Cannes, il direttore Fremaux: “L’Italia non aiuta il suo cinema come la Francia: ma i talenti fioriscono”

Cannes, il direttore Fremaux: “L’Italia non aiuta il suo cinema come la Francia: ma i talenti fioriscono”

Di Andrea D'Addio

Thierry Fremaux, dal 2007 delegato generale del Festival di Cannes, ha incontrato, come d’ abitudine, la stampa accreditata il giorno prima dell’inizio della rassegna. Si è parlato di selezione giuria, film, polemiche (le parole di Adele Haenel e la presenza di Johnny Depp) e il cinema italiano.

Sul cinema italiano che ha ben tre film in concorso, “La chimera” di Alice Rohrwacher, “Rapito” di Marco Bellocchio e “Il sol dell’avvenire” di Nanni Moretti…

Ci sono Due veterani e una giovane regista. Un modo per fare parlare due generazioni. Purtroppo l’Italia, paese con una storia di cinema straordinaria, non sostiene il cinema come in Francia dove c’è un sistema complicato, ma efficiente, che porta la gente in sala anche d’estate e sostiene la produzione cinematografica,  eppure ci sono nuovi talenti che nascono ed opere molto meritevoli. Spiego meglio:  Non dico che il modello francese sia l’ideale, ma se il cinema in Francia non vive la stessa crisi che c’è in Italia o in Spagna è grazie al suo sistema.

Sui film in concorso

Con il mio team guardiamo quasi 2000 film per selezionarne poi solo dai 65 ai 70. Non è sempre facile fare delle scelte. La qualità è sempre al primo posto, ma stiamo cercando di scoprire anche al cinema di paesi meno conosciuti in sala, come il Sudan, la Mongolia o il Senegal. Certo, se abbiamo un dubbio tra due film in cui uno è di un paese già solido cinematograficamente come la Francia o gli Stati Unit e uno da una nazione in cui non lo è, scegliamo quest’ultima. Se il dubbio è tra un regista uomo e una donna, scegliamo la donna. Ma questo solo se ci sono dei dubbi.

Sull’attrice Adele Haenel, che ha dichiarato la scorsa settimana di essersi ritirata dal cinema nel 2020, da quando Polanski ha vinto ai César, e che ormai farà solo teatro,  “perché si tratta di un ambiente inquinato da logiche maschiliste” e affermando, inoltre, che Cannes è “pronta a qualsiasi cosa per difendere i loro capi stupratori”, allundendo a Polanski e Gerard Depardieu”…

Posso solo commentare quello che ha detto su Cannes, che è falso, errato. Non la pensava comunque così quando è venuta negli anni passati a Cannes (venne nel 2019 per “Ritratto della giovane in fiamme” ndr), a meno che non soffrisse di una folle dissonanza con sé stessa. Che poi, se voi giornalisti pensaste che questo è un festival per stupratori, non sareste qui ad ascoltarmi.  La gente usa Cannes per parlare di certe questioni ed è normale perché diamo loro una piattaforma.

Sulla presenza femminile al festival

Quest’anno il 30% della selezione è femminile. Fate conto che nel mondo solo il 18% dei registi è donna. Nel 2021 la Palma d’oro è stata assegnata a una donna, Julia Ducourneau per “Titan”. Nello stesso anno la Camera d’Or e la Palma d’oro per il corto sono andate a una regista. Nessuno ha notato questo. Non è una novità mettere le donne al posto che meritano: anche Venezia, Berlino e San Sebastian hanno recentemente premiato le registe donne.

Sui sindacati dei lavoratori che, impegnati in proteste in tutta la Francia, hanno affermato di volere tagliare la luce al Festival di Cannes

Vedremo, ma ancora una volta Cannes crea un’eco per coloro che desiderano essere ascoltati e crea una piattaforma per i momenti di espressione. La ministra Elisabeth Borne sta comunque parlando con i sindacati questa settimana.

Su Johnny Depp, presente nel film di apertura, ma fuori concorso, “Jeanne du Barry” di Maiwenn, che nonostante sia stato scagionato da ogni accusa, sembra che sia ancora visto non di buon occhio negli Stati Uniti…

Sono l’ultima persona a poter discutere di tutto questo. Se c’è una persona al mondo che non ha trovato il minimo interesse per questo processo tanto pubblicizzato, sono io. Mi interessa solo Johnny Depp come attore. Non so come sia visto Johnny Depp ora negli Stati Uniti. A dire il vero, nella mia vita ho solo una regola: la libertà di pensiero, la libertà di parola e di azione all’interno di un ciò che è legale. Se a Johnny Depp fosse stato vietato di recitare in un film, o il film fosse stato bandito, non saremmo qui a parlarne. Noi abbiamo visto il film di Maiwenn e abbiamo visto che sarebbe potuto essere in concorso. Sarebbe stata l’ottava regista donna, ma poi si è deciso per il fuori concorso. Ad ogni modo la questione Depp  è emersa solo quando il film è stato annunciato a Cannes. Non so perché Depp abbia scelto di girare un film in Francia, ad ogni modo è una domanda che dovreste porre a Maiwenn.

Sulla presidenza della giuria affidata al regista Ruben Östlund, due volte Palma d’oro per  The Square e Triangle of Sadness…:

Come ho detto a Ruben, inizialmente volevamo una presidentessa donna, ma non è stato possibile. Lui comunque era la nostra prima scelta per gli uomini. Non era un piano B. Östlund è qualcosa di nuovo per una giuria. Rappresenta una luce splendente del cinema europeo negli ultimi 5-10 anni. È un cinefilo… e attraverso di lui stiamo mettendo in risalto la Scandinavi. Joachim Trier è stato di recente in giuria… La composizione della giuria è formata da persone che amo e rispetto, sorprendenti e inaspettate.

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