Dal 1997, Una Poltrona per Due è diventato un appuntamento fisso nelle case italiane la sera della Vigilia di Natale. Ogni anno, milioni di spettatori si ritrovano davanti a Italia 1 per seguire le vicende di Billy Ray Valentine e Louis Winthorpe III, ridendo e riflettendo su una storia che, nonostante sia stata concepita come una commedia brillante e contiene momenti comici figli del suo tempo e difficilmente riproponibili oggi, nasconde temi universali e profondamente attuali.
Il film, diretto da John Landis nel 1983, racconta lo scambio di vite tra un ricco agente di borsa, Louis, e un senzatetto scaltro e carismatico, Billy Ray. Questo esperimento sociale è orchestrato dai fratelli Duke, due cinici finanzieri che, per pura scommessa, decidono di ribaltare i destini dei due uomini. La storia si snoda tra equivoci, momenti comici irresistibili e una critica al capitalismo e alle disuguaglianze sociali, offrendo allo spettatore un mix perfetto di divertimento e riflessione.
Nonostante sia uscito nelle sale americane a giugno, il film si è adattato perfettamente al contesto natalizio italiano, grazie all’ambientazione invernale, al clima festivo delle decorazioni e al messaggio di riscatto. Il protagonista Eddie Murphy, al culmine della sua carriera, e Dan Aykroyd, con il suo stile più contenuto e raffinato, formano una coppia comica irresistibile. A completare il cast, Jamie Lee Curtis nel ruolo di Ophelia, un personaggio femminile forte e determinante, che riesce a ribaltare i cliché dell’epoca.
Il successo del film è legato anche alla sua capacità di essere trasversale: le sue battute, la scena iconica del salmone nascosto sotto la barba di Babbo Natale, la vendetta finale che coinvolge anche un gorilla, sono momenti che ogni anno riescono a strappare sorrisi a spettatori di tutte le età. Dietro la leggerezza, però, emerge una critica sociale pungente, che riflette su come il privilegio e il fallimento siano spesso frutto di circostanze e non del merito personale.
Un altro aspetto curioso è l’impatto che il film ha avuto nella realtà. La cosiddetta “Eddie Murphy Rule”, introdotta negli Stati Uniti nel 2010, prende il nome proprio da Una Poltrona per Due. Questa norma è stata concepita per prevenire episodi di insider trading come quello narrato nella pellicola, in cui i protagonisti sfruttano informazioni privilegiate per mandare in rovina i fratelli Duke.
In Italia, però, Una Poltrona per Due non è ricordato per queste curiosità legislative, ma per ciò che rappresenta ogni 24 dicembre: una tradizione che unisce le famiglie davanti alla TV, tra risate e ricordi. È diventato un simbolo di condivisione, capace di creare un senso di continuità nel tempo. Anche chi conosce ogni battuta a memoria non rinuncia alla sua visione annuale, perché fa parte di quel bagaglio di riti che rendono il Natale unico e speciale.
Sotto le luci dell’albero e con il profumo del cenone che invade la casa, Una Poltrona per Due è il segnale che il Natale è davvero arrivato. Un film che non solo intrattiene, ma fa parte di noi, come un amico che ci tiene compagnia ogni Vigilia e che, anche dopo tanti anni, non ha perso il suo fascino.