I miei 5 film sul Capodanno preferiti

I miei 5 film sul Capodanno preferiti

Di DocManhattan

No, un attimo. Posate la bottigliona di spumante che tanto poi produrrà solo un deludente puf! al momento di stapparla, e non pensate più al piatto di cotechino e lenticchie che vi costringerete a mangiare anche se non vi piace perché altrimenti vostra madre o vostra zia ci resta male. Perché il Capodanno è anche una cornice temporale gettonatissima nei film. Solo tra Hollywood e cinema nostrano ci sono almeno sessanta pellicole ambientate tra l’ultimo giorno dell’anno e il primo dell’anno nuovo. Un listone nel quale ho pescato i cinque film che mi mi piacciono di più. Quali sono? Eccoli…

Strange Days

STRANGE DAYS

Nel 1995, Kathryn Bigelow immagina gli ultimi giorni dell’anno nella Los Angeles di un futuro allora prossimo e carico di fascino, gli sgoccioli di secolo di fine 1999. Strange Days è una piccola perla nel cinema sci-fi, un thriller del domani che – se non l’avete già fatto – dovreste assolutamente vedere se vi interessano le atmosfere cyberpunk, o se vi piace Blade Runner (e se non vi piace, sia messo agli atti, siete delle brutte persone. Ma quello è un altro discorso).

La Los Angeles in cui si muove Lenny Nero (Ralph Fiennes) è del resto tanto vicina a quella di Blade Runner – citato un paio di volte in modo esplicito – per come è immersa nelle tenebre piene di neon, fumo, caos e influenze asiatiche, quanto alle metropoli buie di un vecchio noir. Un modo di guardare al futuro riflettendo su un passato altrettanto vicino: la rivolta di Los Angeles del 1992, spunto da cui è partito l’ex marito di Bigelow, James Cameron, per scrivere questa storia.

Il bacio con Angela Bassett fa rientrare inoltre Strange Days nella popolatissima sottocategoria dei film sul Capodanno in cui i protagonisti congiungono appassionatamente le labbra in strada o una festa prima dei titoli di coda.

L'ultimo capodanno Risi Ammaniti

L’ULTIMO CAPODANNO

Uscito tre anni dopo, L’ultimo capodanno di Marco Risi ha in comune con Strange Days non solo il tema della fine dell’anno, ma anche i magri incassi al botteghino. Una pellicola ritirata dalle sale dopo soli tre giorni, per volere del regista, che se la prese con il lancio sbagliato, e poi riproposta un anno più tardi. Nonostante il cast zeppo di nomi celebri – da Monica Bellucci ad Alessandro Haber e tanti altri – e il fatto che portasse la firma di uno degli scrittori più bravi e giustamente amati degli ultimi venticinque anni, Niccolò Ammaniti, L’ultimo Capodanno non ha riscosso l’apprezzamento che meritava.

Perché se cercate un film grottesco sulla notte di San Silvestro, una commedia italiana fuori dagli schemi e decisamente diversa dalle altre, o semplicemente se anche a voi è piaciuto un botto L’ultimo capodanno dell’umanità (uno dei racconti di Fango), o qualsiasi altra cosa abbia mai scritto Ammaniti, Adriano Pappalardo è lì, pronto a raccontarvi di nuovo, con quel look da discotecaro fuori tempo massimo, la storia del “localO veramente giusto!”.

ghostbusters 2 finale

GHOSTBUSTERS II

Poi un giorno capiremo che male ha fatto Ghostbusters II, seguito ingiustamente sottovalutato, come se poi quello dei secondi capitoli all’altezza dei loro predecessori fosse un club pieno di iscritti. E non lo è. Una volta si portava dire che era uscito fuori tempo massimo, per quei cinque anni che lo separavano dalla prima sgambata degli Acchiappafantasmi di Ivan Reitman. Ma poi oh, il terzo capitolo è uscito nel 2021.

Non avrà il fascino del primo film, ovvio, e non è magari divertente quanto la zuffa con Gozer di Peter Venkman e colleghi, siamo d’accordo. Ma si può essere fan dei Ghostbusters senza amare Ghostbusters II? Credo che non sia proprio permesso.

