Il 5 ottobre 2011 sull’emittente statunitense FX debuttava American Horror Story, uno show destinato – nel suo piccolo – a rivoluzionare il modo di fare serie tv. Nata dalla geniale mente di Ryan Murphy (oggi divenuto uno degli autori televisivi più amati e odiati di Hollywood) e Brad Falchuk, American Horror Story ha fin da subito messo in chiaro l’innovativa declinazione che voleva dare al genere horror, sdoganando inoltre la narrazione antologica in televisione. Infatti, ogni stagione presenta una storia totalmente diversa, con però la presenza di alcuni attori in comune. American Horror Story nacque, poi, con l’obiettivo di omaggiare tutti gli elementi presenti nel genere horror degli anni ’60 e ’70.
La prima stagione ottenne uno straordinario successo di pubblico e critica, vincendo anche numerosi premi importanti; FX rinnovò quindi la serie per un secondo ciclo di episodi e, nonostante una qualità altalenante nel corso degli anni, attualmente in America sta andando in onda la dodicesima stagione (in Italia debutterà nei prossimi mesi su Disney+). American Horror Story oggi compie 12 anni e comunque la si pensi sulla qualità proposta è innegabile che sia stata in grado di creare un genere tutto suo all’interno di un altro macro-genere (quello horror), un modo di fare televisione oggi molto rincorso da altre produzioni.
Debuttare come serie tv antologica ha senz’altro conferito ad American Horror Story un’aura televisiva del tutto innovativa. Fu una scommessa vinta per il duo Murphy-Falchuk, i quali nel 2009 avevano realizzato un’altra serie tv progressista per il suo genere: Glee. La prima stagione di American Horror Story ha presentato al pubblico la classica storia di una casa infestata da fantasmi, un plot forse non originalissimo ma la cui messa scena ha permesso allo show di diventare una delle novità più apprezzate di quell’annata televisiva. Dal secondo ciclo di episodi le trame hanno spaziato sempre di più, riuscendo a mescolare tutti gli elementi classici dell’horror con quelli più innovativi; ogni stagione di American Horror Story è accompagnata poi da un sottotitolo riguardante il tema principale trattato in quella specifica annata.
Sembrava andare tutto bene ma già dalla terza/quarta stagione qualcosa cominciò a scricchiolare, con le prime critiche mosse da una parte del pubblico. Lo stesso meccanismo che aveva permesso ad American Horror Story di rivoluzionare il genere horror iniziò ad incepparsi con il passare degli anni. Il salto dello squalo definitivo lo si ebbe quando gli autori decisero di sconfessare loro stessi, tradendo un po’ il lato antologico dello show in favore di un unico universo condiviso tra tutte le stagioni. Una svolta promettente ma realizzata in maniera frettolosa e senza una particolare idea di fondo, come dimostrato dall’ottava annata denominata Apocalypse; quest’ultima proponeva un crossover tra Murder House (stagione 1) e Coven (stagione 3), ma la realizzazione ha lasciato molto a desiderare. Nonostante ciò, la serie ha continuato a sperimentare come dimostrato dal decimo ciclo di episodi, il quale venne diviso a metà così da poter raccontare due storie completamente diverse (Red Tide e Death Valley).
Il cast di American Horror Story ha senza dubbio contribuito a rendere la serie celebre in tutto il mondo. Nel corso delle varie stagioni si sono alternati numerosi attori di prim’ordine ma anche volti noti in altri settori, come quello musicale. La stella più luminosa del cast è certamente Jessica Lange, la celebre attrice di King Kong (1976) tornata alla ribalta proprio grazie alla serie; nel cast della prima stagione Jessica Lange venne ingaggiata per un ruolo di supporto, ma la sua bravura e gli elogi di pubblico e critica la portarono a divenire il volto simbolo dell’intero franchise fino alla quarta annata. Infatti, Jessica Lange decise di non prolungare il suo contratto con lo show, facendo solo un’apparizione in Apocalypse, per cui ha vinto un Golden Globe e ben due Emmy Award. L’attrice ha motivato la scelta spiegando come volesse uscire dalla serie al suo picco e nel corso degli anni non ha mai smesso di esprimere la propria gratitudine a Ryan Murphy per averle donato una seconda giovinezza professionale; i due hanno poi lavorato insieme in altri show come Feud – Bette and Joan e The Politician.
Oltre la Lange non possiamo poi dimenticarci di citare le altre due colonne portanti di American Horror Story: Sarah Paulson ed Evan Peters. Entrambi hanno, infatti, preso parte a quasi tutte le stagioni (mancando solo in tre: la nona, l’undicesima e la dodicesima) interpretando tutti i ruoli possibili, dalle vittime agli antagonisti; è innegabile che le loro carriere siano decollate proprio grazie ad American Horror Story. La serie si è poi avvalsa di numerose personalità pop nel corso degli anni, una su tutte è la cantante Lady Gaga. Quest’ultima ha debuttato nel mondo della recitazione grazie al ruolo della Contessa in American Horror Story: Hotel, con il quale è riuscita a vincere un Golden Globe. La dodicesima stagione, attualmente in onda negli Stati Uniti, vede l’entrata nel cast di Kim Kardashian, la quale sta raccogliendo l’attenzione della critica per la performance offerta.
Che l’universo di American Horror Story fosse – prima o poi – destinato ad espandersi era cosa nota a tutti ed anzi hanno impiegato più tempo del previsto a farlo. Nel 2021 ha debuttato American Horror Stories, uno spin-off capace di riprendere le atmosfere e le ambientazioni della serie madre declinandole però in una prospettiva diversa. Ad essere antologici in American Horror Stories sono gli stessi episodi, infatti, ogni storia inizia e finisce nell’arco di 45/50 minuti (tranne rari casi in cui è stato reso necessario l’utilizzo di un doppio episodio). Pur non avendo la verve della serie madre, lo spin-off è comunque riuscito ad attirare parecchi spettatori, i quali hanno visto un miglioramento dalla prima alla seconda annata. A riprendere parte del titolo di American Horror Story è poi un’altra produzione di Ryan Murphy intitolata per l’appunto American Crime Story, in onda dal 2016. Le premesse di questa serie sono però totalmente diverse, infatti, ogni stagione si propone di ripercorrere un fatto di cronaca realmente accaduto negli Stati Uniti, avvalendosi però di uno stile capace di differenziare la modalità di racconto anno dopo anno.
American Horror Story ha poi ispirato numerose altre produzioni televisive, come True Detective e Fargo, le quali hanno dato vita a stagioni totalmente antologiche rincorrendo il successo avuto dalla serie di Murphy e Falchuk. È quindi corretto conferire a questi ultimi i meriti dello sdoganamento di tale tecnica narrativa in televisione. Attualmente American Horror Story è in onda negli Stati Uniti con la dodicesima stagione, in Italia arriverà nei prossimi mesi su Disney+. Nell’attesa vi consigliamo di fare un rewatch, così da festeggiare quest’importante anniversario.