Il 5 agosto 2003 negli Stati Uniti debuttava The O.C., un teen drama destinato a divenire un cult per un’intera generazione. Il lancio in estate fu una vera e propria mossa strategica – ma al tempo stesso rischiosa – da parte della rete televisiva FOX, la quale auspicava di replicare il successo ottenuto più di 10 anni prima con Beverly Hills 90210, il papà del genere teen drama, così da bruciare in partenza tutti i debutti delle altre reti concorrenti e permettere a The O.C. di costruirsi il proprio pubblico. Una strategia decisamente geniale, in quanto la serie debuttò con un grande successo: ben 7,46 milioni di spettatori seguirono l’episodio pilota e il pubblico crebbe notevolmente con il passare delle settimane. Ciò permise allo show di diventare uno dei prodotti di spicco della stagione televisiva 2003-2004.
A incantare gli spettatori statunitensi, e successivamente quelli di tutto il mondo, fu il mix di tematiche che il giovanissimo sceneggiatore Josh Schwartz riuscì a inserire con estrema facilità nella serie. Schwartz all’epoca aveva soltanto 26 anni e divenne lo showrunner statunitense più giovane di sempre; negli anni ha dato vita ad altri titoli di successo come Gossip Girl (il quale ha molte cose in comune con The O.C.), Chuck e la nuovissima Città in fiamme, disponibile su AppleTV+. Oggi The O.C. compie 20 anni e rivendendolo possiamo assicurarvi che ha ancora molto da insegnare a show odierni appartenenti allo stesso genere.
Ryan Atwood (Benjamin McKenzie) è un ragazzo proveniente da una zona disagiata della California con alle spalle una famiglia estremamente problematica (a tratti assente), che si ritrova catapultato in una realtà completamente diversa da quella in cui aveva vissuto; viene infatti adottato dall’avvocato Sandy Cohen (Peter Gallagher) e da sua moglie Kirsten (Kelly Rowan), i quali provano ad offrirgli un futuro migliore. Il ragazzo entra, quindi, a far parte della facoltosa Newport Beach in qualità di outsider, pronto però a scombussolare le vite di tutti gli altri protagonisti. I primi ad essere colpiti da lui sono Seth Cohen (Adam Brody), il figlio di Sandy e Kirsten, che troverà in Ryan il primo vero amico, e Marissa Cooper (Misha Barton), adolescente problematica e vicina di casa della famiglia Cohen. Sarà proprio merito di Ryan se Seth conoscerà Summer Roberts (Rachel Bilson), la ragazza di cui è da sempre innamorato; Marissa grazie a Ryan capirà invece per la prima volta cosa significa essere realmente innamorati. Ryan, Marissa, Seth e Summer daranno presto vita ad un quartetto inseparabile, denominato da loro stessi con l’appellativo “Fantastici 4”.
In The O.C. ad avere molta importanza sono però anche le trame degli adulti, oltre ai già citati Sandy e Kirsten è doveroso menzionare Julie Cooper (Melinda Clarke), uno dei personaggi con la maggior crescita dell’intera serie. Le trame di questi ultimi si intrecceranno alla perfezione con le vicende dei ragazzi, rendendo The O.C. un teen drama capace di attrarre pubblico giovane e adulto. Le ricche vite degli abitanti di Orange Country potrebbero sembrare molto lontane da quelle degli spettatori, eppure la narrazione, fatta di dialoghi brillanti, citazioni della cultura pop, relazioni amorose/amicali, legami familiari, ha contribuito a rendere il pubblico affascinato dalla serie; tutti abbiamo sognato almeno una volta di vivere nella casetta in piscina della famiglia Cohen. La riuscita di The O.C. è, inoltre, dovuta a una colonna sonora caratterizzata da artisti emergenti e vecchie glorie: indimenticabile, ad esempio, la sigla California cantata dal gruppo Phantom Planet, la quale ha permesso allo show di rendersi riconoscibile in tutto il mondo.