Ma tornando al Capodanno: non è da tutti impedire la reincarnazione di Vigo il Carpatico, l’ultimo dell’anno, animando e pilotando la Statua della Libertà caricata di melma e spingendo la gente di New York, solitamente arida e stolta, a cantare tutti insieme “Auld Lang Syne”.

Four Rooms

FOUR ROOMS

In questo omaggio alla Novelle Vague da parte di Quentin Tarantino, i quattro episodi scritti e diretti dallo stesso Tarantino e da Robert Rodriguez, Allison Anders e Alexandre Rockwell ruotano attorno alla figura del fattorino Ted (Tim Roth), che l’ultimo dell’anno apprende in cosa consiste il suo lavoro e incontra gli stravaganti clienti dell’albergo in cui è impiegato, il Mon Signor di Los Angeles.

Il che vuol dire avere a che fare con una congrega di streghe ninfomani e una coppia che per i suoi giochi amorosi la butta sempre sul tragico, gestire i figli vandali di Antonio Banderas e trovarsi davanti un mignolo da tagliare.

Alla sua uscita, Four Rooms fu accolto dalla critica con un discreto coro di pernacchie, anche fisicamente, per il Razzie come peggior attrice non protagonista assegnato a Madonna. Alcune delle sue quattro parti/stanze sono riuscite decisamente meglio, sì, e se uno va proprio di fretta può anche saltare le prime e concentrarsi su quelle di Rodriguez e Tarantino. Si perdono i collegamenti tra le quattro storie e si capisce meno perché Ted arrivi così esaurito a fine giornata, ma oh.

Snowpiercer

SNOWPIERCER

Ma se passare l’ultimo dell’anno a bere e dimenticare per un giorno i problemi, vostri e soprattutto del pianeta su cui camminate, vi sembra volgare, Snowpiercer è lì per ricordarvi che il surriscaldamento globale esiste, e che nel futuro metterci mano potrebbe trasformare la Terra in una landa ghiacciata solcata solo da un treno in perenne movimento. Alimentato da un motore perpetuo e dalla lotta sociale, in cui – come in “Titanic” di De Gregori – la prima classe costa mille lire, la seconda cento, la terza dolore e spavento.

Da Bong Joon-ho, quando ancora Parasite non l’aveva fatto scoprire a tutti, una pellicola di fantascienza sociale parente neanche troppo alla lontana di Orwell 1984 e, per i versi chiaramente più grotteschi della faccenda, di Brazil di Terry Gilliam. Che c’entra con il Capodanno? Che su questo treno si festeggia l’anno nuovo a ogni giro del globo completato, e il film di Bong Joon-ho dà tutto un nuovo significato alla logora espressione di “Capodanno massacrante”.

Padrino parte 2 bacio fredo michael corleone

MA RICORDIAMO ANCHE…

Dicevamo all’inizio: i film ambientati a Capodanno, o che hanno una scena chiave che si svolge la notte di San Silvestro, sono uno spropositilione. Mi piace ricordare Ocean’s Eleven, sia quello di Steven Soderbergh che l’originale del 1960 con il Rat Pack (ribattezzato da noi Colpo grosso) e il campionissimo dei finali baciamoci-a-Capodanno, Harry, ti presento Sally…

E ancora il biglietto da cinque miliardi inseguito da Paolo Ciottoli (Paolo Villaggio) in Ho vinto la lotteria di capodanno, il Capodanno finito malissimo di Boogie Nights – L’altra Hollywood, la nostalgia di fine anni 50 di A cena con gli amici (Diner) di Barry Levinson, Sirene con Cher, Bob Hoskins e Winona Ryder, il “money train” da svaligiare a San Silvestro nel film omonimo del ’95 con Jennifer Lopez, Wesley Snipes e Woody Harrelson.

E potremmo, appunto, andare avanti fino all’anno nuovo, ma ci fermiamo qui. Non prima di aver ricordato però l’indimenticabile party di fine anno in cui, ne Il padrino – Parte II, il Michael Corleone di Al Pacino dice a suo fratello Fredo che sa che è stato lui ad averlo tradito: “I know it was you, Fredo”. Pure qui c’è un bacio sulla bocca durante i festeggiamenti per l’anno nuovo, solo che per Fredo è un bacio della morte. E tanti auguri!

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