Avatar: La via dell’acqua, James Cameron e il cast presentano il film alla stampa

Avatar: La via dell’acqua, James Cameron e il cast presentano il film alla stampa

Di Lorenzo Pedrazzi

La Hollywood di oggi si muove a ritmi forsennati, e mette in cantiere i propri sequel non appena un film ottiene il successo desiderato (se non prima). Il caso di Avatar: La via dell’acqua, però, sembra riportaci ai tempi in cui tra il primo e il secondo capitolo di una saga potevano trascorrere diversi anni, anche perché James Cameron dedica molto tempo a sviluppare le tecnologie necessarie a raccontare le sue storie. Dal primo Avatar – il più grande incasso nella storia del cinema – di anni ne sono passati addirittura 13, ma il pubblico sembra entusiasta di tornare su Pandora ed esplorarne gli abissi marini, vera novità di questo sequel.

Ebbene, il regista ha partecipato alla conferenza stampa insieme a Sam Worthington, Zoe Saldaña, Sigourney Weaver, Kate Winslet, Stephen Lang e al produttore Jon Landau, per presentare il film alla stampa internazionale. Anzitutto, Cameron ha spiegato le ragioni che l’hanno portato a rivisitare questo franchise:

Sembrerebbe ovvio a tutti: abbiamo appena fatto un sacco di soldi, facciamo un sequel. Ma Steven Spielberg non ha fatto un sequel di E.T., il più grande incasso di quell’epoca. Vuoi davvero rievocare un fulmine perché colpisca nello stesso posto? Non è facile raggiungere gli stessi risultati. Però avevamo questo cast fantastico, e abbiamo trovato un modo per far tornare Sig[ourney Weaver], nonostante il suo personaggio del primo film sia morto. E avevamo anche questa straordinaria famiglia di artisti… quando vedi una scena di massa in questo film, sono solo dieci attori spostati qui e là [ride]. Quindi è un piccolo gruppo e ci vogliamo bene gli uni con gli altri, ci godiamo il processo. Anche Kate [Winslet, uno dei volti nuovi del cast] ha potuto goderselo, sentire quella vibrazione. Quello è stato un grande incentivo, per me, per tornare e rifare tutto.

E quale direzione ha scelto per il sequel, in termini narrativi?

Credo sia importante, per un sequel, onorare ciò che il pubblico ha amato nella prima esperienza, ma anche spiazzarlo, fare cose che non si aspetta. Ci sono molte sorprese sulla direzione in cui va la storia in questo film, ma si addentra anche più a fondo nel cuore e nelle emozioni. Nel primo film, la storia e i personaggi erano più semplici. E sono stato ispirato dal fatto che Zoe [Saldaña] e Sam [Worthington] sono genitori, io stesso ho cinque figli… quindi volevamo esplorare le dinamiche familiari, la responsabilità di avere dei figli. Inoltre, mostrare com’è la vita dalla prospettiva dei bambini.

Landau ha aggiunto:

A entusiasmarmi sono i temi che Jim inserisce nelle storie, quelli che restano con te quando lasci la sala. Il suo film ha cuore, emozioni… e inoltre ha un messaggio relativo al nostro mondo, non solo sull’ambiente, ma sulle persone, sull’accettare gli altri per le loro diversità. Jim ha scritto una battuta che dice “Oel ngati kameie” – “Ti vedo” – e vogliamo che le persone sappiano di essere viste, e che vedano gli altri nello stesso modo.

Genitorialità

Nel primo film, Jake (Sam Worthington) e Neytiri (Zoe Saldaña) hanno cominciato la loro storia d’amore, e ora sono una famiglia con figli. La stessa Zoe Saldaña dice di sentirsi molto vicina al percorso del suo personaggio, non solo per lo spirito guerriero e ribelle, ma anche per la paura che ha imparato a provare dopo la maternità:

Io e Neytiri, in qualche modo, abbiamo vissuto vite parallele. In lei c’è un coraggio che possiedo anche io, come persona: è qualcosa che ci accomuna. Ma anche il rischio di innamorarsi di qualcuno al di fuori di te che ti sfida a vedere qualcosa che non avevi mai visto prima. Quello è sempre stato il suo dilemma. Arrendersi a quella cosa, e portare avanti i frutti di quell’amore… ma per lei è stata una sfida, perché l’ha forzata ad amare qualcosa che aveva imparato a odiare. È dura, molto molto dura. E anche la paura. Nella mia vita privata, quando sono diventata un genitore, la paura è entrata nel mio regno. La paura di perdere qualcuno che ami così tanto. Spendi un sacco di tempo a creare questi scenari ipotetici che sono semplicemente inimmaginabili. Quando ho letto la sceneggiatura del secondo film, questa era lei, ero Neytiri. All’epoca non me n’ero resa conto, ma ora sì.

