Ruggero Deodato è morto oggi a 83 anni. Nella sua lunga carriera ha lavorato a numerosi generi cinematografici, ma il filmmaker è conosciuto soprattutto per il suo apporto al genere horror.
Nato a Potenza, si trasferì a Roma con la famiglia e poi in Danimarca dove iniziò la sua carriera come pianista, e conduttore di una piccola orchestra a soli sette anni ma chiuse la sua avventura musicale una volta tornato in Italia, quando il maestro privato lo mandò via perché suonava a orecchio.
Imparò l’arte della regia da Roberto Rossellini e Sergio Corbucci con quest’ultimo lavorò come assistente alla regia in Il figlio di Spartacus (1962) e Django (1966), fu anche l’assistente alla regia di Antonio Margheriti in La vergine di Norimberga (1963) e poi in Danza macabra (1964).
Negli anni sessanta diresse commedie, musical, thriller per poi lasciare il cinema e dedicarsi alle pubblicità di marche come Piaggio, Fiat, Philips, sottilette Kraft e De’Longhi.
Dopo aver visto immagini violente sui notiziari, decise di tornare a dirigere:
“Era il periodo delle Brigate Rosse. Ogni sera in televisione c’erano immagini molto forti di persone uccise o mutilate. Non solo uccisioni, ma anche alcune fabbricazioni. Aumentavano il sensazionalismo delle notizie solo per scioccare le persone.”
Nel 1975 tornò a dirigere con il thriller erotico Ondata di piacere, l’anno dopo arrivò Uomini si nasce poliziotti si muore, uno dei film più violenti del genere poliziesco, che ebbe un notevole successo.
Ridiede vita al genere sul cannibalismo con Ultimo mondo cannibale (1977), ma è ricordato soprattutto per il film successivo Cannibal Holocaust (1980) vietato e pesantemente censurato in più di 50 paesi per l’incredibile realismo della pellicola che lo portò in tribunale per sospetto d’omicidio dei suoi interpreti. Alla fine fu multato per maltrattamento di animali e il film fu vietato per tre anni.
Aveva dichiarato:
“Ci misi una cura maniacale in quel film perché tutto fosse perfetto, ho strisciato addirittura la pellicola per rendere il tutto più veritiero”.
Durante la lavorazione:
“Il mio produttore in Italia stava mostrando i giornalieri nei mercati cinematografici e stava ottenendo una risposta incredibile, così mi chiamava ogni giorno nella giungla dicendomi: ‘Fai di più! Fai di più! Continua a filmare! Uccidi altre persone! Non preoccuparti, il tuo messaggio arriverà”.
Parlando delle scene forti del film aveva dichiarato:
“Erano molto forti ma furono girate senza compiacimento. Tutto quanto era più leggero per noi, quindi quello che facevo di pesante veniva fuori così come dal cappello a cilindro. Forse non volevo arrivare a questi estremi.
[…] Quando mi son montato il film ho detto: ‘Madonna che ho fatto’. Perché è. Crudo il film è una cosa. Senza appoggi di musica, di effetti è, tremenda, veramente forte. Allora ho detto che io lo dovevo addolcire, e come ha fatto mondo cane? Con Ortolani ha messo mor e addolcisce tutto ma lo rinforza nello stesso tempo”.
Precursore del genere “found footage” che ha dato vita a film come The Blair Witch Project, l’influenza di Cannibal Holocaust è stata riconosciuta da registi come Oliver Stone che lo ha omaggiato in Platoon nella scena dell’incendio delle capanne degli indios; Eli Roth, Rob Zombie, Jordan Vogt-Roberts, George A. Romero, Nicolas Winding Refn e Quentin Tarantino che lo ha proiettato in una retrospettiva alla Mostra d’Arte cinematografica di Venezia.
I am utterly bereft by the news my dear friend Ruggero Deodato has died today. A great loss to Italian genre cinema, and as much as CANNIBAL HOLOCAUST divides people, it was unique, a one of a kind shocker. I will miss him so much.
— Alan Jones (@alanfrightfest) December 29, 2022
Quanti bei ricordi, caro Ruggero. E quante risate…
Che tristezza.
Ruggero Deodato, 7 Maggio 1939 – 28 Dicembre 2022
Pubblicato da Michele Innocenti su Giovedì 29 dicembre 2022
Fonti Il Messaggero, Rainews, The Guardian