Sebbene conti ben 27 episodi, la prima annata di The O.C. risulta pressoché perfetta; la seconda, nonostante alcuni elementi soap di troppo, riesce a mantenere alto l’interesse del pubblico con trame molto avvincenti. Dall’inizio della terza stagione la narrazione comincia però a soffrire, e all’epoca l’interesse del pubblico iniziò a diminuire settimana dopo settimana, con un calo di ascolti non indifferente. Gli stessi attori, anni dopo, hanno manifestato la loro ostilità nei confronti di alcune trame presenti nel terzo ciclo di episodi. Nel tentativo di dare una sferzata alle vicende, sempre più stantie, gli sceneggiatori optarono per una decisione drastica e shockante: far uscire di scena il personaggio di Marissa Cooper. Fu la stessa Misha Barton ad optare per la morte del personaggio: secondo quest’ultima Marissa era un ruolo tragico e quindi coerentemente anche il suo addio doveva esserlo.
Nella terza annata Marissa affronta forse la più grande parabola discendente tra traumi non affrontati, frequentazioni sbagliate e l’abuso di alcol e droghe. A causa di un incidente stradale, la ragazza muore tra le braccia di Ryan negli ultimi istanti della terza stagione, lasciando il pubblico sgomento (ancora oggi traumatizzato). Le proteste dei fan dopo la trasmissione dell’episodio furono tantissime, molti di loro dichiararono di aver chiuso per sempre con The O.C.; il calo di ascolti cominciato l’anno precedente fu sempre più grande e la rete decise di non aggiungere nuovi episodi ai 16 già ordinati, cancellando di fatto la serie con il finale della quarta stagione. Inutili furono le petizioni online degli spettatori, una delle quali avente ben 700.000 firme. Recentemente Josh Schwartz si è mostrato pentito della scelta fatta anni prima, dichiarando che se potesse tornare indietro non ucciderebbe il personaggio di Marissa e cambierebbe molte cose nel terzo ciclo di episodi.
Dopo una controversa terza stagione, nella quarta annata The O.C. sembrò deciso a tornare alle origini con una scrittura a metà tra dramma e commedia. Effettivamente vi fu un miglioramento rispetto all’anno precedente, ma non abbastanza per recuperare il pubblico, ormai migrato altrove. Dopo una corsa durata ben 92 episodi, The O.C. si concluse quindi con lo splendido finale della quarta stagione. Negli anni si susseguirono numerose voci riguardanti lo sviluppo di nuovi episodi, le quali però si riveleranno sempre infondate. Il 27 aprile 2021 Rachel Bilson e Melinda Clarke, rispettivamente interpreti di Summer e Julie, lanciarono un podcast interamente dedicato alla serie intitolato Welcome to The O.C, Bitches. Tramite esso le due attrici hanno riguardato settimanalmente tutti gli episodi dello show, svelando vari aneddoti ed avvalendosi quasi tutte le settimane di diversi ospiti, dagli sceneggiatori ai membri del cast. Un’iniziativa che ha riscosso un grande successo tra i fan, ispirando tra l’altro la nascita di numerosi format simili, instillando al tempo stesso una grande domanda: è tempo di un revival di The O.C.? Se alcuni membri del cast, come Adam Brody e Misha Barton, si sono detti aperti all’idea, l’ideatore Josh Schwartz non sembra essere dello stesso avviso:
Sì, ad un certo punto, ci è stato proposto di realizzare un ritorno di The O.C. per vedere cosa sarebbe successo a quei ragazzi da adulti. Ma per me The O.C. è una storia unica e conclusa. Sento di avere completato quel racconto una volta giunto a conclusione.
Potrebbe cambiare idea? Le vie di Hollywood sono infinite, ma è certo che un revival dovrebbe essere realizzato con estrema peculiarità, così da evitare delusioni come avvenuto con altri titoli di successo (Una mamma per amica, Veronica Mars).