Perché Succession è la punta di diamante della HBO attuale

Perché Succession è la punta di diamante della HBO attuale

Di Gian Marco Novelli

Negli ultimi 50 anni la rete via cavo HBO ha abituato il pubblico di tutto il mondo a serie tv dall’elevatissima qualità. Basti pensare agli ultimi mesi, dove sono andati in onda alcuni degli show di maggior successo su scala internazionale come House of the dragon, The White Lotus e The Last of Us. Domenica 26 marzo ha però fatto il suo debutto negli Stati Uniti la quarta ed ultima stagione di Succession, serie tv di Jesse Armstrong considerata ormai la punta di diamante della rete, l’asso nella manica capace negli ultimi anni di vincere moltissimi premi importanti come gli Emmy Awards ed i Golden Globes. Lo show narra le vicende di Logan Roy (Brian Cox), uomo ottantenne alla guida di uno dei più potenti conglomerati di media: la Waystar-Royco. L’uomo è alla spasmodica ricerca del proprio erede tra i suoi quattro figli: Connor Roy (Alan Ruck), Kendall Roy (Jeremy Strong), Shiv Roy (Sarah Snook) e Roman Roy (Kieran Culkin). Questa è però solo la premessa di una narrazione costituita da colpi di scena e alle spalle (dei personaggi).

Succession è stato fin da subito un enorme successo di pubblico e critica, soprattutto quest’ultima sembra amarla follemente come aveva fatto solo con titoli divenuti poi dei cult della serialità: I Soprano e Breaking Bad. La scelta di concludere le vicende della  serie con la quarta stagione ha lasciato parte del pubblico a bocca aperta, Jesse Armstrong in un’intervista al periodico The New Yorker ha motivato in questo modo la scelta presa:

Mi piace lavorare in sala di scrittura arrivando con una sorta di proposta, e poi essere sinceramente aperto a modi alternativi di procedere. E la decisione di terminare si è consolidata durante la scrittura e anche quando abbiamo iniziato le riprese: Ho detto al cast: “Non sono sicuro al cento per cento, ma credo che sia finita”. Perché non volevo prendere in giro neanche loro.

Game of thrones ma senza spade e draghi

Succession ha debuttato quando le vicende della serie tv fantasy Game of Thrones si stavano per concludere e mentre tutti ipotizzavano quale show sarebbe diventato il “nuovo” Game of Thrones, ecco che HBO mise subito in chiaro di avere il sostituto in casa. Non fraintendeteci in Succession non vi è alcuna presenza di elementi fantasy, ma a fare la fortuna della serie sono state le dinamiche politiche, i giochi di potere, i colpi alle spalle (di cui parlavamo nel paragrafo precedente), l’elemento soap ed infine una resa scenica a metà tra il drama e la commedia satirica. Tutto ciò ha evidenziato le vere tematiche della serie: il denaro e la rincorsa al potere. Più si è potenti e più si ha voglia di incrementare la propria posizione di forza, ed in questo senso i personaggi di Succession funzionano alla grande. Il pubblico non ha i classici protagonisti da amare e per cui tifare, piuttosto dei personaggi molto spesso odiosi e disposti a tutto per raggiunger i loro scopi.

La successione è però anche un pretesto per parlare del rapporto genitori-figli. Da Kendall a Roman, tutti (tranne Connor) desiderano sostituire il padre Logan alla guida della compagnia, ma ad essere desiderato è ancor di più l’affetto e l’amore paterno. Ciò viene posto in estrema rilevanza soprattutto nella terza stagione, dove i figli attuano una guerra al loro padre ma cadono uno ad uno quando capiscono che Logan preferirebbe dare la sua azienda ad un completo estraneo, piuttosto che a loro. In quel momento Kendall, Shiv e Roman comprendono di essere stati solo delle pedine in un gioco spietato messo in atto dal proprio padre. A concludere la terza stagione della serie è quindi una tragedia teatrale, quasi Shakespeariana.

Qualità attoriale fuori scala

Oltre una trama così ben articolata, a rendere grande Succession è soprattutto la recitazione degli attori. Il capo famiglia non poteva che essere interpretato da un veterano come Brian Cox, ma la serie è stata in grado di farci scoprire molte nuove leve come Jeremy Strong, Sarah Snook e Kieran Culkin, i quali sicuramente sapranno farsi strada al cinema ed in televisione dopo la conclusione dello show. Tutti i personaggi riescono a far percepire le loro fragilità e questo è senza dubbio merito dei propri interpreti, i quali sono capaci anche con una sola espressione di far comprendere tutte le emozioni provate dai protagonisti. Emblematica in tal senso è la sequenza finale dell’ultimo episodio della stagione 3, la quale dovrebbe essere mostrata a chi vuole intraprendere questo mestiere; con un cambio di mimica facciale improvviso ogni personaggio riesce a comunicare qualcosa di forte allo spettatore.

In Succession, quindi, la recitazione sembra essere ancor più importante che in altri show. Non è un caso se tutto il cast, persino le comparse, sono così ben lodati e stanno riuscendo a vincere molti premi, come nel caso di Jeremy Strong e Matthew Macfadyen. Quest’ultimo grazie al ruolo di Tom (il marito di Shiv) sta ottenendo finalmente il giusto plauso da pubblico, critica ed addetti ai lavori. Nonostante una grande carriera (tra cinema, tv e teatro), l’attore non aveva infatti ancora ricevuto i giusti riconoscimenti.

Regia e colonna sonora ipnotiche per una serie tv

Una recitazione così forte non potrebbe però esistere senza una grande regia, capace di enfatizzare ogni cambio di espressione dei vari protagonisti. Quella di Succession è assolutamente una forma molto particolare di regia, più vicina ad uno stile documentaristico. Gli spettatori diventano quasi osservatori delle vite e degli intrighi di questi ricchi protagonisti, i quali sono sempre pronti a sabotarsi gli uni con gli altri. Ed ecco che zoom improvvisi sui loro volti diventano quasi un abitudine per chi guarda ed ama lo show, come il sottoscritto. A rendere questa resa scenica così bella da guardare è lo stesso regista Adam McKay, già conosciuto per molte pellicole cinematografiche come La Grande Scommessa e Vice. Gli attori del cast hanno lodato McKay per avergli permesso di giocare, come mai gli era capitato di fare, con l’improvvisazione delle battute. Oltre alla regia un’altra freccia nell’arco di Succession è la splendida colonna sonora, la quale (a partire dalla sigla di apertura) conferisce alla serie un’aurea quasi sacrale. Si può, infatti, solo rimanere ammaliati dalle musiche composte da Nicholas Britell, celebre per aver realizzato le colonne sonore di Moonlight, Crudelia e Don’t Look Up. La musica è da considerarsi un elemento fondamentale nello show, essendo protagonista di alcune delle scene narrativamente clou.

In Italia la quarta ed ultima stagione di Succession sarà distribuita con un episodio settimanale su Sky Italia e NOW dal 3 aprile 2023. Non vediamo l’ora di scoprire come si concluderà la faida della famiglia Roy.

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