L’attesa è durata nove anni, ma finalmente il pubblico può tornare nell’amata Zootropolis, l’utopistica città degli animali antropomorfi, i quali coesistono (generalmente) senza tensioni dopo aver superato le loro differenze. Zootropolis 2, diretto da Jared Bush e Byron Howard, espande però lo sguardo su questa metropoli straordinaria, approfondendone la storia e spiegando per quale motivo sia abitata soltanto da mammiferi. Perché, a pensarci bene, la domanda sorge spontanea: che fine hanno fatto i rettili? Come mai non convivono con i mammiferi? La risposta è il fulcro tematico del sequel, come vi abbiamo già raccontato nella recensione.
Intanto, la produttrice Yvett Merino ha presentato il film a Roma insieme ad alcuni membri del cast italiano, ovvero Ilaria Latini (Judy Hopps), Alessandro Quarta (Nick Wilde), Max Angioni (Gary De’Snake), Michela Giraud (Nibbles Maplestick) e Matteo Martari (Sindaco Winddancer). Ma per quale motivo ci è voluto così tanto tempo per tornare a Zootropolis? La risposta della produttrice è molto semplice:
Questi film richiedono circa 4-5 anni per essere realizzati, serve tanto tempo. Dopo aver finito il primo Zootropolis, Byron Howard e Jared Bush hanno cominciato a lavorare a Encanto, che ci ha richiesto circa 5 anni, e poi ci sono voluti altri 4 anni [per Zootropolis 2], quindi questo colma il divario tra i vari film.
Lo scopo del sequel era approfondire il rapporto tra Judy e Nick, la coniglietta e la volpe che ora fanno squadra al Dipartimento di Polizia di Zootropolis:
Volevamo realmente concentrarci sul loro rapporto, su come il loro rapporto si evolve. Questo film è ambientato immediatamente dopo il primo, quindi vediamo come continuano ad approfondire la loro conoscenza. Il loro rapporto si approfondisce, imparano che non vedono il mondo nella stessa maniera… proprio come succede a noi esseri umani. Può esserci un momento in cui ci si allontana da una persona, ma può anche succedere che si torni a parlare e il rapporto diventa ancora più forte.
I due sono indubbiamente molto diversi, come sottolineano i rispettivi doppiatori. Spiega Ilaria Latini:
Judy la vedo come una ragazza iperattiva… come tutti i geni, come tutte queste personalità forti che sono determinate. Oltretutto lei è una donna, è una coniglietta, quindi comunque una donna esile che deve dimostrare la sua forza… e credo che proprio questo suo complesso le dia tutta la spinta, insieme appunto alla sua parte iperattiva per riuscire sempre in quello che vuole. Personalmente entrare dentro Judy per me è stato veloce, piuttosto facile, ho empatizzato immediatamente con lei. La parte più difficile è uscirne, ho sofferto già tanti anni fa e adesso non lo so se ce la faccio, è difficile uscire da Judy Hopps.
Anche Alessandro Quarta ha un’idea molto chiara del suo Nick:
Nick è un allegro guascone. Se può approfittarsi di una situazione, se ne approfitta, però in fondo ha un grande cuore… alla fine, i suoi principi opportunisti lasciano spazio alla verità, lasciano spazio ai principi veri, quelli con la A maiuscola… i famosi principi con la A maiuscola [ride].
Particolarmente delicato è poi il ruolo di Max Angioni, poiché Gary De’Snake è il grande incompreso della storia: i serpenti sono stati costretti a lasciare Zootropolis per un pregiudizio che, com’è facile immaginare, non ha nulla di vero. Commenta il doppiatore:
Gary per me è molto interessante perché lui vive un pregiudizio enorme, i serpenti sono il male per Zootopolis. E lui si prende sulle spalle – che non ha – la responsabilità di cambiare questa cosa. Vive questo conflitto che per me è molto interessante, perché lui è molto forte e velenoso, è velenosissimo… però Gary gira con la penna antiveleno perché è il primo a preoccuparsi di questa cosa, quindi in lui c’è una certa dolcezza. Da parte di Disney, mettere una vipera in un ruolo così positivo, così dolce, è rivoluzionario. Io ho 35 anni e sono vissuto con la paura dei serpenti, ma questo Gary è il primo serpente che è in qualche modo super buono. Si batte per Zootopolis ma anche per il mondo, sta rivoluzionando il ruolo dei serpenti nel mondo. È bella questa figura molto negativa all’apparenza, ma molto positiva dentro. Mi ha affascinato.
A questo proposito, Yvett Merino sottolinea che Zootropolis 2 può sembrare molto attuale nel mondo di oggi (e nell’America di Trump, come ha rimarcato una giornalista), ma in realtà si tratta di problemi che sono sempre esistiti:
Il nostro primo film parlava di discriminazione e pregiudizi, quindi sì, sembra molto attuale oggi, ma lo era anche 20 o 100 anni fa… e purtroppo continuerà a essere attuale anche fra vent’anni, perché il mondo ha questi problemi con i quali abbiamo a che fare continuamente. La nostra speranza è che questo film spinga le persone a riunirsi, a stare insieme e a parlare delle rispettive differenze. Magari vediamo il mondo in maniera diversa, ma lavorandoci possiamo capire meglio, e questo ci può aiutare a stare insieme.
