Da I Croods a Prendi il Volo, quando il cinema ci invita a uscire dalla comfort zone

Da I Croods a Prendi il Volo, quando il cinema ci invita a uscire dalla comfort zone

Di Giulio Zoppello

#ADV

Prendi il volo, firmato da Benjamin Renner, sta per arrivare nelle nostre sale (in anteprima il 2 e 3 dicembre e dal 7 Dicembre 2023 #SoloAlCinema). Prodotto dalla Illumination Entertainment e distribuito dalla Universal, segna l’ennesima collaborazione tra i due colossi. In questi ultimi decenni, l’animazione è cambiata tantissimo, ma è indubbio che ciò che ci è arrivato da marchi come Illumination e DreamWorks, abbia contribuito a migliorare ciò che riguarda varietà, stile, nonché tematiche trattate. Su tutte, l’importanza di uscire dalla comfort zone, di confrontarsi con il diverso e la varietà, così come la capacità di rovesciare topoi e cliché ormai da tantissimo tempo fin troppo radicati nella nostra narrativa.

Cattivissimo Me

Sicuramente non può mancare da questa lista Cattivissimo Me, primo film della Illumination, uscito 13 anni fa e diventato pilastro di un franchise che poi ha trovato la giusta collocazione anche ai famigerati Minions. Firmato da Pierre Coffin e Chris Renaud ci ha fatto conoscere un supercattivo come Gru, sorta di mix tra Mad Doctor, Iron Man e lo Zio Fester. Genio del male (o almeno dovrebbe essere tale) diventa in breve tempo protagonista di un iter di trasformazione che lo farà diventare un eroe, grazie a tre orfanelle e alla capacità di fare il giusto lavoro sulla sua personalità, i suoi traumi ed il suo dolore. Divertente in modo semplicemente geniale, con un world building a dir poco incredibile, Cattivissimo Me ci ha ricordato l’importanza del concetto di villain, quanto siano depositari di una quantità incredibile di tematiche e di fragilità. Con un doppiaggio originale firmato da Steve Carell, Jason Segel e Russell Brand, questa sorta di commedia di formazione sci-fi, strizza inoltre l’occhio al meglio dei cinecomics, al fantasy e persino a must come La Famiglia Addams e la fantascienza di Jules Verne e della prima cinematografia. Rimane centrale il tema del mettersi in discussione, di aprirci al mondo esterno. Campione d’incassi e grande biglietto da visita per Chris Meledandri e la sua creatura.

Il gatto con gli stivali 2 – L’ultimo desiderio

Riprendendo di nuovo le sorti di uno dei comprimari più amati del mondo di Shrek, Joel Crawford, basandosi su una sceneggiatura di Paul Fisher e Tommy Swerdlow, l’anno scorso ci hanno deliziato con uno dei più bei film animati degli ultimi anni. Il Gatto con gli Stivali 2 è il perfetto esempio di come combinare alto con basso, autorialità con narrazione popolare. Seguendo il mitico Gatto mentre cerca di sfuggire alla Morte, di agguantare la Stella dei Desideri per riavere indietro le sue vite, finiremo dentro un’avventura popolata da alcuni dei più iconici personaggi delle fiabe, tra cui il villain Big Jack Horner. Film semplicemente fantastico per la qualità dell’animazione, è anche uno dei pochi in tempi recenti ad aver recuperato la componente dello spavento e della paura, inserendola in una disamina sui concetti di egoismo, di individualismo e di perdita di enorme profondità e raffinatezza. Dotato di ritmo indiavolato, capace di parlarci del superamento degli ostacoli psicologici, con battute al fulmicotone e pieno di omaggi ai Looney Tunes, alla comicità demenziale e alla parodia, è un vero e proprio gioiello, che speriamo sia capace di essere superato negli anni futuri.

Dragon Trainer

Nessuno avrebbe pensato che fare un film del genere potesse avere un impatto così grande presso il pubblico. Invece Dragon Trainer, diretti Chris Sanders e Dean DeBlois, è stato capace non solo di creare un franchise, ma di cambiare per sempre la narrazione basata sul concetto di diversità. Un ragazzino vichingo che in un’isola dove tutti ammazzano draghi, ne trova uno, ci si affeziona e stringe un patto di amicizia, pare una storia semplice, invece è molto più di così. Dragon Trainer è forse tra quelli in lista il film più connesso all’accettazione del diverso, all’amore per l’ignoto come stato mentale e non semplice ideale astratto. Colonna sonora magnifica, modernissimo nel parlare anche del tema dell’handicap fisico, ha affascinato per profondità e sensibilità, per il non affidarsi esclusivamente ad un’estetica che rimane ad ogni modo ancora oggi incredibile per come sa connettersi non tanto al fantasy, ma al kolossal vero e proprio. Enorme successo al botteghino, ha aiutato la DreamWorks a superare il limite creato da Shrek e da quell’universo, creandone un altro altrettanto affascinante e fertile.

