Avatar: Fuoco e cenere ha appena concluso il suo primo fine settimana nelle sale, portando a casa a oggi 345 milioni di dollari in tutto il mondo. La domanda che negli ultimi giorni James Cameron si è sentito rivolgere più spesso è stata: “E ora?”. In varie interviste, il regista canadese ha ribadito che il futuro della saga è evidentemente legato all’accoglienza che verrà riservata in questa e nelle prossime settimane ad Avatar: Fuoco e cenere. Perché si vada avanti – i film previsti nella saga sono cinque, e parte del materiale per il quarto è stata già girata – è ovviamente necessario che questo terzo capitolo incassi abbastanza, dove quell'”abbastanza” si stima si aggiri sul miliardo di dollari. Il primo Avatar è arrivato a 2,923 miliardi (maggior incasso al cinema di sempre), il secondo a 2,343.
Ai microfoni di The Hollywood Reporter, Cameron ha detto che dal risultato al botteghino del film si capirà se l’esperienza al cinema è meno importante oggi per il pubblico, o se al contrario è “sempre forte, ma solo per determinati tipi di film. Ora come ora, è come lanciare una moneta. Sapremo com’è andata solo a metà gennaio”.
Ma Cameron non ha in cantiere per il proprio futuro solo Avatar, e ha parlato in più interviste di alcuni progetti dalla portata minore a cui gli piacerebbe dedicarsi, visto che l’età (71 anni) non gli permette di pianificare a cuor leggero i prossimi 20, 25 anni di attività. Interessante, a tal proposito, la risposta che ha dato nella citata intervista su THR su ciò che lui spera accada davvero con il terzo Avatar: “Sono a un bivio. Voglio che sia un grande successo e continuare così con altri due film di Avatar? O in realtà voglio che vada male, così che io possa dedicarmi a qualcos’altro?”
Si parla del resto da tanto di come James Cameron avrebbe potuto fare e dare tanto altro al cinema, in tutti questi anni legati al franchise di Avatar. Su Reddit si è sviluppata una lunga discussione che, conteggiando anche i due prossimi capitoli, partiva da questa traccia: “Qualcun altro pensa come me che sia uno spreco concentrare il talento di James Cameron per più di 35 anni su Avatar?”
Tesi che a Cameron, comprensibilmente, non fanno molto piacere. A quella domanda, ha risposto piccato che questi fan possono diventare filmaker quando vogliono e affrontare questo tipo di decisioni, oppure chiudere il becco: “È una decisione mia, non loro. È come dire ‘non vorrei che quella tizia fosse stata sposata con quel tizio così a lungo’. Non sono affari loro”.
All’ennesima domanda sui “progetti per il futuro”, questa volta di USA Today, Cameron ha svicolato con garbo: “Rifacciamo questa intervista tra un anno e vi dirò quali sono i miei piani”. Ma continuare a sperare nel concretizzarsi di uno dei tanti progetti che Cameron non ha potuto o voluto condurre in porto negli anni è ovviamente lecito. C’è qualcun altro che vorrebbe vedere il suo Solaris o un nuovo Aliens?
Dopo la parentesi "solitaria" di Tolo Tolo, Buen camino segna il ritorno al cinema di Checco Zalone con Gennaro Nunziante, la coppia che ha spaccato il box office italiano.
Hugh Jackman e un beeel mistero.
Il Natale come non l’avete mai visto: cinque film horror che trasformano luci, tradizioni e buoni sentimenti in incubi oscuri, tra classici e visioni estreme.