpatico “supermaiale” racconta la storia di un’amicizia singolare quanto commovente, fra una ragazzina solitaria ed il suo “animaletto” da compagnia. Un cast d’eccezione, che comprende Tilda Swinton, Jake Gillenhall e Giancarlo Esposito, per una storia che dietro gli approcci quasi favolistici cela, solo per chi vuole vederla, una severa critica sociale.

8 – QUEER EYE

Il nuovo format di Queer Eye (che non a caso perde la coda For the straight guy) crea un programma di alto livello ripartendo completamente da zero: uno show malizioso e buonista quanto basta per raccontare storie più commoventi e socialmente impegnate che divertenti e spensierate. I nuovi Fantastici 5, i cinque omosessuali che di episodio in episodio irrompono nelle vite di una persona in particolare, non si limitano più a rifare il look del fortunato di turno, ma indagano – grazie ad un casting perfetto e ben pensato -gli aspetti più profondi e malinconici della sua vita per arrivare ad esprimere ogni volta una morale fin troppo costruita ad arte ma ad ogni modo sempre intensa e politically correct.

7 – DARK

La serie fantascientifica proveniente dalla Germania che ha stregato il mondo intero: Dark introduce in punta di piedi dinamiche di viaggio nel tempo perfettamente studiate, imprevedibili quanto perfettamente logiche, catapultando lo spettatore su 3 diversi piani temporali la cui confusione iniziale cede a mano a mano il passo ad un puzzle ben definito del quale, all’indomani della prima stagione, non sono stati ancora composti tutti i pezzi. La storia coinvolge moltissimi personaggi, alcuni dei quali presenti in diverse vesti (o meglio, in diverse età), ognuno con un segreto da nascondere. Moltissime aspettative per la seconda stagione della serie, che arriverà probabilmente verso la fine del 2019.

6 – BLACK MIRROR (Stagioni 3 e 4)

E’ da notare che le due stagioni finora edite da Netflix, che ha raccolto la serie al terzo anno dalla sua nascita, abbiano subito un calo qualitativo (riguardo la scrittura) rispetto alle prime due, che contengono finora i migliori episodi della serie; nonostante ciò, Black Mirror (qui intendiamo solamente la parte di Black Mirror che è nata da Netflix) rimane uno dei migliori show originali della piattaforma online.
Gli episodi, antologici ed autoconclusivi, ospitano spesso star di alto livello (da Bryce Dallas-Howard ad Hannah John-Kamen, passando per la regia di Jodie Foster) e raccontano inquietanti storie di futuri prossimi distopici, dove l’abuso della tecnologia crea dei contesti perfetti per spaventare lo spettatore ma allo stesso tempo per farlo riflettere.

5 – STRANGER THINGS (Stagione 1, con riserva)

La serie rivelazione del 2016 riesce ancora a far parlare di sé: innegabile che ad essa vada attribuita gran parte del merito della diffusione a largo spettro di quella rinascita anni ’80 che tanto piace agli spettatori negli ultimi tempi e che moltissime grandi produzioni hanno poi continuato a sfruttare.
La prima stagione di Stranger Things catapultava il pubblico nella cittadina di Hawkins e soprattutto nel Sottosopra, rifacendosi ad antiche dinamiche di gioco di ruolo e ponendo al centro della scena un gruppo di adorabili ragazzini in lotta contro un mostro da un’altra dimensione (ma anche contro mostri, ben più terreni, accanto a loro…)
La combinazione di mistero, ricercatissima ricostruzione storica e teen-drama, unita ad un’impostazione sostanzialmente horror e dei personaggi perfettamente caratterizzati ha fatto di Stranger Things un cult immediato. La seconda stagione della serie ha però rimescolato le carte in tavola, abbassando notevolmente il livello dello show: la quinta posizione in questa classifica è calcolata sulla sola prima stagione della serie, da vedere come un’opera compiuta e perfetta. Senza andare oltre. Ma chissà che la terza stagione in arrivo non sia in grado di tornare agli antichi fasti…

4 – MINDHUNTER

Un piccolo gioiello che vanta fra i suoi produttori figure di spicco come David Fincher o Charlize Theron: Mindhunter è un thriller psicologico vestito da crime-drama, realizzato in modo impeccabile e capace di rapire anche lo spettatore più lontano dal genere. Merito di una fotografia ed una regia ambiziose e brillanti, a fare da contraltare ad un lavoro di scrittura sui personaggi a dir poco perfetto. La seconda stagione, con un nuovo serial killer a cui dare la caccia, è attesissima.

3 – ORANGE IS THE NEW BLACK

Uno dei primissimi show originali di Netflix, che merita a pieno titolo il posto sul podio: basata sulla reale testimonianza di Piper Kerman dopo un anno in una prigione di minima sicurezza, la serie racconta le vite e le disavventure di un variegato gruppo di detenute, ponendo un critico accento sulla condizione delle carceri statunitensi.
Orange is the New Black rappresenta il trionfo della narrazione corale: una moltitudine di personaggi popolano le scene della serie, ed ognuno di essi riesce a portare avanti la sua storia personale ed a suo modo ad accaparrarsi l’affetto dello spettatore. I toni femminili ma non strettamente femministi, i dialoghi serrati e le situazioni tragicomiche dipinte da OITNB hanno portato lo show fino alla sesta stagione, e mentre una settima è già in produzione la serie non mostra alcun segno di cedevolezza.

2 – THE CROWN

La produzione più costosa di Netflix, capace di far impallidire anche il budget di Game of Thrones: la serie a carattere storico The Crown vale sicuramente quanto speso, per un grandioso progetto che rappresenta con tutta probabilità la serie live-action migliore della piattaforma online. Si tratta della narrazione, romanzata ma fedelissima riguardo gli eventi storici considerati, della vita della regina Elisabetta II d’Inghilterra, fin da prima della sua incoronazione. Pensata in un totale di 6 stagioni, i fan sono in trepidante attesa della terza, che vedrà un totale cambio del cast: ogni stagione è infatti ambientata in un periodo temporale diverso, e con l’avanzare degli anni anche gli attori scelti per interpretare Elisabetta, i suoi familiari e le varie personalità politiche che la attorniano cambieranno ogni 2 stagioni. Dopo la magistrale prova di Claire Foy, sarà Olivia Colman a raccogliere il testimone per mostrarci una regina ormai alle soglie della mezza età.

1 – BOJACK HORSEMAN

Non fatevi ingannare dai disegni semplicistici e dalla presenza di animali antropomorfi: Bojack Horseman non solo non è animazione per bambini, non solo è considerato – a ragione – il miglior prodotto originale di Netflix, ma si tratta addirittura per molti (compreso chi scrive) della miglior serie mai andata in onda.
Difficile inserire le vicende di Bojack, ex attore di sit-com ormai in declino e totalmente incline alla depressione, all’interno di un genere ben preciso: black comedy, dramedy o quel che sia, Bojack Horseman è una parabola cruda e cinica su ciò che significa – e come e perché sia impossibile – essere felici. Un must per tutti, ma da approcciare tenendo ben chiaro in mente che ogni singola frase, ogni singola situazione, ogni singolo personaggio celano un sottotesto non semplicissimo da cogliere ma imperdonabilmente imperdibile.