Un contributo in tal senso viene dato da un altro nuovo personaggio, Nibbles Maplestick, castorina che conduce un podcast cospirazionista e aiuta i nostri eroi nelle loro ricerche:
Quando mi hanno chiamato a doppiare il film pensavo di dare la voce la mia collega Shakira, alla quale io somiglio perché, insomma, le fattezze sono quelle… dopodiché a un certo punto l’ho vista, ho visto Nibbles con quei dentoni fantastici. E dovete sapere che io a 5 anni ero così, ero letteralmente Nibbles Maplestick. All’inizio il lavoro di doppiaggio per me è stato come fare una sessione di crossfit, arrivavo la sera alle 8 sfinita, era proprio una cosa impegnativa dal punto di vista fisico. Anche perché Fortune Feimster, che è la voce americana, è una comica che ha una potenza incredibile. Comunque il mio personaggio è un ponte comunicativo, perché attraverso l’ironia riesce a collegare tutti i personaggi e a mettere una toppa quando i due protagonisti si dividono, e c’è una divisione che secondo è più di orgoglio che altro, e lei fa capire che se ci si parla le cose si possono aggiustare. È banale, ma vero. Lei è il personaggio chiave che riesce ad amalgamare il tutto, dicendo “Ma che ve frega, vi volete bene, è quello che conta”.

La ricchezza del film, però, non è solo tematica. Ogni inquadratura è un’esplosione di dettagli, molti dei quali richiedono almeno una seconda visione (o un fermo immagine) per essere colti. «È un film che ti cattura costantemente l’attenzione, con molti piani sovrapposti» commenta Ilaria Latini. «È un film che ne contiene tanti.» E ognuno di questi dettagli, come ha detto la produttrice rispondendo alla domanda di una giornalista, è stato realizzato da un essere umano, senza ricorrere all’intelligenza artificiale:
Questo film è stato realizzato da 700 esseri umani che ne hanno forgiato ciascun fotogramma. Una delle gioie del mio lavoro è che vedo un’idea passare da una discussione in una storia, a un disegno su un pezzo di carta, a un ambiente costruito, a una scenografia realizzata con gli animatori che intervengono, che animano veramente e sentono le emozioni. Gli animatori sono gli attori nel nostro studio.
Naturalmente è anche un film pieno di riferimenti cinematografici, costruito sulla base dei buddy cop, i polizieschi in cui due agenti si ritrovano a collaborare nonostante le differenze.
Sì, i buddy movie polizieschi mi sono piaciuti tantissimo. Ne abbiamo visti tanti, ne abbiamo parlato. Non ci sono molti sequel di questi film, perché a un certo punto viene a mancare il conflitto. Con Judy e Nick ci volevamo concentrare sul loro rapporto. Nel primo film in realtà sono stati insieme solo per due giorni. Il sequel parla del fatto che loro si capiscano a vicenda, si conoscono a vicenda e scoprono che non sempre vedono le cose nella stessa maniera.
Le loro avventure si svolgono in una delle metropoli più fantasiose mai viste al cinema, e le fonti d’ispirazione sono molteplici:
Credo che l’ispirazione sia venuta da tanti luoghi diversi. Il mondo di Zootopolis è divertente Perché Zootopolis è uno specchio del mondo umano. Il Mercato Pantano, però, è un mondo che abbiamo creato senza un corrispettivo umano, quindi il team dei designer – guidati da Cory Loftis, che è uno scenografo fantastico – ha cercato di entrare nella testa degli animali semiacquatici che vivono sia fuori dall’acqua che sott’acqua, cercando di capire quale fosse il loro mondo. Non abbiamo cercato di copiare un luogo specifico, ma piuttosto abbiamo immaginato come vivrebbero gli animali in un mondo creato da loro.
Uno spettacolo che merita il grande schermo:
Vogliamo che le persone lo vedano sul grande schermo, perché c’è tantissimo da vedere, ci sono tantissimi dettagli… per esempio, abbiamo un intero reparto che lavora soltanto sulle folle, sullo sfondo, e creano le loro storie. Ci sono tantissimi dettagli da vedere, l’unico modo per viverlo è vederlo sul grande schermo.
Potrete farlo a partire da oggi, 26 novembre, giorno in cui Zootropolis 2 esce nelle sale italiane.
I registi e altri autori del film ci raccontano la genesi di questo seguito.
Jared Bush e Byron Howard ci riportano a Zootropolis per un'altra avventura ricca di idee, toccando persino i temi dello sradicamento e dell'appropriazione culturale.
Al suo secondo lungometraggio, il tedesco Frédérick Hambalek dirige una commedia affilatissima che parte da un assunto brillante e surreale.