Con tutto il polverone sollevato da It Ends With Us, al centro di una famigerata battaglia legale tra Blake Lively e Justin Baldoni, l’enorme successo del film e dei libri di Colleen Hoover passa quasi in secondo piano. Eppure, Hoover è tra i nomi di punta del romance contemporaneo, genere che unisce la vecchia tradizione dei romanzi rosa con lo young adult, e prospera soprattutto grazie al passaparola su TikTok: un vero e proprio circuito promozionale alternativo, dove le scrittrici spesso partono dall’autopubblicazione (come la stessa Hoover) per poi entrare nel mercato editoriale mainstream, vendendo milioni di copie in tutto il mondo. Gli studios cine-televisivi se ne sono accorti da tempo, ma Regretting You è solo il secondo libro dell’autrice texana ad approdare sul grande schermo, peraltro con un budget addirittura superiore rispetto a It Ends With Us. Non che si noti molto: il film di Josh Boone (già attivo nello young adult con Colpa delle stelle) ha la medesima aria svagata di una produzione Netflix, e si riduce a poche ambientazioni ricorrenti.
In effetti, la trama si svolge in una cittadina del North Carolina dove tutti conoscono tutti, e le vite dei personaggi sembrano legate al binomio casa-scuola. L’incipit ci riporta al 2006, mentre una radio annuncia When You Were Young dei Killers come se fossimo in un flashback di Bojack Horseman: la diciassettenne Morgan Davidson (Allison Williams, ringiovanita con uno straniante lifting digitale) è incinta del fidanzato Chris (Scott Eastwood), e lo confida a Jonah (Dave Franco), fidanzato di sua sorella Jenny (Willa Fitzgerald). È chiaro che Jonah prova qualcosa per Morgan, e che i due – tranquilli, riflessivi, un po’ timidi – hanno più in comune l’uno con l’altra che con i rispettivi partner. Facciamo un salto di diciassette anni: Morgan è ora sposata con Chris, e la figlia Clara (Mckenna Grace) sta per concludere il liceo. Jenny e Jonah sono tornati insieme dopo una lunga separazione, dovuta al fatto che Jonah aveva lasciato la città per ragioni misteriose; hanno appena avuto un figlio, il piccolo Elijah. Intanto, Clara dà un passaggio a Miller (Mason Thames), il ragazzo più popolare della scuola, e comincia ad accarezzare l’idea che possa nascere qualcosa tra loro, nonostante Miller sia già impegnato. La situazione precipita quando Chris e Jenny muoiono nello stesso incidente d’auto, confermando i nostri sospetti iniziali: avevano una relazione. Così, mentre Clara resta all’oscuro del tradimento e viene aiutata da Miller ad affrontare il lutto, Morgan e Jonah si sostengono a vicenda, riscoprendo la loro vecchia intesa.
Tutto questo avviene all’inizio del film, ed è semplicemente l’innesco della storia, che si dipana come la più classica commedia romantico-drammatica. Peccato che l’intreccio non stia in piedi: l’allontanamento di Jonah è una forzatura narrativa, e lo stesso vale per l’ingenuità di Clara, che non si pone domande sulla morte del padre e della zia (i quali non avevano nessun motivo di viaggiare insieme); analogamente, la popolarità di Miller non ha alcuna giustificazione, e cosa faccia Morgan per vivere resta un mistero. Il romanzo di Hoover e la sceneggiatura di Susan McMartin – la stessa del primo After, per restare in tema romance – sfruttano la gratuità di questi espedienti per apparecchiare il dramma, condito dal solito “tira e molla” dei legami amorosi e parentali. A tratti, il lato romantico non è neanche malaccio, e potrà soddisfare chi cerca la frase giusta al momento giusto, le grandi dichiarazioni e dimostrazioni d’affetto: è ovvio che Hoover conosce le sue lettrici, sa cosa vogliono e cosa sognano. L’alchimia tra i personaggi è pero scarsa, soprattutto fra gli adulti, con l’aria costantemente spaesata di Allison Williams e le faccette goffe di Dave Franco. Un po’ meglio la coppia adolescente, dove McKenna Grace si emancipa dai ruoli infantili, e Mason Thames conferma la sua bravura dopo i recenti Dragon Trainer e Black Phone 2.
A divertire – seppur involontariamente – è però la retorica “educativa” del film, da cautionary tale in piena regola. La relazione extraconiugale è punita con la morte dei due fedifraghi; i comportamenti autodistruttivi di Morgan e Jonah (che vivono il lutto bevendo e accampandosi davanti alla TV spazzatura) vengono prontamente stigmatizzati; mentre gli esperimenti di Clara con l’erba sfociano nel disgusto più immediato. Ogni elemento contribuisce a offrire un quadro rassicurante per il ceto medio statunitense, anche sul piano etnico-sociale: i protagonisti sono tutti bianchi, e le uniche eccezioni (Lexie ed Efren, migliori amici di Clara e Miller) sono relegati a spalle comiche. Il film ideale per la seconda presidenza Trump? Probabilmente non c’entra nulla, ma la coincidenza è quantomeno curiosa.
Immaginando un triangolo amoroso nell'oltretomba, il regista David Freyne rilancia le rom-com di matrice fantastica, mentre alimenta una visione ordinaria dell'amore.
Il meglio della carriera di una star che ha segnato un momento unico nel cinema americano.
Yvette Merino, premio Oscar per Encanto, ha presentato Zootropolis 2 a Roma insieme al cast vocale italiano.