Cinquantotto anni fa, nel 1966, Eiji Tsuburaya, il mago degli effetti speciali di tutti i primi film di Godzilla, a cominciare da quello del 1954, rivoluzionò il nascente mercato televisivo dei tokusatsu con la serie Ultra Q. Era solo il primo tassello di una produzione ENORME, che la compagnia da lui fondata, la Tsuburaya Productions, porta avanti in Giappone ancora oggi. Per un gran totale di oltre 30 serie TV e più di 40 film (compreso lo Shin Ultraman di Hideaki Anno, il reimagining della saga uscito al cinema nel 2022). La buona notizia è che per godervi Ultraman: Rising, un film d’animazione decisamente carino e con tanto cuore, non è necessario aver visto assolutamente niente di tutto ciò.
Il super-essere per antonomasia dei “Kyodai Hero”, eroi in costume che si trasformano in colossi alti quanto palazzi per combattere ad armi pari con dei kaiju, è qui il protagonista di una co-produzione nippostatunitense, scritta e diretta in America e realizzata in partnership da Netflix Animation e Tsuburaya Productions. Il concetto di base è molto semplice: un nuovo e giovane Ultraman, che ha preso il posto di suo padre, si trova a dover allevare un cucciolo di kaiju (alto 7 metri), cercando al contempo di non far andare in frantumi la sua carriera da giocatore di baseball professionista e… be’, qualunque cosa la “piccola” tocchi o voglia mangiare.
Ora, di per sè, nessuno degli ingredienti elencati poco fa è nuovo, in senso assoluto o per la saga di Ultraman. Abbiamo già visto una storia sull’eroe dagli occhi luminosi incentrata sul passaggio di testimone tra due generazioni (il manga Ultraman di Eiichi Shimizu e Tomohiro Shimoguchi, diventato una serie anime proprio per Netflix tra il 2019 e il 2023). Quanto al papà improvvisato, è materiale da commedia usato mille volte, da Senti chi parla a Tre uomini e una culla e al suo remake USA diretto a stretto giro dal sig. Spock, Tre scapoli e un bebè. Non è una novità neanche che siano gli statunitensi a reinterpretare il mito di Ultraman, visto che qualche anno fa la Marvel ne ha pubblicato un albo a fumetti (The Rise of Ultraman).
E allora, se non dice nulla di nuovo, perché la storia di Ultraman: Rising è così carina?
Perché, come molti film Pixar, o come Il gigante di ferro, come insomma quasi tutti i film d’animazione che mi piace guardare e riguardare, è fruibile a due livelli, e in entrambi parla al suo spettatore attraverso la lingua delle emozioni. Se lo guardate insieme a figli/nipoti, i piccoli si godranno la classica storia di un campione arrogante che cerca di nascondere i drammi familiari nella spavalderia, e che riuscirà a tornare a galla solo dopo aver toccato il fondo e aver imparato (grazie a un’infante alta quanto un palazzo di due piani) che cosa significa prendersi cura degli altri. Con tanto di gag, scontro finale alla Pacific Rim e tema di fondo che i kaiju non sono necessariamente cattivi (e gli uomini sanno esserlo molto di più).
Voi, in quanto adulti, ci vedrete in più tutto il discorso sull’essere genitori e prima ancora figli di qualcuno che sta invecchiando o forse non c’è proprio più. “C’è un istante nel quale ogni uomo diventa suo padre. Un uomo nascendo conosce l’amore – Un uomo crescendo impara ad amare. C’è un istante nel quale ogni uomo diventa sua madre”, scriveva il grande poeta Francesco Di Gesù da Torino, in arte Frankie hi-nrg.
Scritto e diretto da Shannon Tindle, già sceneggiatore – tra le altre cose – del notevole Kubo e la spada magica (2016), Ultraman: Rising, è un film bello stiloso, dal character design particolarissimo ma azzeccato dell’eroe alle soluzioni visive che adotta, che di volta in volta citano gli effetti e le sigle delle serie anni 60 di Ultraman, con qualche frame in bianco e nero da manga e delle esplosioni di rosso qui e lì. Se amate il Giappone, e siete stati ad Akihabara, vi divertirete a scovare i mille marchi di negozi e sale giochi realmente esistenti, convertiti in una delle scene iniziali in qualcosa di simile o lasciati per il product placemente esattamente come sono nella realtà. Non mancano, infine, cameo e citazioni della saga di Ultraman, da alcuni kaiju storici affrontati al tema del luogo di provenienza del potere degli Ultra nello spazio, Nebula M78, che potrebbe essere approfondito in un eventuale seguito. Cioè, io a questo punto ci spero.