Cinema

Checco Zalone e Gennaro Nunziante, la coppia d’oro del cinema italiano torna insieme per Buen camino

Dopo la parentesi "solitaria" di Tolo Tolo, Buen camino segna il ritorno al cinema di Checco Zalone con Gennaro Nunziante, la coppia che ha spaccato il box office italiano.

Pubblicato il 19 dicembre 2025 di Lorenzo Pedrazzi

Nove anni, ma sembra una vita intera. L’ultima collaborazione tra Checco Zalone e il regista Gennaro Nunziante risale al 2016, quando Quo vado? ha frantumato ogni record del cinema italiano al box office nazionale, superando persino il loro film precedente (Sole a catinelle, del 2013). Da allora, la pandemia di Covid ha dilatato la percezione del tempo trascorso, e Zalone ha fatto capolino sul grande schermo un’unica volta con Tolo Tolo (2020), suo debutto alla regia. Per il nuovo film – Buen camino, nelle sale dal 25 dicembre – il comico pugliese è tornato però ad affidarsi a Nunziante, ricostituendo la coppia che tanta fortuna ha portato a entrambi.

Un doppio esordio

Il loro primo film, Cado dalle nubi, è stato un debutto per entrambi. Nel 2008, Checco Zalone (pseudonimo di Luca Medici) è già un comico di successo grazie a Zelig, ma il pubblico italiano lo conosce anche per la canzone Siamo una squadra fortissimi, pubblicata prima dei Mondiali del 2006: indubbiamente di buono auspicio, considerando il risultato finale. L’intuizione di portarlo al cinema è di Pietro Valsecchi, fondatore di Taodue. I film con i comici televisivi solitamente vanno bene al botteghino, e inoltre Zalone ha un valore aggiunto, essendo anche un cantautore satirico: quindi, perché non provarci?

Insieme a Gennaro Nunziante, con cui aveva lavorato qualche anno prima a Telenorba, Zalone scrive una sceneggiatura semi-autobiografica, giocando con i temi dell’immigrazione e dei pregiudizi regionali (Checco è un musicista che si trasferisce dalla Puglia a Milano per inseguire la fama), poi riproposti anche in altri suoi film. Cado dalle nubi nasce così: come una trasposizione di esperienze reali (o quantomeno verosimili), in un contesto da commedia degli equivoci. È un esordio anche per Nunziante, già sceneggiatore di alcuni film (tra cui Liberate i pesci!, La febbre e Commediasexi), ma mai regista per il grande schermo. Quando esce al cinema nel 2009, Cado dalle nubi incassa più di 14 milioni di euro, imponendosi come il quinto maggior successo dell’anno, il terzo fra gli italiani. Insomma, un inizio a dir poco incoraggiante.

La scalata

È dal film successivo che la carriera cinematografica di Zalone prende definitivamente il volo. Che bella giornata (2011) alza il tiro, abbandona gli spunti autobiografici e costruisce una trama più strutturata, che coinvolge addirittura un potenziale attentato terroristico al Duomo di Milano. A disinnescare il pericolo è l’ingenuità di Checco, che qui consolida alcuni aspetti del suo personaggio: candido, maldestro, fondamentalmente ignorante, un prodotto della piccola borghesia italiana. Affiancati dalla cantante e attrice franco-tunisina Nabiha Akkari, che aggiunge un tocco di grazia al film, Zalone e Nunziante salgono a un livello commerciale ben più alto. Che bella giornata guadagna più di 43 milioni al botteghino, irrompendo infatti nella top 10 dei più grandi incassi di sempre al box office italiano, dove occupa tuttora l’ottavo posto.

Il successivo Sole a catinelle (2013) conferma la parabola ascendente della coppia: stavolta gli incassi ammontano a quasi 52 milioni di euro, che ne fanno ancora oggi il terzo miglior incasso di sempre (all’epoca era il secondo, dopo aver superato Titanic e dietro Avatar, ma con un maggior numero di spettatori rispetto a quest’ultimo, che poteva contare sul prezzo maggiorato dei biglietti per il 3D). Zalone e Nunziante centrano proprio quello che il pubblico italiano vuole vedere: un film divertente che prende di mira l’italiano medio, i regionalismi, le furbizie quotidiane, con un piglio qualunquista che non disturba nessuno. Si parla di grande recessione, famiglie divise, immigrazione, logge massoniche, reati finanziari e sindacalisti di sinistra… ce n’è per tutti, nessuno escluso. E gli italiani – al grido di “Ma sì, tanto sono tutti uguali!” – apprezzano.

La vetta

L’apice del loro percorso (almeno finora) è però il sopracitato Quo vado?, uscito il 1° gennaio 2016 e rimasto nelle sale fino a marzo. Girato fra l’Italia e la Norvegia, racconta le disavventure di un dipendente pubblico che, pur di non rinunciare alla sicurezza del posto fisso, accetta i trasferimenti nelle località più remote: non importa quanto siano lontane, ciò che conta è restare aggrappati alla pubblica amministrazione, ed evitare il più possibile ogni responsabilità. C’è però anche una crescita “morale” del personaggio, contrariamente a quanto accadeva nelle commedie con Alberto Sordi. Da un lato viene messo in scena il malcostume del Belpaese (raccomandazioni politiche, atteggiamenti parassitari…), dall’altro c’è un’assoluzione per tutti: non preoccupiamoci, in fondo noi italiani siamo brava gente. E funziona, perché Quo vado? manda in tilt il box office guadagnando ben 64,5 milioni di euro, e sfiorando così il primo posto di Avatar nella classifica dei maggiori incassi di sempre. Ovviamente è il più grande incasso in assoluto per un film italiano, quantomeno entro i confini nazionali. All’estero, la sua performance migliore è in Spagna, con 2,9 milioni di euro.

Le strade di Zalone e Nunziante si separano quando il comico pugliese dirige in prima persona il già citato Tolo Tolo, nato come progetto in collaborazione con Paolo Virzì, che infatti è accreditato come co-sceneggiatore. L’esito commerciale resta notevole: con più di 46 milioni, è il sesto incasso di sempre al box office italiano, nonché il terzo fra le produzioni nazionali (sì, i primi tre film italiani di maggiore incasso sono tutti di Zalone). Nel frattempo Nunziante ha portato al cinema altri comici, prima Fabio Rovazzi con Il vegetale, poi Pio e Amedeo con Belli ciao e Come può uno scoglio, e quest’anno Angelo Duro con Io sono la fine del mondo.

Ora, però, lui e Zalone tornano sul grande schermo insieme, dopo aver collaborato per il videoclip de L’ultimo giorno di patriarcato, uscito l’8 marzo 2025. Buen camino è il primo film di Zalone senza Taodue, sostituita qui da Indiana Productions, mentre la distribuzione è curata ancora da Medusa Film. Chissà, magari la top 10 italiana sta per cambiare di nuovo: lo scopriremo nelle prossime settimane.

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