Cameron commenta:

Puoi essere senza paura quando non hai figli. Impari la paura quando li hai, quando hai qualcosa di più grande di te stesso che puoi perdere, ed è ciò che entrambi i vostri personaggi devono affrontare. Non ci avevo mai pensato in questi termini, ma è proprio questo.

Il ritorno di Stephen Lang

Il Colonnello Quaritch di Stephen Lang è stato ucciso alla fine del primo film, ma in Avatar: La via dell’acqua torna in vita proprio grazie a un avatar, come quello usato da Jake. Questo corpo contiene la mente e le emozioni di Quaritch.

Tornare è stato molto entusiasmante. Ero molto onorato di approfondire ed espandere la visione che Jim aveva per questo personaggio. Nel primo film era molto colorito, aveva personalità, aveva alcune qualità grandiose, ma essenzialmente si muoveva come uno squalo senza cervello. In questa iterazione, c’è una magnifica ironia nel fatto che [Quaritch] torni in vita proprio nelle vesti di quella cosa che cercava di distruggere, e debba adattarsi. È stato un piacere tornare su questo personaggio, approfondirlo e forse trovare in lui un po’ di umanità. È un personaggio così caldo, amato da tanti [ridono].

L’arrivo di Kate Winslet

Come accennato prima, Kate Winslet è una delle novità del cast, ma lei e James Cameron hanno già lavorato insieme in Titanic.

Trattandosi di Jim, sapete, mi aspettavo il meglio sotto ogni punto di vista. È preciso, attento, meticoloso… ciò che mi ha attirato di più sono i personaggi che ha creato: Jim ha sempre scritto per le donne dei personaggi che non sono solo forti, sono leader, guidano con il cuore, con integrità, restano fedeli a loro stesse, si sono guadagnate il loro potere. Hanno un potere fisico ammirabile. Farne parte, essere inclusa… è stato così lusinghiero il fatto che Jim me l’abbia chiesto.

L’attrice ha inoltre elogiato l’universo creato dal regista e dai suoi collaboratori per il film:

È davvero straordinario trovarsi in quel mondo. Non è una performance, non sono cose che si sono inventati all’ultimo, è un universo, qualcosa di palpabile che si può sentire: metti piede in quello spazio, è vuoto, ma è assolutamente carico di verità e di dinamiche, ha un cuore pulsante, e farne parte è qualcosa di speciale.

Il ritorno di Sigourney Weaver

Sigourney Weaver prestava il volto alla Dott.ssa Grace Augustine, ma il suo personaggio è morto nel primo film. In Avatar: La via dell’acqua, però, l’attrice ritorna come interprete di Kiri, la figlia adolescente di Jake e Neytiri.

Per fortuna c’è una connessione [tra Kiri e Grace], e quando ne abbiamo parlato la prima volta era il 2010: avevamo questa idea di una ragazza che si trovava più a suo agio nella foresta con le creature, la flora, la fauna… ma credo che Jim volesse creare un personaggio complesso, con aspetti meravigliosi ma anche deficit. Sono felice di aver potuto interpretare qualcuno che considero una vera adolescente, in molti modi. Ero onorata, intrigata, entusiasta, spaventata… per fortuna ho avuto molto tempo per prepararmi. Sono andata a seguire delle lezioni nei licei per sentire il tono di voce [degli adolescenti]. C’è una grande oscillazione nell’identità di un adolescente fra i 12 e i 15 anni. Quando me ne sono accorta, ho potuto lasciare uscire Kiri. Chiunque fosse, combinata con chi ero io a 14 anni. Mi ha dato molto su cui lavorare, e quando ci sono arrivata, mi è piaciuto abbandonare questo guscio [intende il proprio corpo, ndr] e diventare questo personaggio, a volte un po’ monello.

Per vederla – e per rimettere piede tra la natura lussureggiante di Pandora – non dovrete aspettare molto: Avatar: La via dell’acqua uscirà il prossimo 14 dicembre nelle sale italiane.

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