In gergo si parla di damage control, circoscrizione dei danni: accade quando un personaggio pubblico rilascia una dichiarazione ufficiale in forma preventiva, di fronte a un possibile scandalo o polemica in arrivo. È quello che ha appena fatto Fernanda Torres, attrice brasiliana che ha vinto un Golden Globe per la sua interpretazione in Io sono ancora qui di Walter Salles, favorita anche per gli Oscar. Ma andiamo con ordine.
Come sempre accade quando un attore domina la stagione dei premi, i segugi di internet si mettono a scavare nel suo passato per scoprirne gli eventuali altarini. Per quanto riguarda Fernanda Torres, è riemersa una clip tratta da uno sketch televisivo del 2008 in cui l’attrice interpretava una domestica nera, con il volto e il corpo dipinti di nero; insomma, un tipico caso di blackface. L’attrice ha però anticipato le polemiche e si è scusata pubblicamente:
“Quasi vent’anni fa, sono apparsa con il viso dipinto di nero in uno sketch comico sulla TV brasiliana. Ne sono molto dispiaciuta. Sto rilasciando questa dichiarazione perché è importante per me affrontare rapidamente la questione per evitare ulteriore dolore e confusione.
A quel tempo, nonostante gli sforzi dei movimenti e delle organizzazioni Nere, la consapevolezza della storia e del simbolismo razzista della blackface non erano ancora entrate nella coscienza pubblica mainstream in Brasile. Grazie a una migliore comprensione e a importanti ma incompleti risultati in questo secolo, ora è molto chiaro nel nostro paese e ovunque che la blackface non è mai accettabile.
È una conversazione importante che dobbiamo continuare ad avere gli uni con gli altri per evitare la normalizzazione di pratiche razziste, oggi come allora. In quanto artista e cittadina globale, e dal mio cuore, rimango vigile e mi impegno a conseguire i cambiamenti vitali che sono necessari per vivere in un mondo libero dall’ineguaglianza e dal razzismo.”
Ovviamente tali dichiarazioni sono state concepite con grande cura, e servono a spegnere sul nascere qualunque controversia. Anche in virtù di questa mossa, Fernanda Torres probabilmente non rischia di essere penalizzata agli Oscar: d’altra parte, persino Jimmy Kimmel si è reso colpevole di blackface negli sketch di The Man Show su Comedy Central, e gli Oscar continua a presentarli senza problemi (inutile dire che si scusato a sua volta).
‘I’m Still Here’ Oscar nominee Fernanda Torres apologizes for wearing blackface in resurfaced comedy sketch https://t.co/lgZfcXzWzv pic.twitter.com/kiwe9UaqVb
— New York Post (@nypost) January 27, 2025
In ogni caso, è un bene che sia aumentata la consapevolezza verso una pratica tanto razzista. La blackface si è diffusa nel XIX Secolo come trucco teatrale, quando attori e musicisti bianchi si dipingevano il volto per assumere le sembianze stilizzate e stereotipate di una persona nera. Questa parodia razzista era comune nei minstrel show, spettacoli di varietà e musica nati negli Stati Uniti d’America, ma la loro estensione è molto più ampia di così.
La blackface, con varie modalità, ha fatto capolino anche nel cinema e nella televisione (la trasmissione Tale e quale show ne ha bandita l’uso soltanto nel 2021), mentre delle versioni “critiche” e autoconsapevoli sono apparse in serie tv come The Office e Community. Celebre è anche il caso di Robert Downey Jr. in Tropic Thunder, dove la blackface era una parodia degli attori che eccedono nell’immedesimazione.
Fonte: World of Reel