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IAN FLEMING

1953.
Jamaica. Tenuta Goldeneye.
Ian Fleming, dopo l’imprevisto successo di pubblico e critica dei suoi primi romanzi con protagonista la spia internazionale James Bond, sta completando le ricerche per il terzo.

Si intitolerà Moonraker e avrà come tema la corsa allo spazio che, in quegli anni, sta iniziando a diventare di gran moda. Lo scopo di Fleming è quello di scrivere una storia adatta per il cinema dopo che varie major, pur interessandosi alle sue creazioni, hanno ritenuto che la seconda avventura dell’agente 007 (Live and Let Die) non si prestasse per un adattamento cinematografico. Fleming concepisce quindi Moonraker prima come uno screenplay che, solamente in un secondo tempo, decide di trasformare in un romanzo vero e proprio. La storia, pur essendo tutta ambientata in Inghilterra (a differenza delle precedenti avventure di Bond che presentavano scenari più esotici) lascia largo spazio a momenti estremamente spettacolari, mettendo in scena un tema di gran moda e attualità in quegli anni: la corsa allo spazio. Fleming, inoltre, mette a frutto la sua esperienza come ufficiale dell’Intelligenze inglese durante la Seconda Guerra Mondiale per raccontare il nuovo grande conflitto in cui ormai è sprofondato il mondo: la Guerra Fredda.

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