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Gérard Depardieu si difende dalle accuse di molestie in una lettera aperta

Pubblicato il 02 ottobre 2023 di Marco Triolo

Mesi fa, un articolo pubblicato dalla testata online Médiapart aveva raccolto le testimonianze di tredici donne che accusavano la star francese Gérard Depardieu di molestie sui set di undici film e serie girati tra il 2004 e il 2022. All’epoca, Depardieu era già sotto accusa da parte di Charlotte Arnould, figlia di un suo vecchio amico che sostiene di essere stata violentata due volte nella casa di Parigi di Depardieu, dopo essersi recata lì per un consulto lavorativo.

Ora, dopo mesi di silenzio, l’attore ha deciso di rispondere alle accuse, e in particolare a quella di Arnould, attraverso una lettera aperta, pubblicata su Le Figaro, in cui afferma di non essere “né uno stupratore, né un predatore”. Senza mai fare il nome di Arnould, Depardieu scrive:

Non posso più acconsentire a ciò che sento, ciò che ho letto su di me negli ultimi mesi.

Pensavo non mi importasse, ma no, no.

Tutto questo mi colpisce. Peggio ancora, mi spegne.

Oggi non posso più cantare Barbara perché una donna che voleva cantare Barbara con me mi ha accusato di stupro.

Voglio finalmente dirvi la mia verità.

Non ho mai abusato di una donna.

Fare del male a una donna sarebbe come prendere a calci la pancia di mia madre.

L’attore prosegue raccontando degli incontri con Charlotte Arnauld:

Una donna è venuta a casa mia una prima volta, il passo leggero, salendo volontariamente nella mia stanza. Oggi dice di essere stata violentata lì.

È tornata una seconda volta.

Non c’è mai stato tra noi né coercizione, né violenza, né protesta.

Voleva cantare con me le canzoni di Barbara al Cirque d’Hiver. Le ho detto di no.

Mi ha denunciato.

Gérard Depardieu si riferisce allo spettacolo musicale Depardieu Chante Barbara, che ha continuato a portare in giro per la Francia nonostante le accuse di Arnauld. Il tour è stato fermato solo in seguito all’articolo di Médiapart.

La star ha negato tutte le accuse che gli sono state rivolte contro nell’articolo. Nessuna delle donne intervistate è ricorsa finora alle vie legali.