SerieTV The Doc(Manhattan) is in
Uno xenomorfo si dimena nei corridoi di un’astronave. Una classica, gelida voce femminile da sistema di bordo chiarisce quello che già sappiamo, ripetendo più volte che il contenimento è stato violato. Lo xenomorfo dà una capocciata contro l’oblò dell’astronave e la visuale scivola all’esterno del velivolo spaziale, mostrandolo in procinto di schiantarsi sul nostro bel pianeta blu. Non serve in fondo altro per presentare Alien: Pianeta Terra (Alien: Earth), la serie TV in arrivo la prossima estate da noi su Disney+. Se il film Alien: Romulus ha raccontato una nuova storia ambientata tra gli eventi di Alien e quelli di Aliens – Scontro finale, Alien: Pianeta Terra tornerà ancora più indietro, visto che il tutto si svolge due anni prima di Alien, nel 2120. Dunque un prequel, ambientato sulla Terra, e ok. Ma di cosa parlerà esattamente? E come si concilierà il tutto con gli ultimi due film di Ridley Scott? Si concilierà?

…You’re looking at planet Earth, cantavano i Duran Duran, nel loro primo singolo, un miliardo di anni fa. La sinossi ufficiale di Alien: Pianeta Terra è estremamente semplice. Una misteriosa nave spaziale si schianta sulla Terra e una giovane donna e un gruppo improvvisatissimo di soldati si trovano ad avere a che fare con certi alieni predatori che ben conosciamo. Inutile dire che la storia del nostro pianeta cambia, alla luce di questi eventi. Alien: Pianeta Terra è stata ideata e prodotta da Noah Hawley, il che è decisamente una buona notizia, visto che si tratta del creatore e showrunner di serie come Fargo e Legion (la più interessante serie TV Marvel che probabilmente non avete mai visto).
Nel cast ci sono Sydney Chandler, che interpreta Wendy, la protagonista, e poi Alex Lawther, Timothy Olyphant, Essie Davis, Samuel Blenkin, Babou Ceesay, David Rysdahl, Adrian Edmondson, Adarsh Gourav, Jonathan Ajayi, Erana James, Lily Newmark, Diem Camille e Moe Bar-El. Sono tanti nomi, e se state pensando che io li abbia copiati e incollati qui per praticità, avete ragione. Sappiamo inoltre che a interessarsi alle creature sarà l’immancabile Weyland-Yutani, la corporation che tiene davvero tantissimissimo ai suoi dipendenti (uh, guarda), che Ridley Scott sarà il produttore esecutivo e che questo progetto è in ballo almeno dal 2019 e ha subito dei ritardi nelle riprese a causa degli scioperi del 2023.
Il quadro, pur col poco che ne sappiamo e soprattutto ne abbiamo visto finora, è sufficientemente chiaro. La tagline riportata sul nuovo poster dello show – “Eravamo più al sicuro nello spazio” – dice già tutto. Solo una cosa non è ancora chiara, e non è esattamente un dettaglio.

Noah Hawley ha dichiarato che la serie cercherà di riprendere lo stile del primo Alien, visto che si svolge solo un paio d’anni prima. Quando Variety gli ha chiesto se la serie incorporerà quanto raccontato in Prometheus (2012) e Alien: Covenant (2017), ovvero che gli xenomorfi sono stati creati dai misteriosi Ingegneri (non i vostri amici che hanno perso i capelli studiando Analisi 2, quegli altri, gli alieni), Hawley ha risposto di no.
Grazie al cielo, aggiungo io.
“Ridley e io ne abbiamo parlato. Per me e per molti altri”, ha dichiarato Hawley, gli alieni “sono una forma di vita perfetta, come vengono descritti nel primo film. Il frutto di milioni di anni di evoluzione, e che vivono là fuori nello spazio forse da altri milioni di anni”. Il fatto che secondo Prometheus e Covenant si tratti di un’arma biologica sostanzialmente appena creata, per Hawley è “meno utile”. Così come la tecnologia di quei due film prequel, molto più avanzata di quella di Alien. “Preferisco”, ha aggiunto, “il retro-futurismo dei primi due capitoli della saga: niente ologrammi, niente tecnologia da Apple Store”.

Se avete letto tra le righe di questa velatissima critica, è facile pensare quindi che Alien: Pianeta Terra non contraddirrà esplicitamente gli eventi di Prometheus e Covenant (il che spaccherebbe in due la cronologia della saga, generando due timeline distinte), ma si limiterà a ignorarli bellamente. E se poi qualcosa non quadra, oh, pazienza. Del resto, non che prendendoli in considerazione fili tutto liscio, anzi.
Detto ciò, avverto personalmente un entusiasmo davvero spropositato per questo show, di cui – appunto – si è visto fino a oggi poco e nulla. Molto è per la presenza di Hawley in cabina di comando. Un po’ perché dopo un’infinità di romanzi e fumetti sul tema, sembra sia arrivato davvero il momento di vedere com’è la Terra nell’universo di Alien anche in versione live action. No, gli Alien Vs. Predator non contano, ma è una cosa che aspetto in fondo da quando ho lasciato Ripley 8 e Call ad ammirare dall’alto quella Parigi devastata nel finale alternativo di Alien – La clonazione.
Se non sapete di cosa sto parlando, fa nulla. Se lo sapete, abbracciamoci forte e incrociamo le dita. Alien: Pianeta Terra uscirà su Disney+ “la prossima estate”, la data precisa non è stata ancora annunciata.