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Lo squalo: Spielberg è dispiaciuto per la “decimazione degli squali” dovuta al suo film

Pubblicato il 19 dicembre 2022 di Marco Triolo

Durante un’intervista trasmessa da Desert Island Discs, su BBC, Steven Spielberg ha rivelato uno dei maggiori rimpianti della sua carriera, e ha a che fare con Lo Squalo. No, il regista non si è pentito di aver girato il film, che, a soli 27 anni, lo portò al successo e lanciò la sua carriera in via definitiva. Quello che dispiace a Spielberg è di aver involontariamente causato una “decimazione” della popolazione degli squali.

Alla domanda su come si sentirebbe a stare su un’isola deserta circondata da squali, Spielberg ha risposto:

Quella è una delle cose che ancora mi fanno paura, non tanto essere mangiato da uno squalo, quanto che gli squali siano in qualche modo arrabbiati con me per l’accanimento di pescatori sportivi pazzi avvenuto dopo il 1975. Ancora oggi rimpiango davvero la decimazione della popolazione degli squali dovuta al libro e al film.

Il libro a cui Spielberg fa riferimento è ovviamente il romanzo di Peter Benchley da cui il film è tratto. Lo stesso Benchley si è scusato pubblicamente in passato, e si è dedicato per diverso tempo a fare campagna per salvare gli squali. Nel 2006, ha detto al London Daily Express:

Lo squalo era pura finizione. Sapendo ciò che so ora, non potrei mai scrivere quel libro oggi.

Gli squali non prendono di mira gli esseri umani e certamente non serbano rancore. Non esiste nessuno squalo solitario mangia-uomini con il gusto della carne umana. In realtà, gli squali raramente mordono una persona più di una volta, perché siamo troppo magri e poco attraenti per loro.

Fonte: The Hollywood Reporter