È possibile recuperare ora e gratis, su RaiPlay, due serie anime molto diverse fra loro, ma con diversi punti in comune. Dall’origine europea dei loro personaggi al cognome dei loro registi: Miyazaki, padre e figlio.
La versione canina delle avventure di Sherlock Holmes, in quanto co-produzione Rai, era già presente da tempo su RaiPlay, con un lotto di puntate. Dal 3 di questo mese, però, la Rai ha iniziato a caricare sulla piattaforma la versione in HD, restaurata da Rai Teche. Al momento sono presenti su RaiPlay i primi otto episodi (di 26).

Il fiuto di Sherlock Holmes (titolo internazionale: Sherlock Hound) fu il frutto di qualcosa che oggi può sembrare incredibile: una collaborazione tra la RAI e Hayao Miyazaki. Co-prodotto da RAI e Tokyo Movie Shinsha all’inizio degli anni 80, il progetto si fermò per un paio d’anni per problemi di diritti. Miyazaki fece a tempo così a dirigerne solo sei episodi, prima di passare ad occuparsi di altro. Due di questi episodi vennero proiettati al cinema in Giappone nell’84, all’uscita di Nausicaä della Valle del vento. In Italia l’anime arrivò su RAI 1 alla fine di quello stesso anno.
Per questo progetto, Miyazaki ebbe modo di collaborare con i fratelli Marco e Gi Pagot, e sì, è per questo che poco dopo scelse di chiamare Porco Rosso proprio “Marco Pagot”.

Da qualche giorno è arrivata su RaiPlay anche Ronja – Figlia di brigante, la prima serie TV mai realizzata dallo Studio Ghibli, finora inedita nel nostro Paese. Una serie anime in CGI diretta dal figlio di Miyazaki, (il bistrattato) Gorō, e andata in onda in Giappone sulla NHK tra l’ottobre del 2014 e il marzo del 2015. Se riuscite a superare la CGI in cel-shading abbastanza respingente di dieci anni fa e il ritmo lento degli episodi, è comunque un tassello della storia Ghibli.
Ronja ricorda una Heidi scapestrata in un mondo di briganti buoni, ed è figlia anche lei, come Pippi Calzelunghe, delle storie della scrittrice svedese Astrid Lindgren. E qui, come scrivevo poco sopra, tutto torna: nel 1971, gli allora sconosciuti Hayao Miyazaki e Isao Takahata cercarono di ottenere da Lindgren i diritti per una trasposizione anime di Pippi Calzelunghe. Ma l’autrice non accettò la proposta, e non se ne fece nulla. Parte del materiale realizzato per presentare quel progetto venne in seguito riutilizzato da Miyazaki e Takahata per altri lavori, a cominciare da Heidi, anime diretto nel ’74 da Takahata e a cui lavorò Miyazaki. L’altalena che dondola altissima nel cielo, nella sigla, viene ad esempio dai bozzetti per Pippi.
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