Cinema

Diva Futura, Riccardo Schicchi e la rivoluzione sessuale italiana

Pubblicato il 04 febbraio 2025 di Filippo Magnifico

Riccardo Schicchi è stato senza dubbio uno degli uomini più controcorrente e influenti della cultura italiana del XX secolo. Un personaggio controverso, che ha saputo combinare l’estetica dell’erotismo con una visione radicale della società. Il suo nome è associato a una rivoluzione silenziosa ma potente che ha attraversato la cultura popolare italiana, sfidando le convenzioni e abbattendo barriere psicologiche e morali. Schicchi non ha solo creato una nuova industria: ha cambiato il modo in cui l’Italia percepiva la sessualità, l’emancipazione femminile e l’arte della provocazione. Questo è il suo racconto.

La nascita di un “visionario”

Nato il 14 marzo 1953 ad Augusta, in Sicilia, Riccardo Schicchi si trasferisce a Roma da giovane, dove studia fotografia all’Accademia d’Arte e comincia a lavorare come fotografo per importanti riviste italiane. Il suo approccio al lavoro è già unico: Schicchi non è solo un documentarista, ma un osservatore acuto della realtà, che cerca di catturare e comprendere i meccanismi nascosti della società. Questa sensibilità verso l’immagine e la provocazione visiva lo porterà ben presto a un incontro che cambierà il suo destino.

L’incontro con Cicciolina e la creazione di Diva Futura

Nel 1973, Schicchi incontra Ilona Staller, meglio conosciuta come “Cicciolina”. La loro collaborazione darà vita a un sodalizio che segnerà un cambiamento radicale nell’approccio italiano al mondo del porno. Insieme, infatti, condurranno la trasmissione radiofonica “Voulez-vous coucher avec moi?”, un programma che, all’epoca, suscitò scalpore per il suo approccio diretto alla sessualità. La loro capacità di trattare argomenti tabù con un sorriso ammiccante e un’ironia tagliente sconvolgerà l’Italia, tanto che Cicciolina diventerà un volto iconico, protagonista anche in politica con l’elezione al Parlamento.

Nel 1983 Schicchi fonda Diva Futura, un’agenzia destinata a plasmare una nuova generazione di star del cinema per adulti, tra cui Moana Pozzi ed Eva Henger. Non più soltanto produttore, ma anche talent scout, diventa il maestro delle trasformazioni artistiche, lanciando nuovi volti che non solo raggiungeranno la celebrità nell’intrattenimento per adulti, ma diventeranno anche simboli di emancipazione.

Prima del suo lavoro, la pornografia in Italia era quasi interamente d’importazione, con film provenienti da Francia, Germania e Stati Uniti. La produzione locale era marginale e spesso relegata alla clandestinità a causa delle restrizioni culturali e legislative. Schicchi rivoluziona questa realtà, dando vita a un’industria strutturata e riconoscibile, capace non solo di produrre contenuti per adulti, ma anche di trasformare le sue protagoniste in vere e proprie icone pop. Grazie al suo contributo, la pornografia italiana supera il semplice ruolo di mercato di nicchia per affrancarsi dalla distribuzione di materiale estero, costruendo un’identità propria e lasciando un’impronta duratura sulla cultura popolare del paese.

Un’idea folle: il “Partito dell’Amore”

La mentalità di Riccardo Schicchi non si è mai limitata a un’industria. Nel 1992, decise di portare la provocazione anche in politica fondando il “Partito dell’Amore”, con l’obiettivo di sfidare l’ipocrisia sociale e promuovere la libertà sessuale. La figura di punta del movimento fu Moana Pozzi, che nel 1993 si candidò a sindaco di Roma. Pur senza reali ambizioni di vittoria, la sua campagna ebbe un impatto significativo, accendendo il dibattito su sessualità, censura e libertà individuale. Tuttavia, a differenza di Ilona Staller, che nel 1987 venne eletta alla Camera dei Deputati con il Partito Radicale, il “Partito dell’Amore” di Schicchi rimase più che altro una provocazione politica e culturale.

La figura di Schicchi tra amore e cinema

Schicchi non è stato solo un produttore, ma anche regista di film che hanno scritto la storia del cinema erotico italiano. La sua carriera include titoli come Cicciolina amore mio (1979) e La mia preda (1989), che hanno ridefinito i confini tra pornografia e narrazione cinematografica. Il suo obiettivo non era semplicemente produrre film per adulti, ma esplorare nuove forme espressive che combinassero erotismo, estetica e provocazione. Schicchi ha sempre cercato di conferire un valore artistico alle sue opere, elevando il genere a una dimensione che andava oltre il semplice intrattenimento e aspirava a una forma di comunicazione sociale e culturale.

Il suo lavoro lo portò spesso a scontrarsi con la legge. Nel corso degli anni affrontò diverse accuse legate alla distribuzione di materiale pornografico e alla presunta violazione delle norme sulla pubblica decenza. Le sue produzioni furono frequentemente oggetto di censura e sequestri, ma lui continuò a difenderle come espressione artistica e simbolo della libertà di espressione. La battaglia con la giustizia italiana non ne arrestò l’impegno nel settore, consolidando la sua immagine di ribelle culturale.

Al di là delle luci della ribalta, la sua vita personale ha avuto una grande importanza. La sua relazione con Eva Henger, che divenne sua moglie nel 1994, ha dato vita a una famiglia, purtroppo segnata dalla tragedia della morte di Schicchi nel 2012 a causa di complicazioni legate al diabete. Henger, in un’intervista, ha descritto Schicchi come un uomo che aveva saputo farle vivere un amore puro e sincero, lontano dalla freddezza del mondo dello spettacolo.

Era una persona dolce, una persona che si buttava per terra e giocava per ore con i bambini. Quando faceva i viaggi tornava con qualche orsacchiotto che lasciava sul tappeto per farli trovare. Si vestiva da Babbo Natale ogni anno. Era dolce, tante persone pensano che era viscido, tante volte appariva attraverso le sue interviste che era diverso.

La sua eredità e il tributo in Diva Futura

Oggi, Riccardo Schicchi è ricordato come uno dei protagonisti della rivoluzione culturale italiana che ha infranto i tabù e promosso l’emancipazione attraverso l’erotismo. La sua figura è stata celebrata nel film Diva Futura, dal 6 febbraio al cinema, che racconta la sua vita e la sua eredità nel mondo del cinema per adulti. L’attore Pietro Castellitto, che interpreta Schicchi nel film, ha dichiarato:

Prima il porno faceva sognare e si faceva delle domande, oggi chiede solo se hai 18 anni e puoi anche mentire sulla risposta.

QUI trovate la recensione di Diva Futura