I Croods

Diretto da Kirk DeMicco e Chris Sanders, uscito nel 2013, I Croods è stato capace di creare una perfetta variazione sul concetto di diversità e uscita dalla comfort zone, innestando il tutto su una rilettura della preistoria da far invidia a Chaffey, Hoyt e compagnia. Una famiglia di cavernicoli Neanderthal, per sopravvivere è costretta ad accettare l’aiuto di un homo sapiens, completamente diverso da loro. Di base I Croods mette in scena l’evoluzione della razza umana, lo fa in un’epoca di migrazioni e razzismo, in un Occidente che ha paura del diverso. Non poco. Ma soprattutto è un film incredibilmente divertente, che omaggia anche la tradizione animata americana sulle famiglie, e con cui la DreamWorks è riuscita a superare un impasse dopo la fine del rapporto con la Paramount che a molti pareva problematico. Rimane anche uno dei film che più si connettono al mito della Caverna di Platone, alla contrapposizione tra status quo e rinnovamento, messi in mostra però naturalmente senza appesantire il tutto.

Shrek

Pensavate ce ne fossimo dimenticati? Macché. Shrek ha cambiato tutto, per sempre nell’animazione. Ha fissato un nuovo standard per quello che riguarda il concetto di intrattenimento, di prodotto animato, mettendosi alle spalle la vecchia visione manichea e superficiale della Disney. Il paradosso? L’orco verde assieme a Ciuchino, Fiona e tutta la banda, ha aiutato proprio la Disney a trovare una strada con cui rinnovare il proprio parco macchine per così dire. Forse il primo vero film d’animazione moderno, non tanto visivamente, ma per la capacità di andare lì dove Toy Story a suo tempo forse non riuscì ad andare: nell’ironia più dissacrante e anti-sistema, la demenzialità più bella e libera. Un’intera generazione ha elevato Shrek al rango di film icona, contenitore di una visione su diversità e altrove semplicemente geniale, in grado di dare insegnamenti morali senza però diventare moralista. Forse l’ultimo vero prodotto animato per il grande schermo capace di essere pop culture, prima che il XXI secolo la mettesse da parte. Tanti sequel, spin-off, ora tornerà con il quinto capitolo, di base ha rinnovato semanticamente il concetto di fiaba, di racconto per l’infanzia, di divisione del mondo in bene e male.

Prendi il volo, scritto da Mike White e diretto da Benjamin Renner (Ernest & Célestine, Le grand méchant renard et autres contes…), racconta la storia di una famiglia di anatre, che decide di intraprendere la vacanza della vita, migrando dal New England, attraverso New York City, e alla fine verso le Bahamas.

La famiglia Mallard è intrappolata nella sua routine. Mentre papà Mack è felice di mantenere la sua famiglia al sicuro navigando all’infinito nel loro stagno del New England, mamma Pam è intenzionata a dare una scossa alla loro vita e mostrare ai loro figli – l’adolescente Dax e la giovane papera Gwen – il mondo intero. Dopo che una famiglia di anatre migratorie si posa sul loro stagno raccontando entusiasmanti storie di luoghi lontani, Pam convince Mack a intraprendere un viaggio di famiglia, passando per New York City, fino alla Jamaica tropicale. Man mano che i Mallard si dirigono verso sud per l’inverno, i loro piani ben architettati vanno rapidamente in rovina. L’esperienza li stimolerà a espandere i loro orizzonti, ad aprirsi a nuovi amici, a realizzare più di quanto avessero mai immaginato, ma soprattutto insegnerà loro più cose sull’altro – e su se stessi – di quanto avessero mai pensato.

I doppiatori di Prendi il volo

Il cast di doppiatori – nella versione originale – è guidato dall’attore candidato all’Oscar e all’Emmy Kumail Nanjiani (The Big Sick – Il matrimonio si può evitare… l’amore no, Eternals) nel ruolo dell’ansioso papà Mallard Mack e dalla candidata all’Emmy Elizabeth Banks (Hunger Games e Pitch Perfect) nel ruolo di Pam, la coraggiosa e pronta di spirito matriarca dei Mallard. Caspar Jennings interpreta Dax, il figlio sicuro e inquieto dei Mallard, e Tresi Gazal fa il suo debutto cinematografico nel ruolo di Gwen, la figlia innocente e adorabile della famiglia. Awkwafina, vincitrice del Golden Globe (Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli), presta la voce al capo coraggioso di una banda di piccioni di New York City; Carol Kane, vincitrice di un Emmy e candidata all’Oscar (La storia fantastica), interpreta Erin l’airone, la prima amicizia che i Mallard fanno durante il loro viaggio; Keegan-Michael Key, vincitore di un Emmy (Super Mario Bros. Il Film, Il Re Leone), presta la voce a un pappagallo giamaicano nostalgico rinchiuso in un ristorante di Manhattan, e David Mitchell, vincitore del BAFTA (Peep Show), interpreta il leader di una misteriosa fattoria di anatre. Danny DeVito, leggendario vincitore di un Emmy e candidato all’Oscar (C’è sempre il sole a Philadelphia), appare nel ruolo dello zio avventuroso di Mack, dal carattere scorbutico.
Tra le voci italiane del film troviamo invece Serena Rossi e Francesco Scianna, che doppieranno rispettivamente mamma Pam e papà Mack.

Prodotto dal fondatore e CEO di Illumination, Chris Meledandri,il film è co-diretto da Guylo Homsy (responsabile della fotografia di Sing e Sing 2), montato da Christian Gazal (Happy Feet, Peter Rabbit) e il direttore artistico è Colin Stimpson (Pets – Vita da animali 2).

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